ABORTION – All You Need Is Hate

 
Gruppo: Abortion
Titolo: All You Need Is Hate
Anno: 2017
Provenienza: Slovacchia
Etichetta: Immortal Souls Productions
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TRACKLIST

  1. Keep Calm Citizen – Pokoj Obcan
  2. Alone – Sam
  3. I'm Not You – Ja Nie Som Ty
  4. You're Lying – Klames
  5. Tried – Unaveny
  6. Sausage Is For Free – Parok Je Zadarmo
  7. Everything Is Alright – Vsetko Je V Poriadku
  8. Kebab Nazi
  9. Poison Me – Otrav Ma
  10. Shit – Hovno
  11. Grand Hotel Alepo [cover Sodom]
  12. To Be Less That Mean – Byt Menej Nez Znamenat
  13. Syphilis Of Soul – Syfilis Duse
  14. Don't Die For The Others – Neumieraj Za Druhych
  15. Time Has Changed – Doba Sa Zmenila
  16. Just War – Jedine Vojna
  17. Primitive Consume Psalm – Primitivny Konzumny Zalm
  18. Goals, Points, Drugs – Goly, Body, Drogy
  19. Metal Stars, Money Wars
  20. Last – Posledny
DURATA: 33:24
 

Provo un certo imbarazzo a trattare "All You Need Is Hate" degli Abortion, non tanto per la parodia al celebre successo dei Beatles, ma per altri motivi che mi ritrovo a elencare. Innanzitutto, la formazione slovacca suona grindcore a partire dal 1989, prima che io nascessi. Da quell'anno, con un ritmo non troppo eccessivo tuttavia costante, ha pubblicato un numero invidiabile di uscite, tra dischi, demo, EP e split (tra cui quello obbligatorio con gli Agathocles). "All You Need Is Hate" è il settimo album ufficiale e mi rendo conto che mi ritrovo a trattarlo ignorando questa carriera trentennale, che sono convinto me lo farebbe ascoltare con un punto di vista diverso.

Metto le mani avanti per un semplice motivo: l'ascolto di "All You Need Is Hate" non mi ha convinto. Il grindcore degli Abortion ha in sé influenze metal e crust, che portano anche a episodi riusciti, come la cattivissima "Everything Is Fine" e "Shit", dove la band riesce ad avvicinare cori punk e uno sviluppo del brano più curato. Ed è proprio sullo sviluppo dei brani che il disco rivela i propri limiti: con pochissime eccezioni, le tracce sono concepite accostando due riff spesso di natura differente, ai quali si aggiunge una batteria in fissa con i blast beat.

Questa struttura non sempre porta l'effetto voluto, dato che i momenti ispirati non sono poi troppi, e l'abuso della dissolvenza in chiusura a mio parere stempera l'impatto. Anche se la maggioranza delle tracce non raggiunge i due minuti, tre di queste fanno eccezione, cioè la succitata "Shit", "To Be Less Than Mean" e la conclusiva "Last". Quest'ultima è un improbabile pezzo cadenzato lungo sette minuti che segue lo schema di cui sopra, per poi dissolversi nella rumoristica noise; fatico a immaginare quale altra utilità possa avere, se non quella di portare la durata dell'album oltre la mezz'ora.

Ora permettetemi anche un ultimo appunto sulla veste grafica: passi la copertina che vedete qui in parte, ma il resto avrebbe richiesto una concettualizzazione migliore. All'interno, il libretto è composto da semplici scritte nere su sfondo bianco, che riportano i testi in due lingue, slovacco e una traduzione molto approssimativa e piena di errori di battitura in inglese. Se in questi testi è presente una componente umoristica o ironica di qualche tipo, sappiate che dalla traduzione non traspare. Detto ciò, pure la scaletta nel retro della confezione è in doppia lingua, anche se credo che il titolo dei brani sia quello in slovacco, dato che è la lingua in cui vengono cantati i testi; nella recensione per comodità mi sono permesso di utilizzare la versione inglese.

Come ho detto, non so come "All You Need Is Hate" si ponga nella discografia degli Abortion e al di là delle molte critiche che gli posso muovere sono comunque convinto che non sia un disastro. La produzione è ruvida e affilata e non ha nulla di casereccio; il growl è minaccioso e si alterna bene con i cori, con momenti niente male sparsi qua e là. Purtroppo non riesco a ignorare il sentore di stanchezza che si percepisce durante l'ascolto.

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