A WINTER LOST – Weltenende

 
Gruppo: A Winter Lost
Titolo:  Weltenende
Anno: 2010
Provenienza: Canada
Etichetta: Sun & Moon Records
Contatti: Sito web  Facebook
 
TRACKLIST

  1. Der Schrei
  2. Weltenende
  3. Aus Der Welt
  4. Der Träumende
  5. Der Sturm
  6. Lied
DURATA: 30:02
 

La scena Metal canadese sta dimostrando negli ultimi tempi di non essere rimasta a guardare, sfornando spesso gruppi dalle ottime qualità. Proprio di questa scena (e di questa categoria di gruppi) fanno parte gli A Winter Lost, trio formato da due membri degli Snowfall e dalla vocalist K Dylla. "Weltenende" (che in tedesco dovrebbe significare "fine del mondo") è l'album di debutto di questo progetto. Il libretto monopagina non offre molte informazioni, tranne la scaletta, alcuni contatti, una suggestiva foto del gruppo e una sintetica descrizione del contenuto musicale. Vi è comunque una frase degna di nota che presenta una chiave di lettura del lavoro: "Weltenende" is the travelling beyond the destroyed world.

Il Black Metal proposto dagli A Winter Lost ingloba al suo interno parecchie influenze facilmente riscontrabili; soluzioni provenienti dagli eclettici Velvet Cacoon si intersecano con atmosfere introverse e nebulose che possono trovare termini di paragone nel sound tipico di band come i Drudkh di "Autumn Aurora" e i freddi Forest Silence. Il disco si articola come una panoramica dello stato d'animo di chi volge lo sguardo alle macerie del mondo fino ad ora conosciuto. Uno spesso strato di ghiaccio avvolge ogni cosa, tutto è assolutamente immobile, mentre l'intorpidimento inizia a fare vittime tra i pochi superstiti. Tracce come "Der Schrei" e "Weltenende" sono oltretutto permeate da una vena maestosa e vagamente epica, quasi come se il cataclisma che ha distrutto l'Umanità venisse glorificato e portato in trionfo. L'impressione generale è comunque che i musicisti si dilettino nel trarci in inganno con momenti di respiro che poi si tramutano nell'evidenza della realtà: non c'è più nulla da fare, tutto intorno a noi è eternamente immobile. Il trittico centrale composto da "Aus Der Welt", "Der Träumende" e "Der Sturm" si avvale sapientemente proprio di questo contrasto tra illusione e realtà. Gli inserimenti acustici distendono il pathos, donano atmosfere quasi sognanti, ma rimane sempre una malinconia di fondo che ci tiene ancorati alla consapevolezza di ciò che si para di fronte ai nostri occhi. In questi frammenti di sound dal retrogusto naturalistico compare la voce pulita della cantante (attenzione, nel resto del disco canta in scream, e che scream!), soffusa, come persa in lontananza, come il rassegnato canto di un suadente spirito disperso tra le nebbie prodotte dalle formazioni ghiacciate.

In conclusione, descrivere un album di questo tipo solamente a parole è davvero riduttivo. Se amate la proposta di alcune delle band sopracitate fatelo vostro. Ma anche in caso contrario dategli una possibilità: potrebbe permettervi di passare una mezz'ora illuminante, facendovi fare un bel viaggio in quello che potrebbe essere uno degli scenari che si delinea per la Terra e la feccia che la abita.

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