A.A. V.V. – Nativity In Black (Tributo Ai Black Sabbath)

Informazioni
Gruppo: Artisti Vari
Anno: 1994
Etichetta: Sony Music Entertainment/"Columbia"
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Biohazard – After Forever
2. White Zombie – Children Of The Grave
3. Megadeth – Paranoid
4. 1,000 Homo Dj’s – Supernaut
5. Ozzy Osbourne with Therapy? – Iron Man
6. Corrosion Of Conformity – Lord Of This World
7. Sepultura – Symptom Of The Universe
8. Bullring Brummies – The Wizard
9. Bruce Dickinson with Godspeed – Sabbath Bloody Sabbath
10. Ugly Kid Joe – Nativity In Black
11. Faith No More – War Pigs (live)
12. Type O Negative – Black Sabbath
13. Cathedral – Solitude (Bonus Track inserita esclusivamente nella versione europea).

DURATA: 1:07:33

Non sono avvezzo a parlare di tributi e live album perchè sono sempre state sparute release di tali tipologie a colpirmi tanto da ritenerle essenziali o comunque di valore.
Quando comprai a scatola chiusa il primo capitolo di "Nativity In Black (A Tribute To Black Sabbath)" venni attirato dai nomi che mettevano la loro bravura e dedizione musicale al servizio delle opere composte dai maestri.
Trovare insieme Megadeath, Corrosion Of Conformity, Sepultura e Faith No More mi fece pendere immediatamente per un si d'istinto ma che a distanza d'anni viene confermato dalla qualità effettiva di quest'album.
Le remore iniziali vennero infatti spazzate via dalle riproposizioni personali ed efficienti dei brani storici della band nell'unica "reale" versione esistente per il sottoscritto, quella che vedeva in line up l'accoppiata primorde Ozzy/Iommy.
Scorrendo le dodici tracce del tributo ci s'accorgerà di come l'anima sabbathiana sia stata e sia tutt'ora fondamentale per il movimento rock e metal, iniziando dall'adrenalinica "Children Of The Grave" egregiamente reinterpretata con il piglio fumettistico di Rob Zombie, passando per la mirabolante esecuzione di "Paranoid" ad opera dei migliori e ispirati Megadeth, si nota la passione che la formazione settantiana ha trasmesso ai suoi ascoltatori facendoli innamorare e rendendoli cultori e conservatori di opere d'arte che devono essere tramandate al pari di un verbo musicale di vitale importanza.
La traccia meno convincente o forse solo quella meno nelle corde più classicamente legate al sound che uno s'immaginava di poter ascoltare è quella "Supernaut" rifatta dagli 1.000 Homo Dj's con la collaborazione di Al Jourgensen dei Ministry che ha bisogno di vari ascolti prima d'esser assimilata ma che mal potrebbe esser digerita da chi non si discosta da un'impostazione canonicamente suonata dei Black per il suo mood molto elettro.
La rivisitazione di "Iron Man" dei Therapy? con il supporto di Ozzy alla voce rende onore all'originale ma riescono addirittura a far meglio i Corrosion Of Conformity con "Lord Of This World" e i Sepultura con "Symptom Of The Universe" fornendo due versioni che reputo alla pari in un confronto con le originali della storica formazione inglese.
L'anima scura dei primi e il massiccio irrobustimento dei secondi sono degne di un'ovvia citazione dove porsi se o ma è alquanto inutile, c'è da prenderle per come sono e assuefarsene alla grande.
Cosa ci si può aspettare ancora da un disco che ha già dato tanto?
L'avventura musicale non finisce lì, ci pensano i Bullring Brummies supercombo formato da: Geezer Butler, Rob Halford, Bill Ward, Brian Tiles e Wino con "The Wizard" a farci intendere che di carne al fuoco ve n'è ancora e di spessore consistente.
Due Sabbath, il singer icona dei Priest e musicisti doom di fama indiscussa? Quale poteva essere la risultante se non una gran interpretazione?
Bruce Dickinson ci mette del suo insieme ai Godspeed nel dar voce a "Sabbath Bloody Sabbath". una delle migliori interpretazioni del Maiden, sopra le righe in generale, mostra una padronanza del pezzo a dir poco spaventosa.
Gli Ugly Kid Joe danno il loro contributo con "N.I.B (Nativity In Black)" ma è con gli ultimi due episodi che si toccano di nuovo apici a dir poco stratosferici.
Faith No More (e qui in automatico per chi scrive scatta l'adorazione per Mr. Patton personaggio d'indiscusso valore), una delle band più dinamiche e cangianti che si cimentino in terreni rock, heavy o alternative (avessero suonato pure polka o twist l'avrebbero fatto come si dovrebbe) hanno sempre dato riprova della loro estrema qualità e classe ed è quest'ultima che sfoggiano scintillante nel proporre una versione live di "War Pigs" da brivido dove la vocalità malata di Mike ricopre ruolo fondamentale come sempre del resto.
Non vi basta? Tanto per gradire a chiudere il lavoro e scavare una fossa in cui potersi sotterrare con il loro sound greve e allungatamente nero ci pensano i Type O Negative a porre il sigillo finale.
I migliori che abbia mai ascoltato nell'eseguire una "Black Sabbath" che definire funerea è quasi allegro come aggettivo.
La versione europea del tributo regala anche una tredicesima chicca, infatti si potrà godere di una "Solitude" a cui i Cathedral renderanno omaggio e non è cosa da poco.
Il disco come dissi all'inizio non è fondamentale ma è di quegli ascolti che mentalmente ti fanno rendere conto di quanto una band possa aver dato "realmente" a chi l'ascolta, a chi intraprende un proprio viaggio in tale direzione e al mondo della musica in generale influenzandolo e divenendone un caposaldo di cui difficilmente se si ama una certa tipologia di sound si potrà fare a meno.
Un' ora passata in compagnia di ottimi musicisti, brani da urlo e dai ricordi vari che ogni formazione in lista potrà farvi riaffiorare, l'arte ha sempre bisogno dei giusti interpreti anche quando non è propria, questo è poco ma sicuro.

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