NERDAVIND #8

THE EAST – Film

 
FILM
Titolo: The East
Regia: Zal Batmanglij
Anno: 2013
Produzione: Scott Free Productions
Provenienza: U.S.A. / Inghilterra
Autore: Mourning
   

L'Uomo che si ribella all'Uomo in difesa della Madre Terra è una tematica affrontata parecchie volte. In "The East", film dalla trama abbastanza scorrevole, i due personaggi principali, Sarah Moss (Brit Marling, che ha preso parte anche alla stesura della sceneggiatura) e Benji (Alexander Skarsgård, figlio del più noto Stellan e conosciuto anche come l'Eric Northman di "True Blood"), tendono ad avvicinarsi e contrastarsi per le caratteristiche etico-morali che sembrano tenerli uniti e al tempo stesso potrebbero dividerne le sorti. I binari della loro rivolta, anche emotiva, vengono tenuti volutamente distanti dalla volontà d'imbracciare le armi: non è solo il messaggio che conta, ma soprattutto come viene diffuso. È consapevolezza ciò che gli attori vogliono infondere nell'ascoltatore, far aprire gli occhi dinanzi alle azioni aberranti messe in atto dalle multinazionali farmaceutiche e petrolifere e all'inutilità del consumismo alimentare sfrenato, far acquisire conoscenza per eliminare la strategia degli attentati "in stile guerrafondaio", il cui messaggio è facilmente manipolabile dai media.

La storia in sé ruota sulla continua presa di coscienza da parte della protagonista femminile: il suo sguardo sul mondo da una visuale che le era sconosciuta le permette di comprendere quanto sia complicato poter mettere in atto contromisure e impossibile riparare ai danni provocati da svariate multinazionali, e al contempo come in una situazione politicamente ed economicamente allo sbando l'Uomo sia forse ancora troppo abituato a considerare un esubero ciò che poi tale non è. La colpa in primis è dell'Uomo stesso, che non si frena e non ha nessuna intenzione di farlo.

"The East" non è altro che un ritornello che ci ripetiamo da tempo, che tutti ricordiamo, ma che spesso e volentieri decidiamo d'ignorare. Anche se questo film non aggiunge effettivamente nulla alle lotte — più o meno efficaci — effettuate da coloro i quali hanno a cuore — o dicono sia così — le sorti del nostro pianeta, lancia l'ennesimo appello che non chiede di essere seguito alla lettera, ma di essere quantomeno ascoltato.


X-MEN: DAYS OF FUTURE PAST – Film

 
FILM
Titolo: X-Men: Days Of Future Past
Regia: Bryan Singer
Anno: 2014
Produzione: 20th Century Fox
Provenienza: U.S.A.
Autore: ticino1
   

Ho sempre considerato questa serie di pellicole come un valido motivo per passare una tranquilla serata in poltrona con patatine e birra. Dalle mie parti l'inizio di luglio è stato freddino e brutto, tutti buoni motivi per guardare un film piuttosto di uscire all'aria aperta.

I personaggi li conosciamo tutti: Logan, Magneto, Charles Xavier, Mistique… Che cosa ci offre però la storia? Per i miei gusti l'inizio è noiosetto, perché durante tre quarti d'ora abbondanti il regista tenta di rendere plausibile con la tecnica del "flashback" la storia che seguirà. Ciò mi fa perdere la concentrazione e durante la visione mi vengono in mente puntate di "Star Trek" e le storie di "Ritorno Al Futuro", che anch'esse giocano con salti temporali.

La storia la conoscete: gli X-Men sono la minoranza incompresa perseguitata dai cattivi della società, in particolare dagli "uomini in nero" e ora dai cosiddetti "Sentinel", macchine cui sono stati attribuiti gran parte dei poteri propri ai mutanti. La trama di "Days Of Future Past" si svolge nel periodo del conflitto in Vietnam e seguiremo dunque Logan che è stato prescelto per questo viaggio temporale. Incontreremo con lui Charles, giovane e trasandato, che è ancora in grado di muovere le sue gambe, e un Magneto accusato di essere coinvolto nell'assassinio di Kennedy. Il motivo del viaggio è evidente: manipolare qualcosa che dovrebbe salvare i mutanti e l'umanità nel futuro.

Che cosa mi è restato di questa pellicola? Poco. La storia mi è sembrata annacquata e — nonostante gli effetti siano carini — a volte mancano l'impatto e l'azione che servono a catturare il pubblico.


