A DREAM OF POE – Lady Of Shalott

 
Gruppo: A Dream Of Poe
Titolo: Lady Of Shalott
Anno: 2010
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Lady Of Shalott
  2. Lady Of Shalott [versione corta]
  3. If Only Tonight We Could Sleep [ Cover Cure]
  4. Laudanum
  5. Whispers Of Osiris
DURATA: 36:10
 

La scena portoghese non è di quelle più floride o comunque estremamente ricca da poter vantare chissà quante realtà memorabili, nelle sfera del gothic-doom metal c'è però quell'eccezione alla regola che fa credere che qualcosa possa sbloccare certe situazioni. Gli A Dream Of Poe — nome dietro il quale si cela il solo Miguel Santos, mente del progetto a cui dà supporto vocale il cantante Joaò Melo — sono una di quelle band che possono fare la differenza sulla lunga distanza.

Perché dico questo? Per il semplice motivo che l'artista a piccoli passi è andato a migliorare e inquadrare una dimensione che si è delineata rispetto al primo demo "Delirium Tremens", lavorando sugli spigoli per ridimensionare i punti deboli, sino a rendere la proposta una buona rappresentante del movimento da cui attinge le risorse stilistiche.

Il mini "Lady Of Shalott" apre le danze con la titletrack. La musica è raffinata, dolciastra, con quello strato melancolico trascinato presente anche quando la voce pulita viene affiancata da un growl strisciante, a cui non interessa essere dirompente, curandosi solo di mantenere l'atmosfera funerea, tanto che il brano è una sorta di ballata funebre dalle tinte sopraffine. Non è facile mantenere sempre un bilanciamento fra le due correnti sonore che attraversano a più riprese gli otto minuti e mezzo di "Lady Of Shalott", ma sembra che vi sia riuscito, evitando l'uso di soluzioni forzate che avrebbero messo a repentaglio un 'sì fragile equilibrio.

Cosa alquanto inconsueta è trovarsi come seconda traccia la versione breve della prima: averla già ascoltata potrebbe sembrare l'errore commesso nello spingere involontariamente il tasto «previous», un effetto strano anche perché — per quanto ridotta di durata — la visione trasmessa non cambia di una virgola. Un déjà vu?

Cimentarsi poi con le cover non è cosa semplice e forse sin troppo spesso sottovalutata, ed è per questo che in rete se ne trovano di davvero orrende, fatevi un giro su Youtube e capirete; ancor più quando una band si mette alla prova con pezzi di storia, in questo caso "If Only Tonight We Could Sleep" dei The Cure. La canzone fu inserita nel 1987 in "Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me", ma dimenticatene l'atmosfera originale, questa versione è decisamente più scura. Sin dai primi minuti dedicati a un'apertura strumentale, le tonalità si anneriscono e la prepotenza del doom metal diviene corposa, sfiorando il limite col death in brevi e sparute occasioni, mentre il growl domina la scena, rendendola severa. Averla fatta propria, fornendone una versione quanto meno alternativa, è una prova di personalità.

I due episodi posti a conclusione dell'ep sono i colossi che gli danno anima, insieme alla titletrack: entrambi riprese dal precedente lavoro "Sorrow For The Lost Lenore" e peculiarmente diverse. "Laudanum" possiede degli istantanei approcci vividi, ma il corpo della composizione sprofonda in un tempi lenti che permettono il fuoriuscire delle influenze più classiche del suono (Candlemass), mentre "Whispers Of Osiris" è strettamente classificabile come doom metal, dove echi degli americani While Heaven Wept sono più che percettibili, chiudendo in bellezza un lavoro emozionante seppur ancorato per troppi aspetti a ciò che altre realtà ci hanno donato al tempo.

Le capacità compositive, di ricreare l'umore più adatto e il sapersi districare nei vari generi e sottogeneri che formano la scena doom sono di quelle che fanno augurare un salto di qualità al più presto. Se solo spezzassero, anche solo in parte, quel legame col già sentito, i Dream Of Poe potrebbero tranquillamente guadagnarsi un posto fra i grandi.

Invito gli appassionati delle movenze gotiche e di quelle doom a dare una chance alla musica di questi portoghesi, "Lady Of Shalott" non potrà che lasciarvi un buon ricordo.

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