A.V.D.L – Blue Eyes Blue

 
Gruppo: A.V.D.L
Titolo: Blue Eyes Blue
Anno: 2016
Provenienza: Giappone
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Resonance
  2. 21gram
  3. No More Pain
  4. Blue Eyes Blue
  5. Trace Of Dream 2
DURATA: 18:49
 

L'uscita di "Pokémon Go" ha scombussolato talmente tanto il mondo internettiano che anche solo nominare Kantō sulle nostre pagine fa uno strano effetto; non temete comunque, non vi chiederemo di scegliere tra fuoco, acqua ed erba: sappiamo bene che la vostra scelta ricadrebbe sul metallo. Quello nero.

Il motivo per cui oggi si parla di questa regione del Giappone è grazie alla one man band di Junichi Candle che risponde al nome A.V.D.L, la quale negli ultimi quattro anni ha infestato la scena del Sol Levante con quello che dal musicista viene definito «Torture Metal»; l'ep "Blue Eyes Blue" è solo l'ultima di una serie discretamente lunga di uscite e — nonostante la durata ridotta — è sufficiente per capire di cosa parliamo. Nel caso vi steste chiedendo quanto l'auto-definizione dello stile abbia senso, le urla accompagnate da un pianoforte distorto dell'intro dovrebbero fugare ogni dubbio; tuttavia è con "21gram" che entriamo in contatto con la vera anima del progetto: Black Metal caotico e dissonante, ma che al contempo pone una certa attenzione sulla melodia e sull'atmosfera. Riff decadenti e malinconici si intrecciano e trafiggono psicologicamente l'ascoltatore, immagini di paesaggi urbani grigi e desolati vengono martoriate da una drum machine furiosa che non concede pietà all'ormai scarsa sanità mentale che ci rimane; persino le urla di disperazione di Junichi vengono soffocate da questa coltre sonora cinerea, ed è inutile specificare che la produzione sporca quanto basta gioca un ruolo importante nella creazione di queste atmosfere.

"No More Pain" prosegue su coordinate simili, accentuando maggiormente l'aspetto melodico senza esagerazioni; è con la titletrack che invece ci troviamo ad affrontare un cambiamento più netto: le ritmiche rallentano in maniera decisa e ciò ci consente di apprezzare con più facilità le buone linee di basso che accompagnano le note taglienti delle sei corde. "Blue Eyes Blue" è infatti una traccia che si mostra più vicina al DSBM, senza però cadere nelle trappole che hanno sostanzialmente portato al suicidio del genere stesso, il che è abbastanza ironico; fortunatamente in questo caso è stata mantenuta la personalità di A.V.D.L, consentendo al brano di portare effettivamente sensazioni meste. "Trace Of Dream 2" — la cui prima parte si trova nell'ep "Suite Gasmask Amelia" — allenta ulteriormente la presa, placando fortemente le distorsioni delle chitarre e avvicinandosi quasi al Trip-Hop, evitando comunque di entrare in contatto con questo mondo; stavolta le urla riescono a emergere e il pezzo conclude con successo il lavoro con una certa malinconia di fondo.

L'unico vero problema di "Blue Eyes Blue" è alquanto particolare: pare che le tracce si chiudano all'improvviso, come se l'autore si fosse dimenticato di registrarne la fine, passando direttamente alla successiva. Se da un lato possiamo affermare che stiamo parlando di un difetto marginale, è altrettanto vero che l'ascolto potrebbe in qualche modo risultare fastidioso per alcuni ascoltatori. Una maggiore cura della forma — oltre che del contenuto, che di per sè è già degno di nota — consentirebbe ad A.V.D.L di fare un passo avanti piccolo eppure importante, per poter ottenere maggiore considerazione in un panorama già affollato. Confido comunque nella mentalità dei nostri lettori che non si faranno fermare da queste minuzie: se quindi apprezzate il Black Metal nella sua forma più pura date, potete trovare il lavoro in download gratuito.

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