Pillole Di Male #29: Myrkur, Vargrav, Offret | Aristocrazia Webzine

Pillole Di Male #29: Myrkur, Vargrav, Offret

Quando parliamo di musica cerchiamo di farlo nel modo più approfondito ed efficace possibile, sviscerando aspetti salienti quali i contenuti dei testi ma evitando le sterili sbrodolate di un’analisi traccia per traccia forzata. Per questa ragione avere fra le mani il disco fisico è una necessità oltre che una gratificazione: studiare il libretto, verificare la qualità audio del supporto, ammirare la copertina. Talvolta però non è possibile ricevere il materiale promozionale o acquistare il cd/vinile/musicassetta in prima persona per una serie di motivi economici o logistici: perché magari prodotto in numeri limitatissimi (anche oltreoceano), troppo costoso, oppure già esaurito o ancora in attesa di essere stampato. In tutti questi casi solitamente avremmo alzato le mani, nonostante la qualità delle opere ascoltate, e ci saremmo dedicati ad altro, privando però i lettori di una occasione di conoscenza, seppur parziale. Fino a oggi. Perché la rubrica Pillole Di Male arriva per colmare questa lacuna: non vere e proprie recensioni, piuttosto dei consigli per gli ascolti in pastiglie… ma senza effetti collaterali! Un modo per stuzzicare il vostro appetito musicale e condividere quanto ci ha appassionato fra le uscite underground più recenti.


Myrkur – Spine

(Relapse Records, 20 ottobre 2023)

Prosegue il percorso artistico di Amalie Bruun, in arte Myrkur, partito sotto l’egida di Kristoffer Rygg e gradualmente affrancato da ogni richiamo agli Ulver. Considerando che l’ultimo album, Folkesange del 2020, era una collezione di canzoni acustiche dedicate al folklore nordico, erano sette anni che la cantautrice non tornava a confrontarsi con il nostro amato metallo.

La lunga attesa ci consegna questo Spine, in cui Myrkur coniuga le influenze folk-ambient frutto della ricerca per l’album precedente con le esperienze post-black degli esordi. Lo scream è quasi assente, soppiantato da un cantato etereo e sognante che si ritrova in voci scandinave come Kari Rueslåtten o perfino nella new age di Enya, mentre alcuni strumenti antichi come la nyckelharpa hanno evidentemente colpito Amalie al punto di meritare la presenza anche in un contesto moderno.

Da un punto di vista musicale Spine sfida costantemente le definizioni di genere, fornendo una miscela ben controllata tra (poco) black atmosferico, post-rock, pop nordico e ambient, con un songwriting di qualità indiscutibile a reggere il difficile compito di coniugare influenze tanto diverse. Canzoni come “Valkyriernes Sang”, “Mothlike” o il singolo “Like Humans” sorprendono al primo ascolto e crescono nel tempo, lasciandoci al termine di ogni pezzo desiderosi di sentire altro. Se apprezzate il ventaglio musicale elencato sopra, Spine probabilmente vi colpirà positivamente.


Vargrav- The Nighthold

(Werewolf Productions, 8 dicembre 2023)

Si rivede il buon V-KhaoZ, prolifico polistrumentista finlandese dietro a svariati progetti tutti tra il black metal, l’ambient e il dungeon synth. Questa volta alla ribalta ci sono i Vargrav, trasformati recentemente da one-man band a formazione completa, con il mastermind alle tastiere coadiuvato da strumentisti d’eccezione come Marko Tarvonen ed Henri Sorvali dei Moonsorrow, quest’ultimo garanzia di qualità come pochi altri per gli aspetti melodici.

La musica dei Vargrav è riassumibile in modo piuttosto semplice: una dichiarazione di amore incondizionato per In The Nightside Eclipse degli Emperor, condita con qualche spunto epicheggiante à la Thyrfing e ricami riconducibili ai primi Dimmu Borgir, agli Odium e in generale alle atmosfere della nascita del black sinfonico.

Lo stile dark fantasy del capolavoro di Ihsahn e soci echeggia anche nei testi e trova ulteriormente conferma nei brevi intermezzi strumentali perfetti come ambience per una campagna D&D. The Nighthold è un divertente e ascoltabilissimo omaggio ai tempi che furono — e che, nelle speranze di alcuni, saranno ancora.


Offret – Затмение (The Eclipse)

(War Productions / Void Wanderer Productions / Dead Red Queen Records / Onism Productions, 21 febbraio 2024)

Gli Offret, progetto black atmosferico di Nizhny Novgorod, rientrano in quella cerchia di gente che su Aristocrazia non è certo nuova, anzi: sia l’omonimo EP che il primo disco Зверь (traducibile come La Bestia) sono passati proprio tra le mani del sottoscritto e anche questo nuovo Затмение è stato adocchiato dal nostro infaticabile G.E.F. su una puntata di Extrema Ratio.

Cosa si cela quindi dietro l’evocativa copertina, che peraltro rimanda chiaramente al primo lavoro di Andrey Prokofiev, nel frattempo tornato in solitaria dopo la boutade come trio di qualche anno fa? Niente di nuovo, in realtà. La formula degli Offret non si discosta dalla furia iconoclasta sentita nel disco precedente — con l’esplosione a metà di “Тигель (The Crucible)” o nella title track — né abbandona l’azzeccata miscela di black atmosferico e drone/sludge che ci ha colpiti fin da subito: mid-tempo pesanti e avvolgenti, dai suoni grossi e saturi, accostati ai sintetizzatori nei momenti di pura atmosfera. 

Insomma, Затмение è un disco equilibrato e riuscito in tutti i suoi aspetti: la riconferma delle qualità di questo ragazzo che, per quanto mi riguarda, non ha ancora ricevuto l’attenzione che merita.