NERDAVIND #18

KATEIKYOUSHI HITMAN REBORN! – Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: Kateikyoushi Hitman Reborn!
Ideatore: Hideki Mitsui / Kazuhisa Sakaguchi / Masashi Suzuki / Nobuaki Kishima
Regista: Akira Amano
Anno: 2003
Stagioni: 9
Produzione: Artland
Provenienza: Giappone
Autore: Mourning
   

Come cambierebbe la vostra vita se improvvisamente si parasse dinanzi a voi un piccoletto, dicendovi che siete il prescelto, l'uomo che diverrà il boss di una famiglia mafiosa e che vi attenderà un lungo allenamento? Sicuramente una situazione simile non sarebbe facile né da accettare né da immaginare, ma è quanto accade allo studente delle medie nipponico Tsunayoshi Sawada nell'anime "Kateikyoushi Hitman Reborn!".

Il destino gli ha giocato un tiro mancino, mettendo sulla sua strada Reborn, uno dei sette bambini dotati di poteri superiori (gli arcobaleno), designatogli dal IX capo-famiglia dei Vongola per accertarsi che sia in possesso delle qualità per divenire il X. L'incipit della storia è semplice, un ragazzo catapultato in un mondo che non gli appartiene e in cui volente o nolente si ritrova ad affrontare sfide personali e avversari non semplici, superando tali ostacoli con il supporto dei guardiani, di una schiera di amici, personaggi inattesi e dell'amore — platonico — nei confronti di una compagna di classe, raggiungendo infine l'obbiettivo.

Le sequenze di combattimento sono molte, non sempre varie e fluidissime e alle volte un po' troppo prevedibili nell'andazzo, ma discretamente incentrate sul rapporto di fiducia e collaborazione che nel corso della storia si va instaurando fra i personaggi chiave.

In "Kateikyoushi Hitman Reborn!" la parola «Mafia» assume una connotazione decisamente ilare, leggera, ricca di cliché e soprattutto positiva, poiché Sawada è tutto ciò che non ci si attenderebbe dal più classico degli uomini d'onore, un piagnucolone che controvoglia ascende al titolo di X con il preciso intento di costruire una famiglia il cui scopo sia quello di proteggere i propri affetti, non utilizzando metodi violenti, allontanandosi così dalla sua sgradita e reale forma. Un anime con il quale ci si intrattiene piacevolmente.


THE PEANUTS MOVIE – Film

 
FILM
Titolo: The Peanuts Movie
Regia: Steve Martino
Anno: 2015
Produzione: 20th Century Fox Animation
Provenienza: U.S.A.
Autore: LordPist
   

Celebrando il 65° anniversario della prima striscia a fumetti dei "Peanuts", "The Peanuts Movie" era uno dei film di animazione più attesi del 2015, con tutto il carrozzone pubblicitario sui social media e la solita quantità di anteprime, notizie, e giochini a tema (come quello in cui era possibile crearsi un avatar à la Peanuts da usare sui vari social media).

Come sempre, in tanti avevano paura dei rischi connessi alla traduzione delle classiche gag di Charlie Brown e compagni in animazione computerizzata in 3D, e molti non credevano che lo spirito della serie si sarebbe mantenuto in questa nuova forma, ma più o meno chiunque avesse anche un minimo interesse nella serie e nei personaggi sarebbe finito per vedere il film. E guardarlo è stata decisamente una grande idea.

Subito dall'inizio, il film è al 100% nello spirito dei Peanuts e praticamente tutto è finito al posto giusto sia in termini di storia che di resa grafica. L'animazione 3D non è mai pesante e non cerca di rubare la scena, anzi a tratti può sembrare addirittura di star guardando un film in 2D. Il caro vecchio Charlie Brown è il personaggio principale del solito vasto cast e condivide i riflettori con il cane Snoopy (assolutamente da vedere le sue avventure in aeroplano contro il temibile Barone Rosso sparse per il film). Più o meno tutti i personaggi ricevono un buon trattamento in termini di tempo e approfondimento.

