APPARITION / 厄鬼 / FENRISULF / JUNO BLOODLUST / SVAR FRA HEDENSK – Oriental Abyss

Gruppo:Apparition / 厄鬼 / Fenrisulf / Juno Bloodlust / Svar Fra Hedensk
Titolo:Oriental Abyss
Anno:2010
Provenienza:Giappone / Corea Del Sud
Etichetta:Zero Dimensional Records
Contatti:Apparition: non disponibili
厄鬼: non disponibili
Fenrisulf: non disponibili
Juno Bloodlust: Facebook Bandcamp
Svar Fra Hedensk: Sito web
TRACKLIST

  1. Apparition – Intro / A Souls of Black Knight
  2. Apparition – 梅花之道 (The Way Of Asura)
  3. Apparition – 鬼 哭 聲 (Revengeful Ghost’s Outcry)
  4. 厄鬼 – 黑骨
  5. 厄鬼 – 假面鬼
  6. 厄鬼 – 柳木
  7. Fenrisulf – Sad End II
  8. Fenrisulf – Eternal Separation
  9. Fenrisulf – In The End Of The Sacrifice
  10. Juno Bloodlust – Total Eclipse, Sinister Prophet
  11. Juno Bloodlust – In This Coffin Of Immortelles
  12. Svar Fra Hedensk – 血の記憶
  13. Svar Fra Hedensk – 尊厳
DURATA:01:09:54

È innegabile che negli ultimi anni in Asia stiano nascendo sempre più band Black Metal di qualità non indifferente, spesso ignorate solamente per la loro nazionalità. A chi ha il coraggio di andare oltre il proprio naso consiglierei l’ascolto di questo split intitolato Oriental Abyss, in cui ben cinque band coreane e giapponesi uniscono le forze per dar vita ad un disco che vuole esaltare la crescente scena orientale.

Ad aprire le danze troviamo Apparition, progetto coreano già avviato con un album e due demo all’attivo. Indubbiamente un ottimo inizio: è un sound basato su un riffing melodico che — pur facendo il verso alle sonorità scandinave — mostra una certa personalità nelle composizioni. La durata delle tracce è relativamente alta, tutti i tre brani sono infatti sopra i sette minuti, ma Musin Chiu riesce a non annoiare l’ascoltatore inserendo arpeggi di buona fattura, con “Revengeful Ghost’s Outcry” a dare una chiara idea di questo pregio. Particolare quanto gradevole l’uso di campionamenti di pianti nei passaggi più atmosferici a infondere un senso di disperazione alla musica. Infine, la produzione relativamente sporca contribuisce a creare un certo alone malefico che ai fan del genere non sarà certo sconosciuto.

Già che si parla di qualità del suono, è il caso di passare alla seconda band: 厄鬼 (Aek Gwi) — altra one man band coreana — suona un black metal tirato e sporco, che grazie ad uno scream leggermente effettato ma dal tono molto demoniaco riesce a conquistare l’attenzione dell’ascoltatore: lamenti, urla più o meno acute, growl, lasciano trasparire una certa passione per i fantasmi riscontrabile anche nei testi. È come se la musica diventasse soltanto uno sfondo per la voce: sicuramente c’è ancora molto da lavorare, ma il sound così spettrale è un buon punto di partenza. Una maggiore varietà senza dubbio non guasterebbe, soprattutto per quanto riguarda la sezione ritmica abbastanza monotona; inoltre, i riff sono difficilmente udibili e in questa maniera suonano un po’ vuoti; l’inserimento di sintetizzatori o incursioni rumoristiche potrebbe fare la differenza, a seconda della direzione che il musicista vuole prendere.

Ci trasferiamo in Giappone per trovare i Fenrisulf, quartetto della capitale che propone un sound decisamente più volto all’atmosfera: arpeggi, tastiere e tempi medi sono le componenti principali di questa realtà. Ancora una volta, però, la voce si rende protagonista e se il nome Nattramn vi ricorda qualcosa avrete già capito di cosa parlo: urla disperate acute, per alcuni probabilmente ridicole, ma indubbiamente di effetto; purtroppo la produzione non aiuta, dato che troppo spesso queste ultime sovrastano il resto della musica. Una maggiore cura dietro il mixer, ma soprattutto un leggero riverbero sulla voce avrebbero reso l’idea più gradevole. Oltre a questo difetto, tuttavia, le composizioni non sono da buttare: i tre brani sono veramente piacevoli e con un po’ di lavoro i Fenrisulf potrebbero diventare davvero interessanti.

A seguire troviamo una band nuova di zecca: Juno Bloodlust debutta con due tracce proprio su questo split. Si tratta di un black metal sinfonico dai ritmi molto spinti che fin da subito mostra un ottimo lavoro alle tastiere, sapientemente intrecciate e alternate ai riff di chitarra; sotto certi aspetti, gli Anorexia Nervosa non sono un paragone del tutto sbagliato. Il risultato sembra essere prodotto da band con esperienza e conoscenza del genere, tanto che è quasi sorprendente notare che — al tempo delle composizioni — il musicista non aveva mai suonato in altre band. Piccola nota: da marzo sono entrati a far parte della band due torinesi, Summum Algor (Adversam, Nefarium) e Negatium Corporis, entrambi attualmente anche nei Torvara.

Il compito di chiudere il disco spetta a Svar Fra Hedensk, ennesima one man band con una discreta produzione all’attivo: due split sotto il monicker Fra Hedensk Tid, un demo ed un album di lunga durata. Il suo black metal è decisamente lo-fi, tuttavia i riff sono perfettamente distinguibili e più di una volta risultano ben composti, nonostante la semplicità. Se è vero che le parti con blast beat non sono certo riuscite alla perfezione, risulta evidente che un sound basato su tempi medi e ritmi non troppo elevati sono perfettamente alla portata dell’artista.

Come avrete capito, lo split mette in mostra diversi stili, ognuno con le proprie caratteristiche e particolarità e per questo motivo potrebbe essere interessante agli occhi di molti ascoltatori. Prendetelo come una buona occasione per conoscere la scena underground dell’Estremo Oriente: fermo restando che le band già affermate non mancano, l’Asia non è così estranea al Black Metal come alcuni credono o vogliono credere e questo disco ne è una piccola dimostrazione.

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