A.C.O.D. – First Earth Poison

Informazioni
Gruppo: A.c.o.D.
Titolo: First Earth Poison
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: AxiiS Music
Contatti: myspace.com/acod
Autore: Mourning

Tracklist
1. Crush The Mighty
2. Flames Of Martyrs
3. Black Creed
4. Elements Of Sorrow
5. Ashes
6. Ship Of Eternity
7. And Shadows Pass
8. To The Twilight Border
9. Lost Illusions

DURATA: 47:57

A.C.O.D. - First Earth Poison Heavy/Thrash/Black? I Francesi A.c.o.D. lo chiamano Blended Metal, non che m’interessino particolarmente i nomignoli o sottogeneri creati ad hoc, quello che conta è la musica e non conoscendo il primo lavoro della formazione transalpina, “Point Zero”, è su “First Earth Poison” che ho preferito concentrarmi.
La proposta è di stampo moderno, la presenza di due cantanti separati per il growl e lo scream e l’esecuzione in clean portano alla mente l’impatto e l’effetto avuto sulla scena metal da una band mai divenuta un fenomeno ma che ha sicuramente rilasciato dei dischi di piacevole ascolto: parlo dei 3 Inches Of Blood.
Le differenze comunque ci sono, lo stile dei canadesi tende per lo più a estremizzare basi dalla forte connotazione heavy/power, non che negli A.c.o.D. tali sezioni siano assenti, vi è però una scelta musicale nel complesso più ruvida che si direziona in ambito thrash sfociando in più di una circostanza in lidi che si avvicinano al black senza addentrarvisi completamente.
Quello che frega di una proposta simile, sempre ai limiti di confine fra un genere e l’altro, è il rischio di non accontentare nessuno. I musicisti se la cavano con un po’ di mestiere, dei buoni fraseggi catchy, particolarmente validi quelli inseriti in “And Shadow Pass” e “To The Twilight Border”, appesantendo le atmosfere e infierendo con un aspetto melodico annerito in “Flames Of Martyrs” o alleggerendole nelle aperture acustiche di “Ashes” e piazzando qua e là un paio di discrete imbeccate che tengono viva la situazione.
Non c’è poi molto da recriminare in una prova come “First Earth Poison”, il filo che accomuna i brani alle volte tende a essere troppo spesso, una sorta di linearità d’intento aleggia ma non diviene un gran peso da sostenere. Sarebbe stato più opportuno invece rivedere il suono del rullante che nell’aumentare delle battute mostra di perdere corposità.
Ci sarebbe stata anche l’opportunità di rendere più ricco il composto facendo fluire all’interno delle soluzioni solistiche, il platter n’è colpevolmente assente, avrebbero offerto un valido respiro e una fuga dalla ripetizione di carte già gettate sul piatto in precedenza, magari apportando anche una maggior fruibilità.
Stringendo e andando al succo del discorso, gli A.c.o.D. troveranno terreno fertile negli ascoltatori propensi ad approcciare “on air” di natura ibrida e dall’appeal tutt’altro che “extreme” da “duri e puri”, fattori che quindi allontaneranno le fasce di old-schooler oltranziste da un disco alla fine dei conti più che gradevole qual è “First Earth Poison”.

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