ABHORDIUM – Omega Prayer

 
Gruppo: Abhordium
Titolo: Omega Prayer
Anno: 2017
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Chronology Of Decadence
  2. Channeled Be My Hate
  3. Asebeia
  4. Obsidian Chamber
  5. Perpetual Desertification
  6. At The Highest Temple
  7. Dreary Touch Of The Void
  8. From The Depths I Slithered
  9. Omega Prayer
DURATA: 41:24
 

Sei anni sono trascorsi da quando gli Abhordium debuttarono con "When Depravity Incarnates", disco che lasciò un buonissimo ricordo al sottoscritto e del quale vi suggerisco nuovamente l'ascolto. In questo lasso di tempo la formazione finlandese non è poi cambiata, ha annunciato un successore, ne ha pronosticato l'uscita, l'ha rimandata e finalmente — quando meno ce lo si attendeva — ha pubblicato "Omega Prayer".

Gli Abhordium sono sempre gli stessi, neri e blasfemi, un ribollente calderone di odio death metal con maggiori connotazioni black rispetto al passato, ma che si riversa in modo ancora caotico e brutale. I Finnici hanno mantenuto tutte le caratteristiche che facevano del primo atto un lavoro gradito agli amanti delle interpretazioni più intransigenti e di altri tempi, proponendosi nuovamente con una serie di martellate mai troppo complesse ma robuste, venefiche e prodotte in maniera cupa, spugnosa e devastante.

Chitarre scarnificanti e morbose; un asse ritmico (nuovamente posizionato un po' indietro nel mix, tuttavia decisamente meno penalizzato che in passato) che perpetua l'assalto efferato o inserisce cambi di tempo incasellati a dovere; la corrosiva, e a tratti rituale, interpretazione growl-scream di Kari Laaksonen: tutto risulta funzionale e realizzato con l'intento di opprimere e schiacciare.

L'impasto viene reso maggiormente minaccioso da un affinato utilizzo delle melodie sinistre, da una componente atmosferica più decisa che lo impregna di un'aura empia e densa ("At The Highest Temple" e "Omega Prayer") e dall'incorporazione di ingressi di voce pulita litanici ("Asebeia", "Perpetual Desertification" e "Dreary Touch Of The Void") che ne arricchiscono e amplificano la natura. La dannazione è a portata di mano…

In definitiva, gli Abhordium hanno solamente lucidato di nero la propria musica, rendendola un po' più affascinante per coloro che apprezzano un'ibridazione più netta fra il mondo death e black metal, ma non snaturandosi. Nel caso abbiate gradito "When Depravity Incarnates", non dovrebbe risultarvi difficoltoso appassionarvi a "Omega Prayer".

Resto invece perplesso circa il fatto che questi ragazzi si siano di nuovo autoprodotti: possibile non vi sia un'etichetta seria che abbia voglia di puntare e promuovere una buona band come la loro? Con tutta la roba da sei politico che riceve stranamente supporto, ciò lascia l'amaro in bocca.

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