MIRROR'S EDGE – Videogame

 
VIDEOGAME
Titolo: Mirror's Edge
Sviluppatore: Dice
Distributore: Ea
Anno: 2008
Piattaforma: Xbox360, PS3, PC
Autore: Istrice
   

A distanza di un anno dall'annuncio ufficiale, torna sotto i riflettori "Mirror's Edge 2". Torna con un annuncio stringato da parte della producer ("Non vi preoccupate se non sentite nulla, stiamo lavorando sodo": è questo il succo) e un breve videoclip che mostra alcuni aspetti delle fasi di sviluppo del gioco: quanto basta per farmi tornare la voglia di vivere in prima persona le peripezie che Faith aveva affrontato nel primo capitolo.

"Mirror's Edge" non è un gioco perfetto, a tratti assume quasi i connotati di una tech demo, ma ciò nonostante è un gioco dalle meccaniche geniali, che rapisce chi si lascia rapire, che totalizza, che immerge il giocatore in una città fredda e violenta, dal design squisitamente minimale e dalle tinte acide, in cui ogni singolo elemento strutturale può diventare un appiglio e un salto ben eseguito costituisce il sottile confine fra la vita e la morte.

Ancora una volta mi ritrovo a indossare i panni della runner più bella di tutto l'universo videoludico e mi precipito a perdifiato sui tetti, saltando da un cornicione all'altro, il viso scheggiato dal vetro che esplode sotto le raffiche di mitra delle forze dell'ordine che mi inseguono. Gli occhi guizzano da un lato all'altro dello schermo, alla ricerca di elementi utili per la mia fuga e spesso mi trovo con le spalle al muro, ma non m'abbasso a rispondere al fuoco, combatto a mani nude, non sono come loro. Ho una missione, salvare mia sorella, e un solo modo per realizzarla: correre. Correre senza mai spezzare il ritmo.

The flow is what keeps us running, keeps us alive.


L'UOMO DI NEVE – Libro

 
LIBRO
Scrittore: Jo Nesbø
Titolo L'Uomo Di Neve
Anno: 2007
Provenienza: Norvegia
Editore: Piemme (I ed. italiana)
Autore: Bosj
   

Il crime scandinavo ormai è una moda, lo sanno anche i sassi. Grazie, Stieg Larsson, per aver sdoganato un genere che nessuno immaginava potesse essere (o diventare) così prolifico. Se tuttavia, ben prima della trilogia "Millennium", la Svezia aveva già il suo autore di punta in Henning Mankell, poco più a ovest, in Norvegia, la seconda metà degli anni Novanta segnò l'esordio alla macchina da scrivere di Jo Nesbø, musicista, broker ed ex-calciatore professionista che a trentacinque anni decise di voler donare il proprio contributo al mondo: Harry Hole.

Esattamente dieci anni e sei romanzi dopo, nel 2007, "L'Uomo Di Neve" trascina lo scontroso e ruvido investigatore, ora commissario, in un vortice di distruzione e follia: i suoi demoni personali, i "cani" che vivono nelle sue membra e si nutrono della sua debolezza, l'alcolismo, sono sempre più affamati, sempre più indemoniati, sempre più vicini a spezzarlo definitivamente. Eppure Harry Hole è un lupo solitario che vende cara la pelle, trovando ogni volta un nuovo appiglio che gli permetta di salvarsi, di non cedere e spezzarsi definitivamente neanche questa volta. In questo caso, come quasi sempre, è di nuovo il lavoro, e nonostante da Sydney siano ormai passati dieci anni, tanto l'istinto quanto la logica gli sussurrano all'orecchio due parole che Harry sperava di essersi lasciato definitivamente alle spalle in Australia: serial killer.

Nella cornice di una Norvegia tratteggiata con il cinico affetto che solo un autoctono può provare, Nesbø tesse una trama complessa, articolata e sottile, che tiene inchiodati noi alla lettura e Harry all'indagine e ai propri demoni. In un gioco di specchi e di continui depistaggi da parte dell'autore, "L'Uomo Di Neve" è un'abilissima dimostrazione di acume narrativo e indagatorio da un lato, e dall'altro l'attenta descrizione di un uomo solo, oppresso dal senso di colpa e di sconfitta, che dopo ogni caduta si rialza più fiacco, più fragile. Ma che continua a rialzarsi.


