ABDUCTION – A Crown Of Curses

Gruppo:Abduction
Titolo:A Crown Of Curses
Anno:2018
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Clobber Records
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TRACKLIST

  1. Permissible Death
  2. Reptilian Temple
  3. Hastam Omne Verbum
  4. Respiratory Prison
  5. Equinox Of Defeat
  6. Paaliaq
DURATA:40:42

Solo la scorsa estate vi avevo chiesto di non farvi sfuggire dai radar gli Abduction, one man band britannica che mi aveva impressionato positivamente all’esordio con To Further Dreams Of Failure. A un anno distanza, rieccoli con un nuovo album intitolato A Crown Of Curses, che gode del supporto di Clobber Records per la versione cd, oggetto di questa recensione; Death Kvlt Productions invece si è occupata del vinile e della musicassetta.

Se nell’opera precedente era rintracciabile una maggiore eterogeneità di intenti e un suono più spesso, stavolta il black metal di A|V si è fatto più gretto, claustrofobico e oppressivo. I suoni di stampo lo-fi (alcuni davvero rétro) e gli influssi ambient presenti nella seconda metà della scaletta contribuiscono a rendere più ostico l’ascolto, che viceversa nei primi tre episodi mostra una piacevole tensione melodica e un approccio più diretto e passionale. Questo dualismo contribuirà sicuramente a creare valutazioni contrastanti sulla scaletta, che viene letteralmente spaccata in due dai dodici minuti di “Respiratory Prison”: riverberi ed echi dai toni spaziali si affiancano ai frangenti più pesanti del disco, mentre lo screaming sempre colmo di effetti resta distante e nebuloso, in grado di squarciare la breccia soltanto quando diviene quasi un growl. La successiva “Equinox Of Defeat” invece è una invocazione satanica composta da voce e strumenti tradizionali, che interrompe il flusso musicale black metal, prima che “Paaliaq” torni a graffiare sulla scia dei Gorgoroth.

Una annotazione pratica circa il digipak: i testi contenuti all’interno, nella seconda di copertina, sono stati stampati in maniera tale da risultare praticamente sfocati e di difficile lettura; operazione già di suo non facile, a causa dell’accostamento cromatico fra colore del testo e sfondo.

In conclusione, il secondo capitolo targato Abduction è un’opera volutamente torbida, spettrale e decadente, che non regala nulla all’immediatezza. A Crown Of Curses non farà di certo gridare al miracolo, né colpirà di primo acchito, tuttavia la scelta coraggiosa di non limitarsi a replicare le certezze dell’esordio merita rispetto.

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