L'oscuro esordio degli 0XíST con il doom metal di "Nil"

0XíST – Nil

Gruppo:0 X í S T
Titolo:Nil
Anno:2012
Provenienza:Finlandia
Etichetta:Ostra Records
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TRACKLIST

  1. Old World Vanished
  2. Nil
  3. Cold Dark Matter
  4. Arrival
  5. Anemone Patens MCCXLIX
  6. Of Wood, Stone And Bone
  7. Shrivel
DURATA:44:48

Gli 0XíST sono una formazione finnica sorta nel 2008, nella quale è rimasto soltanto un membro originale: il cantante e chitarrista Janj Koskela, già nei Saattue e nei Let Me Dream, ed ex Congestion. Il musicista è attualmente accompagnato in quest’avventura dal batterista Mikael Ahlstén (ex di Embassy Of Silence, Saattue e Ultra Mayhem) e dall’ultimo entrato Sameli Köykkä al basso (Saattue ed ex di Colosseum, Demysh e Drown Me Blue), mentre l’altro chitarrista Henrik Hajanti ha abbandonato il progetto sul finire del 2012. La band ha prodotto nel 2010 — quindi durante la fase di assestamento — l’EP Unveiling The Shadow World e il demo Demo 2010, attendendo altri due anni prima di dare alle stampe il debutto di lunga durata Nil.

L’album sin da subito mette in chiaro che la professionalità dei musicisti coinvolti, la composizione e la prestazione che andremo di passo in passo incrociando sono di qualità ben superiore alla media, del resto gli artisti in questione non sono degli sprovveduti. La loro proposta a base di dark metal — o per farla più semplice doom-death dall’impianto atmosferico gotico particolarmente pronunciato — riesce a essere convincente sia per quanto concerne le dinamiche di sviluppo dei brani — esempio palese è il lavoro alla batteria di Mikael, robusto, spesso non elaboratissimo, ma vario quanto basta a evitare staticità — sia per la capacità di gestire il binomio emozionale disperazione-evocazione. Il cantato roco, aggressivo e graffiante di Jani, intervallato con aperture in pulito o al limite con il recitato (come avviene nella traccia che porta il titolo del disco e in “Of Wood, Stone And Bone”, nella quale però il parlato e il sussurrato sono a cura dell’ex batterista Andy Koski-Semmens), garantisce in tal senso un ottimo supporto.

Il disco non accelera mai notevolmente l’andazzo ritmico per spezzare l’ambientazione che di brano in brano tende a raggelarsi, mentre aumenta il peso dell’oscurità che l’avvolge in “Cold Dark Matter” e innalza una coltre emotiva grigia, densa e massiccia in “Anemone Patens MCCXLIX”, dimostrando sempre e comunque di essere in grado di alimentare l’impianto melodico con soluzioni intriganti e annichilenti, rappresentate in “Of Wood, Stone And Bone”. Insomma riesce a essere alquanto sfaccettato senza per questo doversi snaturare.

I Finlandesi sono competitivi e in possesso delle qualità per esserlo, del resto Nil è un biglietto da visita privo di pecche realmente considerabili tali: anche la produzione pulita, a tratti quasi cristallina, si pone a loro favore. Se invece dovessi cercare il cosiddetto pelo nell’uovo, potrei pensare che nell’immettersi sui pezzi Koskela avrebbe forse potuto animare le linee vocali in maniera lievemente più differenziata, poiché in alcuni momenti si ha l’impressione che sia molto impostato; è però una rigidità stilistica che onestamente trovo adeguata alla severità dai connotati decadenti degli 0XíST e che quindi non riesco a considerare come un fattore negativo.

In conclusione, la band è promettente e il lavoro è di quelli che rimarrà nelle stereo per un bel po’, non mi resta quindi che proporvi l’ascolto del trio e augurare loro di perseguire questa strada, sperando che in futuro siano in grado di offrirci prove anche migliori di quanto lo sia già questo gradevolissimo Nil. Teneteli d’occhio.

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