A.A.V.V. – Alliance Of Black Hordes

 
Gruppo: A.A.V.V.
Titolo:  Alliance Of Black Hordes
Anno: 2012
Provenienza: Varia
Etichetta: BlackSeed Productions / Mighty Hordes Productions
Contatti: Sito BlackSeed ProductionsSito Mighty Hordes Productions
 
TRACKLIST

  1. Balmog – Under Two Horns
  2. Opvs Leviathan – Illuminaty Ordo Imperium
  3. Kill – Kill
  4. Divine Codex – Supreme Catharsis Synthetisized
  5. Aboriorth – The Truth Given In Gold Vessels And Beggar Hands
  6. Frozen Dawn – The Old Prophecy Of Winterland
  7. Primigenium – Faith Through Anguish Part II: The Grand Deed
  8. Eternal Chaos – The Black Flame Spirit
  9. Decayed – Infernal Winds
  10. Lemures – Azathoth
  11. Salvation666 – Anima Pestifera
  12. Esbbat – Muerte Al Reino De Cristo
DURATA: 71:02
 

"Alliance Of Black Hordes" è una compilation curata in collaborazione dalle etichette spagnole BlackSeed Productions e Mighty Hordes Productions, uscita esattamente a metà giugno 2012 per promuovere un totale di dodici formazioni, sei ciascuna. Stampata in un migliaio di copie e distribuita gratuitamente, propone le canzoni senza alcun master aggiuntivo o modifica, se non nel livello dei volumi per uniformare le discrepanze più evidenti.

Alcuni dei gruppi coinvolti sono già stati nostri ospiti: mi riferisco ai Balmog il cui brano "Under Two Horns" è stato definito da Dope Fiend maledettamente maligno, fiero e pregno di un riffing oscuro e mefitico, l'ideale per chi adora il black metal svedese; ad Aboriorth, accolto piacevolmente sia da me che da Insanity nelle due uscite cariche di odio e sofferenza intitolate "The Austere Perpetuity Of Nothingness" e "Anchorite"; e infine ai Decayed, semplici e diretti nella propria ortodossia legata alla prima metà degli Anni '90.

Altre band ve le presenteremo in futuro, come gli svedesi Kill, formazione con già quattro album all'attivo che si muove sulfurea e malevola come insegna da sempre la scuola nazionale, instillando una certa ossessività stemperata soltanto nell'ultima parte del brano. Anche i Primigenium passeranno dalle nostre parti, per portare il loro spirito interamente forgiato nel 1992 da Smaug e da Alhaz, uno dei proprietari della BlackSeed; "Faith Through Anguish Part II: The Grand Deed" è un brano intenso ed esteso in durata, dall'atmosfera fortemente evocativa, generata però dal minimalismo "classico" del genere e non dall'accumularsi di elementi "barocchi" come tastiere invadenti o intrecci vocali.

"Alliance Of Black Hordes" racchiude al proprio interno complessi molto diversi per provenienza e "anzianità", da un lato abbiamo i colombiani Opvs Leviathan ed Esbbat, entrambi nati nei Novanta (rispettivamente nel '92 e nel '96, da quanto mi è dato sapere), ma debuttanti con un album completo soltanto ben oltre l'inizio del ventunesimo secolo; dall'altro gli italiani Divine Codex, attivi dal 2009 per volontà del batterista Atum (che ricordiamo impegnato in numerossismi progetti, alcuni dei quali presenti anche su Aristocrazia come Cult Of Vampyrism e Teeth And Thorns) e Ghu.Lu (Xeper). Gli Opvs Leviathan attraverso "Illuminaty Ordo Imperium" ci mostrano un suono epico che può ricordare i Godkiller del mitico mini "The Rebirth Of The Middle Ages" riaggionarti parzialmente per qualità sonora ai nostri giorni. Gli Esbbat dal canto loro propongono un pezzo dalla durata piuttosto estesa che bilancia bene violenza, melodia e rallentamenti atmosferici, mantenendo sempre una struttura snella e un approccio genuino. Per completare questo terzetto manca qualche indicazione sui Divine Codex: "Supreme Catharsis Synthetisized" è un brano molto severo, rigido, nel quale la tecnica si mette al servizio di una freddezza cinica e distaccata, chiamando in causa i Setherial nelle tipiche melodie svedesi e i Diabolicum per l'atmosfera apocalittica, mentre Mayhem e Thorns sono citati come influenze dal gruppo stesso; nel complesso trovo affinità anche coi già citati Teeth And Thorns.

Nel quartetto di brani rimasti troviamo: "The Old Prophecy Of Winterland", dove gli spagnoli Frozen Dawn coniugano l'intransigenza black metal con uno spiccato gusto melodico scandinavo su ritmiche sempre piuttosto accelerate, ricordandomi per certi versi i Sacrarium; "The Black Flame Spirit", quasi quattro minuti di furia e blastbeat assassini generati dai colombiani Eternal Chaos, con qualche momento meno tirato ma non meno estremo; "Azathoth" dei Lemures invece risuona sovente molto grezza e talvolta confusa, a causa dello screaming totalmente sguaiato e inintelleggibile, superando la coltre del tipico ronzio vecchio stile emergono però delle tastiere gelide e il doppio basso; "Anima Pestifera", scritta dai tedeschi Salvation666, è infine un pezzo discretamente dinamico, con qualche eco melodico svedese, un po' di Satyricon e il solito carico di riff affilati, batteria indiavolata e scream ruvido.

In conclusione, "Alliance Of Black Hordes" è un'ottima panoramica sul lavoro svolto da due etichette che credono ancora fortemente nell'underground e nel black metal più genuino. Da appassionato non posso che dire grazie e iniziare ad approfondire le band presentate.

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