Pillole di Male #30: Misanthropic War, They Came From Visions, Dark Horizon | Aristocrazia Webzine

Pillole di Male #30: Misanthropic War, They Came From Visions, Dark Horizon

Quando parliamo di musica cerchiamo di farlo nel modo più approfondito ed efficace possibile, sviscerando aspetti salienti quali i contenuti dei testi ma evitando le sterili sbrodolate di un’analisi traccia per traccia forzata. Per questa ragione avere fra le mani il disco fisico è una necessità oltre che una gratificazione: studiare il libretto, verificare la qualità audio del supporto, ammirare la copertina. Talvolta però non è possibile ricevere il materiale promozionale o acquistare il cd/vinile/musicassetta in prima persona per una serie di motivi economici o logistici: perché magari prodotto in numeri limitatissimi (anche oltreoceano), troppo costoso, oppure già esaurito o ancora in attesa di essere stampato. In tutti questi casi solitamente avremmo alzato le mani, nonostante la qualità delle opere ascoltate, e ci saremmo dedicati ad altro, privando però i lettori di una occasione di conoscenza, seppur parziale. Fino a oggi. Perché la rubrica Pillole Di Male arriva per colmare questa lacuna: non vere e proprie recensioni, piuttosto dei consigli per gli ascolti in pastiglie… ma senza effetti collaterali! Un modo per stuzzicare il vostro appetito musicale e condividere quanto ci ha appassionato fra le uscite underground più recenti.


Misanthropic War – Utter Human Annihilation

(Godz Ov War Productions, 22 settembre 2023)

L’avvento delle piattaforme streaming ha reso superfluo l’uso della copertina per affermare in modo chiaro il genere musicale di appartenenza. Questo messaggio non deve essere arrivato ai tedeschi Misanthropic War: Utter Human Annihilation trasuda war metal da ogni aspetto ancora prima del fatidico play: titoli, copertina, nomi, tutto da manuale.

La musica non poteva essere da meno: i primi secondi di “Conquer And Eliminate“ danno il via a trentacinque minuti di aggressione e violenza ai limiti del parossismo. I Misanthropic War hanno evidentemente apprezzato le lezioni di Blasphemy, Diocletian, Conqueror e compagnia tonitruante e si sono assicurati di metterle in pratica con grazia da cavernicolo inferocito, facendosi forti di un sound caratterizzato dal rullante accordato più in basso del solito e da blast beat dominati dalla cassa, su cui si spande un caos di chitarre ribollenti e la consueta voce da oltretomba.

Non c’è il benché minimo accenno di tregua o di respiro lungo tutto Utter Human Annihilation, nessun fronzolo e nessuna riflessione, solo cieca furia sonora, al punto da non voler nemmeno citare i nomi di chi abbia preso parte a questo massacro sonoro. Un difetto che si può riscontrare, peraltro comune al sottogenere, è la sostanziale impossibilità di distinguere un brano dagli altri, compensato dalla relativa facilità di ascolto data dalla produzione. Una gustosa chicca come spesso capita di trovare in casa Godz Ov War.

Botta


They Came From Visions – The Twilight Robes

(Eisenwald, 23 febbraio 2024)

La prima cosa che mi ha colpito degli ucraini They Came From Visions è stata certamente la loro foto in abiti da apicoltori medievali, un abbigliamento inusuale (e da poco adottato anche dagli svizzeri Vígljós) ma davvero suggestivo e black metal. Di seguito è arrivata la pregevole copertina. Infine la musica contenuta in The Twilight Robes, secondo album del terzetto, promosso da Eisenwald dopo un debutto rilasciato esclusivamente in cassetta per Bloodred Distrubution, ha confermato le mie sensazioni positive.

La misteriosa entità europea manipola la materia black metal con sapienza, forgiando pezzi articolati, gravidi di tensione emotiva e con un’impronta melodica spiccata. All’interno delle composizioni ideate da Voice Of Gloom coesistono con coerenza la violenza e i passaggi trionfali, lo scream acido di Voice Of Misery e le parti vocali pulite, l’oscurità e i momenti ipnotici. Il tutto suonato con perizia e una produzione dal gusto vintage, forse poco esplosiva ma che gli amanti dell’old school non disprezzeranno.

Insomma la carne al fuoco è davvero tanta per questi cantori degli orrori della notte e The Twilight Robes non è il solito disco black metal prevedibile e scontato. Teniamo d’occhio i They Came From Visions perché possiedono tutte le adeguate qualità, visive e musicali, per imporsi.

M1


Dark Horizon – Darkness Falls Upon Mankind

(Autoprodotto, 23 marzo 2024)

Da non confondere con gli omonimi power metallers italici, i tedeschi Dark Horizon si rifanno vivi dopo sette anni di silenzio con il secondo full length in oltre quindici anni di attività. Tanta vocazione underground non corrisponde a un lavoro raffazzonato in questo caso: Darkness Falls Upon Mankind è un album ben realizzato e prodotto a regola d’arte, dalla copertina in poi. Musicalmente la proposta è onesta: un death metal melodico con striature black sulla scia dei grandi nomi svedesi degli anni ’90. Non meravigliatevi quindi se lungo le nove canzoni sarete colpiti da flashback di Dissection, Naglfar e sporadicamente qualche dissonanza à la Dark Funeral.

La band dimostra una buona padronanza della tecnica strumentale e supporta in pieno lo scream particolarmente aggressivo di Mike. Gli episodi di violenza sono intervallati ai tipici rallentamenti atmosferici del genere, mentre nella conclusiva “Ekpyrosis” i Dark Horizon si divertono a invertire le proporzioni, ottenendo un’interessante versione moderna e melodica del sound dei Bathory del periodo viking. Forti della produzione di un esperto come Andy Classen, dietro la console da anni con i Belphegor, Darkness Falls Upon Mankind propone un sound gradevole capace di richiamare all’istante Storm Of The Light’s Bane senza scadere nella copia precisa. Derivativi ma piacevoli, i Dark Horizon sono degni di un ascolto per chiunque apprezzi le fonti di ispirazione menzionate.

Botta