A.A.V.V. – The Stranglers Chapter 1

A.A.V.V. – The Stranglers Chapter 1

Informazioni
Gruppo: Artisti Vari
Anno: 2010
Etichetta: Choking Hazard
Autore: Mourning

Tracklist:
CD 1
ATAVIST
1. 20:11
MOLOCH
2. Green Pills
3. Mirror Fucker
4. Epidemic
AUSTRASIAN GOAT
5. Where Going Nowhere
6. S.
7. Exorcism By Hatred
THE WHOREHOUSE MASSACRE
8. The Feed
9. East Heastings
10. The Whorehouse Massacre (Edit)

CD 2
STASIS
1. Circumstance
2. The False Purging
3. Expression Of Sin
FEAST OF SINS
4. Let Me Die
5. Rise
6. You Lied
GHOST EMPIRE
7. The Ancient
8. Themur I Lang Hore
WELTER IN THY BLOOD
9. Despondent Unto Death

La compilation “The Stranglers” nasce come idea della Choking Hazard Records, non vi sono band con tale nome al suo interno, il nome scelto prende riferimento preciso dalle sensazioni che lo sludge/doom (con varie influenze annesse) oppressivo e soffocante riesce a trasmettere con le note grevi e pachidermiche, intrise di un’aura fortemente scura che le rende simili a uno strangolatore durante l’atto.
Doppio cd, diciannove tracce per un totale di due ore di musica circa.
I vari artisti partecipanti hanno più o meno canzoni a seconda dello stile proposto ma la ripartizione fa in modo da poter offrire una quantità di tempo proporzionata e adatta alle formazioni in toto.
Aprono le danze gli allungati e ossessivi Atavist, act classicamente legato allo sludge con “20:11”, brano estratto dal debut omonimo del 2006 ispiratamente misantropico, i Moloch, inglesi, carichi di groove viscoso alla Iron Mokey li succedono rispostandoci di nuovo verso lande più pressanti e soffocanti con gli Austrasian Goat che dopo aver assorbito lezione di grandi quali Skepticism e Thergothon ci regalano una personale rivisitazione nei brani fra cui spicca “Exorcism By Hatred”.
Già solo queste quattro prime realtà forniscono varianti ben definite all’interno di un range musicale abbastanza calibrato in direzione di tinte black o stoner che si possono ascoltare e riscontrare nei vari episodi messi a disposizione, danno occasione all’orecchio di cimentarsi in una evoluzione/involuzione di un sound base sempre diversamente interpretato.
Il percorso del primo disco viene concluso dai The Whore House Massacre, particolari e dai tratti industrial/dronici, intingono i loro pezzi di malsana psichedelia e passaggi martellanti, tre episodi con personalità disturbate e proprie con “East Heastings” ridondante e monotonicamente schizoide che si eleva rispetto le altre.
Inseriamo il secondo cd e si riparte con gli Stasis, l’ambito scelto vede coniugarsi un sound classico del sud degli Stati Uniti in stile Crowbar/Down miscelato con l’oscurità del riffing sabbathiano, cosa che si fa evidente in “The False Purging” ma che da il meglio di sè nella successiva “Expression Of Sin” con la vocalità pulita aggiunta che le fa guadagnare punti.
Feast Of Sins, doom lento, cadenzato, vibrano di una linearità pesante come un mattone le canzoni presentate da questo solo-project quasi robotico nell’incedere, preciso nel suo scandirsi e d’assimilare dopo vari ascolti.
Differenti per vocazione e impostazione gli italici Ghost Empire, downtempo metal miscelato con onde hardcore, due voci che s’incastrano alle perfezione usando tonalità clean e aspre che ricercano i propri spazi occupandoli nella maniera corretta, una miscela in stile Eyehategod che colpisce.
La chiusura del platter spetta ai Welther In Thy Blood, funeral doom/black, decadenza continua riconducibile a formazioni quali Nortt o Khanate, il brano “Despondent Unto Death” è un tetro tragitto condito da accordi dissonanti, voce effettata e batteria minimale che il più lentamente e cinereamente possibile conclude il lavoro.
Compilation sicuramente dedicata agli appassionati del genere, un tassello per collezionisti che dovrebbe già ad ottobre di quest’anno avere un secondo capitolo (il totale dovrebbe esser di tre).
Per chi non fosse abituato a tali sonorità, una buona occasione per avvicinarsi e approfondirle nelle sue varie sfaccettature, bella iniziativa!!!

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