Pillole Di Male #24: speciale Frantic | Aristocrazia Webzine

Pillole Di Male #24: speciale Frantic Fest

Quando parliamo di musica cerchiamo di farlo nel modo più approfondito ed efficace possibile, sviscerando aspetti salienti quali i contenuti dei testi ma evitando le sterili sbrodolate di un’analisi traccia per traccia forzata. Per questa ragione avere fra le mani il disco fisico è una necessità oltre che una gratificazione: studiare il libretto, verificare la qualità audio del supporto, ammirare la copertina. Talvolta però non è possibile ricevere il materiale promozionale o acquistare il cd/vinile/musicassetta in prima persona per una serie di motivi economici o logistici: perché magari prodotto in numeri limitatissimi (anche oltreoceano), troppo costoso, oppure già esaurito o ancora in attesa di essere stampato. In tutti questi casi solitamente avremmo alzato le mani, nonostante la qualità delle opere ascoltate, e ci saremmo dedicati ad altro, privando però i lettori di una occasione di conoscenza, seppur parziale. Fino a oggi. Perché la rubrica Pillole Di Male arriva per colmare questa lacuna: non vere e proprie recensioni, piuttosto dei consigli per gli ascolti in pastiglie… ma senza effetti collaterali! Un modo per stuzzicare il vostro appetito musicale e condividere quanto ci ha appassionato fra le uscite underground più recenti.

Il numero 24 esce fuori dagli schemi abituali, perché i dischi di cui leggerai tra poco non sono — tutti — esauriti, introvabili o disponibili esclusivamente in digitale. Il fil rouge è piuttosto l’edizione 2023 del Frantic Fest, una delle realtà più genuine a livello di festival estremi ancora in vita in Italia. In attesa che passino le ultime settimane che ci separano dall’evento, il medico consiglia di curare le ondate di calore con il black-hardcore dei Calligram, con le mazzate hardcore-metal dei Capra e la pachidermica psichedelia degli Hyperwülff.


Calligram – Position | Momentum

(Prosthetic Records, 14 luglio 2023)

Position | Momentum è l’ultimissima fatica di casa Calligram, quintetto londinese apparentemente legato tanto al black metal quanto all’hardcore in egual misura. Attivi da oltre un decennio, i britannici hanno esordito sulla lunga distanza solo nel 2020 con The Eye Is The First Circle, pubblicato nientemeno che dalla Prosthetic, per poi bissare lo scorso 14 luglio con il disco qui in analisi, sempre per l’etichetta californiana.

C’è un certo retrogusto post-rock nelle aperture pulite dei Calligram, ma non bisogna fraintendere: con l’eccezione della strumentale “Per Jamie”, la scaletta di Position | Momentum è un compendio di mazzate di scuola quasi grind. Non dico Anaal Nathrakh perché V.I.T.R.I.O.L. e Irrumator sono fuori scala, ma i Nostri sembrano affondare le radici della propria ispirazione in un simile pantano fetido fatto di beat accelerati e scream virulenti, un mischione a cui aggiungono uno spiccato gusto per le melodie. Un esempio su tutti è la mediana “Tebe”, che parte a mille per poi aprirsi in un glorioso mix di riverberi e clean, terminando con un brutale rallentamento strabordante di odio. Niente male davvero.


Capra – In Transmission

(Metal Blade Records, 23 aprile 2021)

Con il vinile ultra-fashion sold out, ma la versione CD ancora disponibile, i Capra approdano su queste pagine con la stessa eleganza con cui drifta Han nel terzo Fast & Furious. Anche in questo caso, come per i Calligram, ci troviamo davanti a una band relativamente giovane che già viaggia sotto l’ala protettrice di un’etichetta blasonata. Il quartetto di Lafayette (Louisiana), infatti, ha pubblicato In Transmission nel 2021 per Metal Blade: undici tracce per mezz’ora circa di attitudine e incazzatura. Una trasmissione rabbiosa, quella di Crow Lotus, Tyler Harper, Jeremy Randazzo e Trevor Alleman, in cui i quattro hanno riversato la loro personale miscela da centro sociale occupato.

Al netto dell’apripista strumentale “[Exordium]”, gli altri dieci titoli in scaletta viaggiano tra l’uno e i quattro minuti di beat punk, riff gustosi, bassi chiatti e urla al limite. Va detto, non siamo davanti all’album che rivoluzionerà la lunga scia di amanti dell’hardcore-metal, ma pur non uscendo mai dagli schemi i Nostri tengono salda la loro presa sull’ascoltatore giocandosi ottime idee una dopo l’altra. Su disco, poi, per una scelta stranamente azzeccata, la voce di Crow Lotus è sempre un pelo indietro rispetto a basso, chitarre e batteria, eppure all’ascolto tutto è perfettamente bilanciato. A questo punto immagino che dal vivo i Capra spettineranno tanti.


Hyperwülff – Volume Three: Burruwing Kingdoms

(Overdrive Records, 9 ottobre 2022)

Il duo bolognese degli Hyperwülff, composto dal chitarrista e cantante The Sarge e dal batterista The Wülff, festeggerà a Francavilla al Male il decimo anniversario, forte dell’uscita — avvenuta lo scorso anno — del terzo capitolo della loro saga discografica. Partiti nel 2014 con l’eponimo Hyperwülff, sergente e lupo hanno proseguito con Volume One: Erion Speaks nel 2015 e Volume Two: The Divide nel 2018, aggiungendo anche un primo addendum alla lista nel 2019, prima di andare in letargo e preparare il nuovo Volume Three: Burruwing Kingdoms — di cui Overdrive Records ha prodotto un’edizione in vinile.

Se nomi e copertina sono bastati ad attirare la tua attenzione, lascio a te la scoperta dei dettagli di questo viaggione psichedelico nello spazio in cui ci trasportano gli Hyperwülff. Sintetizzatori, fuzz, distorsioni e riffoni pachidermici à la Ufomammut la fanno da padrone nei trentacinque minuti di Burruwing Kingdoms, valorizzando allo stesso tempo la comparsa centellinata delle voci. Dagli ottimi puliti di appoggio ai synth quasi prog rock di “Lost Home”, passando per l’assalto in growl di “Grief Chant”, la prova del duo di Bologna è totalizzante, tante le stratificazioni e la perizia dietro ogni nota dell’album. La mia curiosità per la loro performance è decisamente alta.