A MILLION MILES – What's Left Behind

A MILLION MILES – What’s Left Behind

Informazioni
Gruppo: A Million Miles
Titolo: What’s Left Behind
Anno: 2013
Provenienza: Germania
Etichetta: Abandon
Contatti: facebook.com/AMillionMilesOfficial
Autore: Mourning

Tracklist
1. Death And Beyond
2. Broken
3. When Skies Fall Down
4. Seperation
5. Letter For You
6. Hold
7. A Million Miles
8. What’s Left Behind
9. Dusk
10. Walk All Night
11. The End

DURATA: 44:08

I tedeschi A Million Miles: una promessa sulla quale puntare o una meteora già abbattutasi? Dopo un paio di messaggi su Facebook con la cantante Mona, ho ricevuto una copia del debutto “What’s Left Behind”, ma cercando informazioni anche sulla pagina di Metal Archives li ho trovati segnalati come sciolti. Che sarà successo?

Il quintetto di Amburgo ha presentato una prima prova heavy-alternative robusta, eppure parecchio melodica, varia e ruvida quanto accattivante e orecchiabile. In più di un’occasione si nota come le due facce della stessa medaglia riescano a convivere, grazie al buon riffing a cui hanno dato vita le asce Willow e Shi e alla prestazione ritmica massiccia, alle volte anche grassa, del duo composto da Finbar e Philipp, rispettivamente preposti a fornire le linee di basso e a percuotere le pelli; mentre Mona, in virtù di un’impostazione vocale a metà fra un Phil Anselmo d’annata e Sandra Nasic dei Guano Apes, dona ai brani quell’appeal e quel carisma che servono per farsi apprezzare.

Questi musicisti dimostrano di saperci fare sin da subito, per merito dell’apertura affidata a una delle canzoni più riuscite del disco: “Death And Beyond” è un concentrato d’adrenalina e alta fruibilità a cavallo fra moderno e passato che ben identifica il modo di vivere la musica da parte degli A Million Miles; in seguito episodi come “When Skies Fall Down” e “Hold” si allineano a questa scia. A completare il disegno giungono “Letter Of You”, caratterizzata da un sound più southern, la strumentale “Dusk” e la seducente “Walk All Night”, dal vissuto duale, vivace e scura, dotata di armonie di chitarra affascinanti quanto allentata e malinconica nella fase di mezzo, in cui si staglia l’assolo.

L’album è stato prodotto in maniera brillante, i suoni sono veramente ottimi, tuttavia per coloro i quali il metal vive ed esiste esclusivamente nella forma old school, sarà difficile scendere a compromessi con le divagazioni pulite, e a tratti di facile presa, offerte dai tedeschi. Sarebbe però altrettanto errato non dar loro neanche la possibilità di arrivare al vostro orecchio, quindi prima di scartarli ascoltateli.

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