Pillole Di Male #28: Covetous, Blodtår, Oniricous | Aristocrazia Webzine

Pillole Di Male #28: Covetous, Blodtår, Oniricous

Quando parliamo di musica cerchiamo di farlo nel modo più approfondito ed efficace possibile, sviscerando aspetti salienti quali i contenuti dei testi ma evitando le sterili sbrodolate di un’analisi traccia per traccia forzata. Per questa ragione avere fra le mani il disco fisico è una necessità oltre che una gratificazione: studiare il libretto, verificare la qualità audio del supporto, ammirare la copertina. Talvolta però non è possibile ricevere il materiale promozionale o acquistare il cd/vinile/musicassetta in prima persona per una serie di motivi economici o logistici: perché magari prodotto in numeri limitatissimi (anche oltreoceano), troppo costoso, oppure già esaurito o ancora in attesa di essere stampato. In tutti questi casi solitamente avremmo alzato le mani, nonostante la qualità delle opere ascoltate, e ci saremmo dedicati ad altro, privando però i lettori di una occasione di conoscenza, seppur parziale. Fino a oggi. Perché la rubrica Pillole Di Male arriva per colmare questa lacuna: non vere e proprie recensioni, piuttosto dei consigli per gli ascolti in pastiglie… ma senza effetti collaterali! Un modo per stuzzicare il vostro appetito musicale e condividere quanto ci ha appassionato fra le uscite underground più recenti.

Contro i mali di stagione i vostri medici aristocratici prescrivono black e death metal. Nello specifico le avventure nei reami fantastici dei Covetous, le oscure leggende nordiche dei Blodtår e il terrore iberico degli Oniricous.


Covetous – Dawn Of The Shadowlords

(Autoprodotto, 10 dicembre 2023)

Torno ad avventurarmi nei mondi fantasy di Ultima, pionieristica saga videoludica gdr, grazie al nuovo capitolo targato Covetous. Il progetto del norvegese Baratoz, accompagnato anche in questa seconda occasione da Almonjin, si concentra sugli Shadowlord, gli antagonisti principali di Ultima V.

Rispetto al precente mini Return To Hythloth (uscito nel 2020) le intenzioni restano inalterate in Dawn Of The Shadowlords, ma la realizzazione sale di livello e il minutaggio quasi raddoppia, toccando i trentacinque minuti scarsi. Il raw black metal dalle tinte epiche e spesso melodiche di Covetous si è sgrezzato nei suoni e nei modi, mostrando in maniera migliore il proprio potenziale. Le atmosfere dominanti sono eroiche e oscure, mentre un’aura fortemente narrativa avvolge i sette brani della scaletta, dotati di ritmiche sempre varie che non annoiano. All’interno del disco trovano spazio frequenti passaggi strumentali, incursioni sinfoniche (l’intro “Tides Of Ancient Magic” e l’intermezzo “On The Wakening Winds”) e influssi dungeon synth, perfettamente inseriti nel contesto.

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Blodtår – Det Förtegna Förflutna

(Nordvis Produktion, 21 aprile 2023)

La Svezia è la patria dei Blodtår, one man band — con batterista aggiunto — che propone un black metal dalle forti influenze di folk nordico. Nomi come Windir e Falkenbach vengono richiamati chiaramente durante l’ascolto dell’album di debutto Det Förtegna Förflutna, mentre l’impianto di base sembra echeggiare l’epoca lo-fi dei primi Gorgoroth di Pentagram, pur mantenendo un’impronta volta sempre e comunque alla melodia.

Il sound zanzaroso delle chitarre e la batteria saturata da manuale del perfetto blackster (edizione del 1994) si contrappongono a una scelta relativamente minimale negli arrangiamenti, che permettono di cogliere e quasi cantare tutte le linee di ogni canzone, come si conviene alla scuola melodica moderna di gente quale Krvna o Aara. Nonostante provenienza e influenze pagan-folk, per fortuna i testi sono scevri di vichingume vario e si concentrano su paesaggi oscuri e leggende cupe raramente evocate dalle realtà pagan metal più commerciali. Det Förtegna Förflutna è un ascolto gradevole, senza strappi o lati ostici per l’appassionato medio di black metal, ed essendo un debutto lascia presagire sviluppi futuri interessanti.

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Oniricous – Los Cultos Del Ghoul

(BlackSeed Productions, 30 novembre 2023)

Terzo album per la formazione spagnola degli Oniricous, dedita al cantare i maestri dell’orrore in chiave death metal. Giunta al decimo anno di attività, padroneggia ormai a dovere i fondamentali del death di scuola americana e lezioni dei primi Sepultura. Los Cultos Del Ghoul si compone di undici tracce compatte, prive di fronzoli e particolarmente riuscite, in cui spicca il gusto melodico tipicamente heavy delle chitarre soliste che si staglia sulle trame ritmiche debitamente violente.

A fronte di una proposta musicale ben fatta ma piuttosto prevedibile ai nostri giorni, gli Oniricous si fanno forza di una particolare originalità nel dedicare quasi tutti i propri testi alle opere di H.P. Lovecraft usando la propria lingua madre. Lo spagnolo nella mia testa non sarà mai la lingua del genere horror, tuttavia canzoni come “La Leyenda De Innsmouth” e “Hipnos” passano pienamente il mood degli omonimi racconti del Solitario di Providence.

Los Cultos Del Ghoul è un gustoso bocconcino per chi apprezza le scorpacciate di death metal old school, un genere dove spesso e volentieri se ci si limita ai grandi nomi si fa torto a realtà meno note ma altrettanto agguerrite.

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