5RAND – Fuck Simile

Informazioni
Gruppo: 5rand
Titolo: Fuck Simile
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/5Rand/129132561336
Autore: Mourning

Tracklist
1. Paint Of Pain
2. The True-Death Show
3. Fuck Simile
4. Preacher Of Lies

DURATA: 15:50

Chi ben comincia è a metà dell’opera, i proverbi in più di un’occasione sono lo specchio della realtà che si vive in quel momento, questo nello specifico identifica a pieno titolo il percorso brillantemente intrapreso dal trio nostrano dei 5rand. Pierluigi Carocci (chitarra, synth e samples), Davide Procaccini (basso e voce) e Andrea Rondoni (batteria) nel 2012 hanno pubblicato quello che è il primo lavoro come band, si tratta di un ep contenente quattro brani per un quarto d’ora di musica intitolato “Fuck Simile”.
La proposta dei laziali è moderna, carica di groove e proprio per tali componenti si potrebbe collegare in alcuni momenti ai Lamb Of God, ma è altrettanto palese il rifarsi a una scuola di pensiero musicale anni Novanta che portò a galla una formazione ormai perduta, parlo dei Fear Factory dell’era Cazares-Bell-Herrera, da permettere di udire tra le righe piacevoli rimandi a quello che per il sottoscritto rimane il capolavoro della band, “Demanufacture”.
Hanno impatto, sono abili nel combinare un songwriting arrembante talvolta al limite con la velocità e l’impostazione pressante del death con lo sviluppo della voce in clean, che esegue dei ritornelli orecchiabili e ben incastonati all’interno dei pezzi dove invece è il growl a farla da padrone; pregevole ad esempio quello che caratterizza “Preacher Of Lies”.
I 5rand mettono in mostra una maturità compositiva decisamente in stato avanzato nella titletrack e forniscono una ulteriore prova delle proprie capacità anche in fase d’arrangiamento, è ottimo infatti l’innesto dei synth che vanno ad arricchire un pezzo come “The True-Death Show” che fa della spavalderia la sua arma principale, così come la coordinazione fra batteria e chitarre che da vita all’opener “Paint Of Pain”.
C’è un retrogusto synth-rock eighties che in più di una situazione sembra serpeggiare al di sotto della solidità espressa da soluzioni ritmiche tutt’altro che dolci, può essere la chiave di volta che pur mantenendo accessibile il sound al contempo lo rende maggiormente particolare, distaccandolo dalle proposte che provano a percorrere strade similari.
Cosa ci vuole adesso? L’uscita di un album che confermi la qualità sintetizzata in “Fuck Simile”, dovessero ripetersi, o meglio ancora andare oltre le aspettative offerteci da questo mini, il monicker 5rand diverrebbe indiscutibilmente uno di quelli da tenere in considerazione per l’acquisto, e dato che ho tirato fuori l’acquistare, queste quattro canzoni sono un piccolo ma sfizioso antipasto di ciò che potrà essere, perché non possederle? Fatele vostre.

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