JUDGE DREDD THE COMPLETE CASE FILES – Fumetto

 
FUMETTO
Titolo: Judge Dredd The Complete Case Files
Scrittore: John Wagner, vari
Illustratore: Carlos Ezquerra, vari
Anno: 1977, in corso
Provenienza: Inghilterra
Editore: 2000AD
Autore: Duca Strige
   

"DROKK!", esclama un Judge Dredd in difficoltà, ché non è decoroso per un Giudice di Mega-City One sputare un "shit"! I Giudici sono la legge, la giuria e gli esecutori nell'America distopica creata dalle menti della casa editrice britannica 2000AD, e il Giudice Dredd è il più integerrimo di tutti.

Le geniali storie ideate da John Wagner e Carlos Ezquerra sono un atto d'amore verso i comics americani e allo stesso tempo uno sberleffo degli stessi. Nessun risvolto morale, nessun super potere. Le vicende brulicano di mutanti, esseri grotteschi e diabolici criminali, ma pure il cittadino semplice rischia di finire nella prigione di Devil's Island se viene colto dai Giudici a leggere fumetti del XX secolo, opere pericolose assolutamente bandite dalla legge nell'anno 2099. È buffo notare che nel 1977, anno della comparsa delle prime storie di Judge Dredd, ma soprattutto anno cruciale per il Punk, il fumetto di maggior successo d'Albione proponesse un protagonista dal dubbio e ironico orientamento simil fascista che i punk li sbatte al fresco o li termina seduta stante.

La collana "Complete Case Files", edita sempre da 2000AD, propone tutte le storie di Judge Dredd in rigoroso ordine cronologico, con taglio grafico pulito e gustoso formato libro. Si parte dalla prima raccolta per scoprire i deliziosi racconti iniziali risolti in una manciata di vignette, e si prosegue nei numeri successivi con le saghe di svariate pagine zeppe di personaggi paradossali e gestite da una girandola di autori strepitosi. Fate spazio in libreria, perché sta per arrivare il volume 23. Solo in idioma anglosassone ovviamente, BY STOMM!


THE EYRE AFFAIR – Libro

 
LIBRO
Autore: Jasper Fforde
Titolo: The Eyre Affair [Il Caso Jane Eyre]
Anno: 2001 [2006 in Italia]
Provenienza: Inghilterra
Editore: Hodder
Autore: Splash
   

Vi siete mai chiesti che senso avrebbe "Jane Eyre", uno dei capisaldi della letteratura ottocentesca, senza Jane? O che ne sarebbe delle avventure di Martin Chuzzlewit di Dickens senza Chuzzlewit?

Beh, nella Londra di un parallelo e lontano 1985, Thursday Next, detective del dipartimento crimini contro la letteratura, se lo chiede. Perché Jane Eyre, da pagina 107 in poi, è introvabile, scomparsa. Anzi, non è scomparsa; è stata rapita.

In questa Londra, e in questo tempo, un criminale inarrestabile ha trovato un modo per ricattare il mondo, impossessandosi dei manoscritti di opere letterarie per un fine bieco e spietato. Ma come fermarlo, se lo stesso corpo Operazioni Speciali lo ha dato ormai per morto? Thursday è tra i pochi a poter gestire il caso – madri apprensive, padri crono-latitanti e zii scienziati permettendo.

Nel suo primo romanzo, "The Eyre Affair" (pubblicato in Italia nel 2006 come "Il Caso Jane Eyre"), Jasper Fforde piega, distorce, stravolge e rattoppa i confini tra realtà e finzione, e tra presente, passato e futuro, per il nostro assoluto divertimento.

Sullo sfondo di una guerra perenne coi Russi per il controllo della Crimea, gang di revisionisti Shakesperiani, Thursday e il suo dodo domestico Pickwick, un ex fidanzato che lei non vede da dieci anni ma di cui tiene ancora la foto sul comodino, un ritorno a casa che sa di sconfitta manderà tutto a carte quarantotto. Proprio tutto.

Il primo capitolo di una serie che a oggi conta sette libri (e un ottavo in corso d'opera) su Next e le sue peripezie investigative-letterarie è divertente come pochi. Un calderone dove si fondono pezzi di Lewis Carroll, Douglas Adams, Bridget Jones, Orwell, l'ispettore Callaghan e una freschissima originalità.

Fforde è andato dove nessuno era andato prima, e il risultato è una storia che si assapora a ogni pagina.

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Un pensiero riguardo “NERDAVIND #8

  • 28 Luglio 2014 in 9:26
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    Mirror’s Edge… Faith è un personaggio stupendo, speriamo non venga sciupata da un secondo episodio fuori luogo. “Combattimenti migliorati”, questa una delle caratteristiche sbandierate di Mirror’s Edge 2, non mi pare assolutamente un proclama di buon auspicio.

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