10 ANNI DI BLACK METAL GIAPPONESE #16

10 ANNI DI BLACK METAL GIAPPONESE: ZERO DIMENSIONAL RECORDS #16: DEATHLIKE SILENCE – Deathlike Silence

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti dedicati a Zero Dimensional Records, etichetta specializzata nel black metal giapponese che da dieci anni è protagonista della scena estrema nipponica. L’elenco completo degli articoli è disponibile a questo link.

Gruppo:Deathlike Silence
Titolo:Deathlike Silence
Anno:2016
Provenienza:Giappone
Etichetta:Zero Dimensional Records
Contatti:non disponibili
TRACKLIST

  1. Intro: Aweakening [2016]
  2. Rising Over The Mountain [2016]
  3. Wind Blow In The Funeral [2016]
  4. Relentlessly Infernal Storm [2016]
  5. Black Evil Star [2016]
  6. Outro: The End Of Complete [2016]
  7. Intro: The Gate Of Necroload [1997]
  8. Rising Over The Mountain [1997]
  9. Relentlessly Infernal Storm [1997]
  10. Outro: Across Ocean Of Darkend Dreams [1997]
  11. Wind Blow In The Funeral [1996]
  12. Black Evil Star [1996]
  13. Immortality Of Darkness Sky [1995]
  14. Black Evil Star [1995]
  15. The Ritual [1995]
DURATA:47:10

Leggi Deathlike Silence e subito pensi a Euronymous e alla Norvegia, come il logo darkthroniano e il truce individuo pallido e armato della copertina sembrano confermare. Invece ci ritroviamo alla metà degli anni Novanta ma in Giappone, quando Darkness Profanation decide di omaggiare il padrino del black metal battezzando la sua one man band col nome della celeberrima etichetta discografica.

Deathlike Silence è una raccolta di quindici pezzi, edita da Zero Dimensional Records, che raccoglie le tre demo prodotte dal progetto nipponico più una sessione di registrazione datata agosto 2016. Il libretto allegato al disco ricostruisce le relative scalette, le copertine e i dati minimi relativi alle registrazioni; spiace notare la scomodità di dover ascoltare il materiale ordinato dal più recente sino al più datato, scelta che trovo sempre bizzarra in sede di compilation.

Il demo eponimo del 1995 (tracce 13-15) viene fuori da qualche scantinato buio e umido (lo Studio666 di Okayama) e l’accoglienza di “Immortality Of Darkness Sky” sorprende, perché il suono è minimale ma ultra rallentato e stridente, accompagnato da vocalizzi sguaiati e privi di qualunque logica, che sembrano partoriti da una mente malata; apparentemente non ritroviamo nessuno stilema tipicamente black metal, a eccezione del lato grafico piuttosto ingenuo. La seguente “Black Evil Star” si sposta invece sul filone norvegese classico, pur inserendo rallentamenti decisi in un pezzo dalla ritmica medio-veloce: il cantato assume le sembianze di uno scream, con alcune licenze più sbilenche, mentre il riffing diviene tipicamente zanzaroso e reiterato; la coda strumentale infine abbandona qualunque tipo di ronzio in favore di un arpeggio consolatorio. “The Ritual” prosegue poi sul medesimo canovaccio.

L’anno seguente nel demo intitolato Promo 1996 (tracce 11-12) i Deathlike Silence presentano l’inedita “Wind Blow In The Funeral”, che alterna sezioni furiose a passaggi gelidi e rallentamenti cupi dominati dal basso, in una qualità sonora ancora lo-fi. La stessa “Black Evil Star” gode del nuovo approccio e viene riproposta con suoni più graffianti e col piede pigiato sull’acceleratore.

Si arriva così al demo-split del 1997 intitolato Bestial Holocaust (tracce 7-10) e condiviso con gli Infernal Necromancy. “Rising Over The Mountain” aumenta ancora il tasso di efferatezza, tra rasoiate chitarristiche e un tappeto ritmico lanciato ad alta velocità, con lo scream più inquadrato ed efficace. “Relentlessly Infernal Storm” invece è ingiudicabile, perché viene mozzata dopo neanche due minuti.

L’ultima sezione della compilation, la prima seguendo l’ordine della scaletta, è dedicata infine a una registrazione di prova del 2016 (tracce 1-6) che ripropone brani già noti. Pur a distanza di vent’anni l’approccio al black metal di Darkness Profanation non è variato. Gli stessi suoni sono abbozzati, coi volumi della chitarra che sovrastano il resto e la voce completamente nelle retrovie.

Deathlike Silence è un’opera dal valore archeologico più che musicale in senso stretto, poiché si rifà completamente a Darkthrone e Mayhem e tutto suona piuttosto lineare e ruspante, offrendo inoltre appena sei brani se escludiamo rifacimenti, intro e outro. Resta insomma soltanto la testimonianza storica dell’impegno di un personaggio protagonista in numerosi progetti, fra cui gli ancora attivi Vomit Remnants (brutal death metal) e Tyrant (black metal sinfonico).

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