A WINTER LOST – Die Längste Nacht

A WINTER LOST – Die Längste Nacht

 
Gruppo: A Winter Lost
Titolo:  Die Längste Nacht
Anno: 2013
Provenienza:  Canada
Etichetta: Sun & Moon Records
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TRACKLIST

  1. Die Falfen Tod
  2. Unsterbliche Taten
  3. The Ice Reclaims
  4. Forerunner
  5. Written Through Blood
  6. Trümmerwelt
  7. In The Sign Of The Hammer
  8. Sol
  9. Zeichen
  10. Speergefang
  11. Convergence Of Catastrophes
  12. Die Längste Nacht
DURATA: 46:15
 

Forse qualcuno tra i lettori dotati di buona memoria a lungo termine rammenterà che vi parlai già degli A Winter Lost circa tre anni e mezzo or sono, precisamente poco dopo l'uscita di "Weltenende". Bene, i canadesi sono tornati ora con un nuovo parto intitolato "Die Längste Nacht" che — inutile nasconderlo — riconferma lo stato di grazia della musa ispiratrice del trio.

La base della proposta dei Nostri è rappresentata da un Black Metal di stampo classico, istintivo e ferale: velocità, brutalità e un violento quanto irrinunciabile genoma distruttivo ("Forerunner", "Trümmerwelt", "Zeichen") si uniscono a riff glaciali e cadenzati che instillano nell'anima il gelo eterno anche nella più soleggiata delle giornate estive ("Unsterbliche Taten", "Written Through Blood", "In The Sign Of The Hammer"). La commistione tra detti elementi, coadiuvati da istanti di chitarra acustica e da momenti di faunistico raccoglimento spirituale con tanto di splendida voce pulita al seguito, in pezzi come "Convergence Of Catastrophes" e "Die Längste Nacht" raggiunge un grado di infernale e maestosa purezza tale da lasciare del tutto abbacinati.

Le atmosfere ricreate sono tanto nebbiose e selvagge da riportare alla mente vibranti sensazioni molto simili a quelle che ci dona(va)no vecchie glorie come gli Immortal o i Satyricon di "The Shadowthrone"; è quindi uno stampo stilistico che sarà di certo ampiamente conosciuto da chiunque abbia un minimo di esperienza nell'ascolto di tale genere. Tuttavia, nonostante l'inconfondibile lignaggio artistico, l'impianto compositivo degli A Winter Lost risulta assolutamente pregnante, ricolmo di una potenza espressiva intrinseca che non si manifesta solo con tempi velocissimi, ma anche e soprattutto grazie a melodie malinconicamente apocalittiche che faranno la gioia di ogni amante del Black Metal.

Una delle chiavi di volta per arrivare a percepire l'intensità di questo lavoro è senza dubbio la voce di K. Dylla, bella e talentuosa figliola che si produce in uno scream dannatamente viscerale e mortifero che non ha davvero nulla da invidiare (anzi, semmai potrebbe avere pure qualcosa da insegnare) alle prestazioni di molti colleghi maschi più blasonati. Sempre tecnicamente parlando, la produzione — come da buona tradizione — è grezza, sporca e lo-fi, ma sufficientemente chiara da poter discernere il ruolo dei vari strumenti, fatta purtroppo eccezione per l'eternamente bistrattatissimo basso.

In conclusione, "Die Längste Nacht" è un album al cui interno non troverete nulla di mai sentito, ma che potrà davvero riportarvi indietro di un paio di decenni e farvi assaporare nuovamente la sensazione di osservare un cielo oscuro e funestato dai peggiori presagi apocalittici, mentre il gelo tagliente del vento che sibila tra le foreste nordiche vi intirizzisce le membra… Ovviamente durante la più lunga delle notti.

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