Una delle cose che aveva reso i Peanuts così popolari era stata la loro abilità di trascendere l'evidente background culturale di stampo «Midwestern» anni '50, fino a essere capiti (e amati) da lettori di tutto il mondo addirittura venti, quaranta o sessanta anni dopo. In sostanza, possiamo dire che anche "The Peanuts Movie" è riuscito nell'impresa.


MARY POPPINS – Libro

 
LIBRO
Scrittore: P. L. Travers
Titolo: Mary Poppins
Anno: 1934
Provenienza: Regno Unito
Editore: BUR Ragazzi (2010)
Autore: Elisunn
   

Non sono in grado di stabilire in modo oggettivo se "Mary Poppins" sia o meno il mio film Disney preferito, quel che è certo, però, è che non posso non collocarlo sul podio. Sono affezionatissima a tutti i personaggi e a tutte le canzoni, da bambina ho consumato la videocassetta fino a rovinarne irrimediabilmente la parte finale e adesso, alla non più tenera età di quasi ventisette anni, a momenti non riesco a non piangere riguardando alcune scene che trovo particolarmente intense e toccanti.

Qualche anno fa è uscito al cinema "Saving Mr. Banks", la narrazione (un po' romanzata) di come Walt Disney ottenne i diritti da P.L. Travers per portare la storia della tata più famosa del mondo sullo schermo, e anche lì ho pianto praticamente per tutto il film, finendo per farmi scoppiare un capillare e sanguinare rovinosamente dal naso. Dettagli splatter non richiesti a parte, il punto è che non sapevo che Mary Poppins fosse la protagonista di un libro (o meglio, una serie di libri): ero convinta che fosse tutta un'invenzione del signor Disney e ho capito che mi sbagliavo solo in tempi relativamente recenti, vergognandomi profondamente della mia ignoranza a proposito di un personaggio per il quale provo così tanto affetto.

L'occasione di leggere le sue avventure su carta mi è capitata tra le mani, proprio insieme al romanzo stesso, lo scorso anno, il giorno della mia laurea, quando una delle mie amiche più care me lo ha regalato. "Mary Poppins" è il libro che dà il via alla serie ed è l'unico da cui sia stato tratto un film; sono riuscita a leggerlo solo di recente e — beh — le differenze con la pellicola sono varie: se lì Mary Poppins salta nei dipinti sul marciapiede, prende tè sul soffitto e balla sui tetti insieme agli spazzacamini, qui addirittura attacca stelle dorate alla volta celeste, fa viaggiare Giovanna e Michele (Jane e Michael nel film) fino ai quattro angoli più remoti del globo e — udite udite — è perfino imparentata con un cobra. La famiglia dei due bambini (che in realtà nel libro sono quattro) ha — a differenza del film — ben poco spazio d'azione, la quale è infatti tutta concentrata sulle strampalate avventure della vanitosa e a volte un po' scorbutica Mary e dei suoi stranissimi amici, umani e animali, che faranno trascorrere a Giovanna e Michele ore liete e indimenticabili. Almeno finché il vento non si deciderà a cambiare, è ovvio.

"Mary Poppins" è la storia di una donna fuori dal comune, che sa sempre tutto ma difficilmente è incline a dare spiegazioni; che non ha perso, crescendo, la capacità di parlare e capire la voce della Natura; che spesso nega di essere speciale, pur non facendo nulla per nasconderlo. Un po' mi è dispiaciuto non trovare accenni ai piccioni grassi, ma quelli resteranno sempre nel mio cuore in ogni caso. Nel film, Mary Poppins andava via all'improvviso da Viale dei Ciliegi n. 17 trascinata dal vento e senza più fare ritorno, mentre la Travers in realtà ha scritto parecchi altri libri: a questo punto sono proprio curiosa di sapere cos'altro combineranno lei e i suoi bambini.


NAGI NO ASUKARA – Animazione

 
ANIMAZIONE
Titolo: Nagi No Asukara
Ideatore: Mari Okada
Regista: Toshiya Shinohara
Anno: 2013 / 2014
Stagioni: 1
Produzione:  P.A. Works
Provenienza: Giappone
Autore: Vlakorados
   

Penso che sia arrivato il momento di parlare di quello che personalmente considero l'anime perfetto; parlo per i miei gusti, chiaro, ma è stato il primo e finora unico caso in cui non ho avuto assolutamente niente da ridire.

