10 ANNI DI BLACK METAL GIAPPONESE: ZERO DIMENSIONAL RECORDS #08 COLDNIGHT / LIFEBLOOD – Coldnight / Lifeblood

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti dedicati a Zero Dimensional Records, etichetta specializzata nel black metal giapponese che da dieci anni è protagonista della scena estrema nipponica. L’elenco completo degli articoli è disponibile a questo link.

Gruppo:Coldnight / Lifeblood
Titolo:Coldnight / Lifeblood
Anno:2019
Provenienza:Colombia / Giappone
Etichetta:Zero Dimensional Records
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TRACKLIST

  1. Coldnight – Madrigal
  2. Coldnight – Soledad
  3. Coldnight – Alborada
  4. Coldnight – Crisalidas
  5. Lifeblood – All The Innocence Dies
  6. Lifeblood – Maggots
  7. Lifeblood – Agony
DURATA:50:08

Il recente pellegrinaggio aristocratico nella terra del Sol Levante ci sta portando a scoprire diverse realtà più o meno sconosciute del più nero sottobosco musicale nipponico. Si inserisce in questo contesto, anche se in maniera un po’ anomala, lo split tra i giapponesi Lifeblood e i colombiani Coldnight, che spicca certamente per i suoi toni e i suoi modi più ariosi, virulenti e decadenti di quelli dei loro compagni di etichetta.

Il disco si apre con i quattro lamenti dei sudamericani Coldnight, duo legato alle sonorità black metal con un’impronta tipicamente ambient e dal piglio depressive. La band ha un decennio di attività alle spalle e ci è in qualche modo più vicina di quanto possiamo pensare, vista la collaborazione di Angela P. Coldnight e Traurig con Kjiel dei nostrani Eyelessight all’interno del progetto Lifeless. L’ugola d’oro di Angela si adegua piacevolmente a ogni contesto, sia quando si muove in scream sui riff più accostabili alla corrente -gaze del genere, sia nei momenti in cui culla l’ascoltatore verso il sonno eterno (come esemplifica in maniera chiara già l’apripista “Madrigal”). Non c’è traccia di sfuriate all’interno della scaletta: “Soledad” e “Alborada” regalano qualche momento più incalzante, ma al netto di ciò il male del duo preferisce sempre assumere sembianze meno aggressive, non per questo di minore impatto o piacevolezza.

La seconda metà dello split subisce un ulteriore rallentamento, avvicinandosi pericolosamente a lidi funeral doom. La formazione nipponica dei Lifeblood, presente anche all’interno dell’esaustiva compilation pubblicata dalla Zero Dimensional Records e presentataci qualche settimana fa da Vlakorados, è alla sua terza prova ufficiale. Dopo aver rilasciato un demo nel 2013 e un album due anni dopo, i tre brani qui presenti certificano il buono stato di salute della band. Il trio ci propone un numero minore di pezzi rispetto ai colleghi sudamericani, è vero, ma dimostra, ciononostante, di avere tutte le carte in regola per guadagnarsi un proprio posto all’interno di questa nicchia. I venti minuti e più di marcia funebre proposta da Shohei, Yusuke e Yuki, difatti, sono massicci, melodici (“All The Innocence Dies”) e, talvolta, anche ritmati (come la lunga coda di “Maggots” o le movenze iniziali di “Agony”).

Per Coldnight e Lifeblood, la gioia di vivere è inesistente, la felicità non si intravede nemmeno col cannocchiale e l’ultimo briciolo di luce che traspare dal loro lavoro a quattro mani, probabilmente, è quello che vedrete mentre questi cinquanta minuti di male multiforme vi seppelliranno. Se state cercando un disco per festeggiare l’arrivo del freddo e del buio, ora lo avete.

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