A.A.V.V. – From The Gates Of Jerusalem Through The Gates Of Hell

Informazioni
Gruppo: Artisti Vari
Anno: 2008
Etichetta: Raven Music
Autore: Mourning

Tracklist:
Cd1
1. Prey For Nothing – Cowardice
2. Belagror – Syndicate Of Evil
3. Crossfire – Heartbreaker
4. Acropolis – Divine Cycles
5. The Afterlife – Insanity
6. Shworchtsechaye – Chaotic Days
7. The Fading – One Step To Drama
8. Breorn – The Mechanismo Of A Prison
9. Vipress – Godblind
10. Gevolt – Tum Balalayka
11. Birth – Choice
12. M.I.A – Flood
13. Hate Corporate – Worms
14. Requiem For Dawn – Shake Before Use
15. Altharia – Death Won't Do Them Apart
16. After Gerv – Help Me

Cd2
1. Arallu – The Seven Chosen Genii
2. Bartholomeus Night – Armageddon In The Making
3. Eternal Decay – Barricades Of Internal Mysticism
4. Mucous Scrotum – The Battle For A Black World
5. Smfh – Suicide By Seashore
6. Dagor Dagorath – Fate Of Slaves
7. Infernal Nature – Declaring War
8. Spawn Of Evil – Sane Man
9. People To Burn – Fatalities Count Went Up
10. Kna'an – The 12th Star
11. Immaterial – Tide Of The Empire
12. Epidemic – Than
13. Thy Mesmerized – Reptiles (Bonus Track For Brave Ears)

DURATA: 2:05:10

La Raven Music label israeliana fondata da Yishai Schwartz compie nel duemilaotto il suo decimo anno d'attività.
Lo stesso proprietario come fan del metal da un ventennio ormai, decide d'offrire agli ascoltatori una panoramica ad ampio raggio della scena nazionale con un doppio cd intitolato "From The Gates Of Jerusalem Through The Gates Of Hell".
Ventinove artisti per ventinove brani che rappresentano in gran parte il panorama nelle sue variegate sfaccettature, troverete formazioni come i Crossfire o gli Acropolis dedite agli stili più classici, il modernista mix estremo dei Belagror, il melodic death e non death di The Fading, Birth, Hate Corporate e uno sludge act come i Breorn a farvi compagnia nella prima ora.
Un primo cd vario e ben congeniato con alcune di queste band sugli scudi per composizione e piglio, non tutto quello che ascolterete sarà di alta qualità ma si respira un'aria di ribellione impressa nelle note di questi ragazzi che fa piacere, rende il tutto genuino e volitivo.
Il secondo disco è quello dedito al reparto più estremo, lo fanno notare già con l'open act: gli Arallu, esecutori di un discreto black death che ha come controaltare il melodic black degli Eternal Decay, si torna a pestare poi con Mucous Scrotum e Dagor Dagorath, è ancora il black a farla da padrone prima che Spawn Of Evil, People To Burn, Kna'an e Immaterial spostino il tiro verso il death e il thrash metal.
La chiusura spetta al black sperimentale dei Thy Mesmerized, anche questa seconda sessione vive di luci e ombre ma fornisce spunti interessanti per chi ha voglia di cercare andando oltre i normali confini prestabiliti per generi o "truismi" vari.
Certo è che l'idea di Yishai è da valorizzare per la voglia di dar rilevanza a una nazione che anche con la musica cerca di bypassare la folta scia di sangue che si porta dietro da troppo tempo.
Nel booklet vi è un piccolo passaggio esplicativo del pensiero dello stesso autore della compilation, esprime il parere personale sul senso del metal.
Effettivamente quando si parla del genere lo si fa tirando in causa spesso sensazioni estreme legate alla paura, alla morte, al dolore, alla crescita spirituale.
Tirare in causa da testi che inneggiano a guerra, mitologia o alla naturale lotta interiore o quella contro una conformizzazione della propria persona è cosa abituale dato che sono temi che scorrono nella vita e storia dell'uomo.
Cit:
"Io penso che se adesso cantate di terrore e vivete nell'Europa Settentrionale perdete d'autenticità, come una band israeliana che canti di troll e vichinghi., come band israeliana che canta di troll e vichinghi, non è stupido? Le band come quelle norvegesi che cantano di terrore, guerra e campi di battaglia e poi hanno "troppa paura" di venire in Israele a suonare per i loro fans? Cosa ancor più stupida, non credi?"
E' solo uno stralcio di un discorso ben più ampio e che avrei riportato in toto ma che preferirei andaste a ricercare ma che si basa sul giudizio che la massa spesso impone erroneamente secondo canoni prestabililiti mentalmente a seconda del filone che si segue e che com'è facilmente immaginabile ha sicuramente più storia nelle lande Europee ma che forse andrebbe rivalutato in termini non solo musicali ma di credibilità legata a fattori anche odierni.
Fino a quando il Metal e l'arte in genere riusciranno a infondere alla gente passione e voglia d'esprimersi trovando personaggi come Yishai a impersonarle anche le scene considerate minori avranno un motore su cui poter intelaiare un discorso serio e produttivo.
Vi dovesse capitar sottomano questo doppio "From The Gates Of Jerusalem Through The Gates Of Hell" concedetegli un po' del vostro tempo e avrete materiale in mano che susciterà il vostro interesse.

Facebook Comments