CATHEDRAL – Forest Of Equilibrium

 
Gruppo: Cathedral
Titolo: Forest Of Equilibrium
Anno: 1991
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Earache Records
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TRACKLIST

  1. Picture Of Beauty & Innocence (Intro) / Commiserating The Celebration
  2. Ebony Tears
  3. Serpent Eve
  4. Soul Sacrifice
  5. A Funeral Request
  6. Equilibrium
  7. Reaching Happiness, Touching Pain
DURATA: 54:09
 

Estate 1994: la noia che ti uccide. L'anno scolastico al Liceo Artistico di Novara è terminato e, nonostante le levatacce per raggiungere la scuola dal paesello in cui risiedo, devo ammettere che già mi mancano le amicizie metallare conosciute tra i banchi. I più canonici amici del paese, invece, hanno avuto la splendida idea di aderire a una gita organizzata dalla parrocchia. La meta? Assisi, con visite previste anche nei dintorni, tra le antiche colline umbre. Ci siamo aggregati pure io e il mio compare Luca, mica per motivi religiosi ovviamente. Per scacciare la monotonia piuttosto e, nel mio caso, per la curiosità di osservare dal vivo gli affreschi di Giotto e Cimabue visti sempre e solo sui libri di testo. Non ho alcuna intenzione di trascurare la musica, comunque. Ho richiesto dal catalogo di vendita per corrispondenza di Flying Records tre cassette che mi sono state recapitate proprio oggi, un giorno prima della partenza. Le porterò sicuramente con me. Si tratta del nuovo disco dei Napalm Death, "Fear, Emptiness, Despair", l'ultimo Bolt Thrower, "The IVth Crusade", e il primo album dei Cathedral, "Forest Of Equilibrium", che ho letto essere un capolavoro di lentissimo doom metal inglese. Sono parecchio curioso di scoprire di cosa si tratta, perché non ho proprio idea di come possa suonare un disco doom e sono rimasto subito attratto dal misterioso dipinto presente sulla copertina che, guarda un po', ricorda proprio lo stile figurativo dei maestri della pittura medievale come Giotto (con rimandi al fiammingo Hieronymus Bosh).

La mattina della partenza ci si alza molto presto. Il viaggio in pullman per raggiungere Assisi richiederà circa quattro ore e, terminati gli iniziali cazzeggi agitati con gli amici, tipici da gita, finalmente posso godermi un poco di pace. È giunto il momento di sfoderare il walkman. Le colline silenziose nella luce del mattino, che scorrono oltre il finestrino, mi spingono a scegliere "Forest Of Equilibrium", perché è il disco dei tre in mio possesso che sprigiona il fascino più antico. Ho già dato un'occhiata ai titoli dei brani e mi pare che si integrino perfettamente con le atmosfere oniriche della copertina. I Cathedral, fortunatamente, non sono uno di quei gruppi che utilizza dipinti fantasy e poi canta di donne e vita on the road. Inserisco il nastro, schiaccio il tasto play. Un dolce flauto bucolico accoglie le mie orecchie… Danza fatato e poi, piano piano, inizia a ingravidarsi di minacciosa elettricità: quando parte il riff di "Commiserating The Celebration" ho già capito che, sebbene le riviste metal indichino un certo Tony Iommi come il vero maestro della chitarra doom, per me il Dio del Riff Doom sarà per sempre il chitarrista dei Cathedral, Gary Jennings. I suoi accordi tremolano sinistri pur conservando un'indubbia carica rock, il suono della sua chitarra si sbriciola come alabastro e, grazie al pestare pachidermico della sezione ritmica, le note trovano il tempo di fluttuare, gocciolare e riempire lentamente i miei pensieri più ombrosi. Le melodie, poi, sembrano proprio una preghiera pagana, e quando il cantante Lee Dorrian intona i primi versi col suo tono stregonesco, che non è growl ma neppure vagamente limpido, so di essere già rapito per sempre dal sortilegio dei Cathedral. C'è sicuramente un enigma recondito in questa musica così pesante eppure spirituale ed eterea, e forse non lo afferrerò mai. Visito la basilica di San Francesco e, mentre mi perdo nella girandola di affreschi, sento risuonare la messa profana di "Serpent Eve", terzo splendido brano in scaletta. Sono sicuro che oggi Giotto canterebbe nei Cathedral, con Cimabue alla chitarra. Camminare tra i boschi del monte Subasio è proprio come percorrere la "Forest Of Equilibrium" ed infine, sulle note del flauto che ritorna per chiudere il disco nel brano "Reaching Happiness, Touching Pain", si conclude anche il mio viaggio in terra umbra. Questa particolare commistione di suoni e immagini lascerà in me un segno indelebile.

Per tutto il resto dell'estate la cassetta di "Forest Of Equilibrium" rimane sempre con me. La sera, dizionario di inglese alla mano, mi affanno a tradurre i testi e fantastico sulle parole di Lee Dorrian. Non vedo l'ora di tornare a Novara per procurarmi il disco successivo, "The Ethereal Mirror", e il nuovissimo ep "Statik Majik" che, ho letto sulla rivista "Rumore", aprono il suono dei Cathedral a mille nuove avventurose suggestioni. Sempre più spesso, svolgo la copertina della cassetta e vado alle note di ringraziamento, dove la band sciorina una miriade di influenze. Nomi esotici, mai sentiti: Black Widow, Mellow Candle, Forest, Pentagram, Solitude Aeturnus, Cirith Ungol, Paul Chain… Non so ancora come farò a recuperare tutto questo materiale, ma è ora di aggiornare la lista dischi e mettersi alla ricerca!

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