La trama di "Nagi No Asukara" si svolge in un mondo in cui in origine gli umani abitavano nei fondali oceanici e riuscivano a sopravvivere grazie a una sorta di membrana di natura divina chiamata Ena; con il passare del tempo diverse persone preferirono sacrificare tale protezione per andare a vivere sulla terraferma, creando così non pochi conflitti tra le due fazioni. I protagonisti sono Hikari, Manaka, Chisaki e Kaname, quattro giovani del mare ma costretti a frequentare una scuola in superficie; a essi si aggiunge Tsumugu, il primo a non discriminarli per la loro provenienza. Degne di nota anche le presenze di Sayu e soprattutto di Miuna, due bambine che solo nella seconda metà dell'anime si rendono realmente importanti.

La prima parte della storia è infatti necessaria a dare il giusto background a ciò che accadrà più avanti, ma allo stesso tempo è ingannevole: l'enfasi posta sulle questioni sentimentali che legano i personaggi fa quasi apparire la storia come una scontata commedia romantica, eppure tali problemi ne saranno invece il vero cuore e verranno affrontati in maniera tutt'altro che banale. Il punto di svolta è causato da una catastrofe naturale che viene affrontata con un rituale sacrificale e con l'ibernazione degli abitanti del mare, ma le cose non vanno come dovrebbero; la narrazione riprende a cinque anni di distanza da questo evento con il risveglio di Hikari e successivamente di Kaname e Manaka, mentre Chisaki è rimasta in superficie, evitando il lungo sonno e crescendo con Tsumugu. Proprio la loro crescita e quella delle due piccole, in contrasto con l'assenza dal mondo dei tre giovani, sarà un tema importante che costringerà i personaggi a confrontarsi con diverse problematiche; la loro caratterizzazione è uno dei maggiori punti di forza dell'anime: difficile non amare la risolutezza di Miuna, il dramma sentimentale di Chisaki e la testardaggine di Kaname. In tutto questo non verrà comunque dimenticata l'esplorazione del mondo fantastico che fa da sfondo alla storia e che viene mostrato tramite scenari mozzafiato e il racconto, una piacevole ciliegina sulla torta che rende il lavoro spettacolare su ogni fronte.

Potrei passare ore a parlare di "Nagi No Asukara", una sorta di fiaba moderna che riesce anche a trattare molteplici tematiche tra cui la discriminazione; preferisco però chiudere dicendo che appena dopo aver visto per la prima volta i ventisei episodi nel giro di una giornata non ho potuto fare altro che ricominciarli, per godermeli in tutta calma. E scrivendo questo articolo mi è venuta voglia di vederli ancora.


NBA JAM – Videogame

 
VIDEOGAME
Titolo: NBA Jam
Sviluppatore: Midway Games
Distributore: Midway Games
Anno: 1993
Piattaforma: Arcade
Autore: M1
   

L'NBA, la National Basketball Association, è la lega di pallacanestro più ricca e spettacolare del mondo. Non stupisce perciò che uno dei videogame dedicati più famosi  una ventina d'anni fa non fosse basato sulla simulazione e sul realismo. Nelle sale giochi fumose degli anni '90 si ricercavano infatti grandi emozioni condensate in poche monete ed ecco che "NBA Jam" era perfetto: quattro quarti di sfide in due contro due senza esclusione di colpi, fra fallacci sfrontati, schiacciate infuocate, alley-oop ad altezze siderali e un ritmo frenetico e appassionante.

Il meccanismo di gioco era tanto crudele quanto meritocratico: vincendo un quarto di gioco si poteva accedere al successivo senza inserire altre monete; in caso di parità o di svantaggio invece si era costretti ad andare in tasca. Accanto a leggende quali Dominique Wilkins, Shaquille O'Neal, Hakeem Olajuwon e Karl Malone, si potevano impersonare anche giocatori cult come Mike Iuzzolino (visto per tanti anni in Italia) o il folletto Spud Webb.

Se un'espressione come «Boom Shakalaka!» è entrata anche nel vocabolario dell'appassioanto d'oltreoceano, il merito è anche di "NBA Jam".


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