ABOVE THE ALTAR – A Still Born Heart | Aristocrazia Webzine

ABOVE THE ALTAR – A Still Born Heart

Informazioni
Gruppo: Above The Altar
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/abovethealtarmetal – www.facebook.com/Abovethealtar
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Electrified
3. Iced Eyes
4. Fall Down
5. The Price Of Unity
6. Runner-Up
7. Amenomania
8. Acid Bath
9. Tried By Fire
10. Bloody Heresy
11. Beautiful Sinner
12. Extinguished

DURATA: 37:57

ABOVE THE ALTAR - A Still Born Heart Gli Above The Altar sono un’altra compagine facente parte dell’immenso sottobosco d’autoproduzioni made in Usa, formazione dalla nascita recente (2009) e che dopo un solo anno si lancia nell’uscita di debutto con “A Still Born Heart”, un album che suona moderno, death/thrash melodico, groove e dal discreto impatto.
La scena svedese quanto quella metalcore più pesante, vedi Lamb Of God, e i Death della seconda era hanno lasciato un marchio indelebile in tantissimi act che si immettono nel mondo musicale, questo disco non n’è esente.
L’americanizzazione dello stile swedish ha portato nel migliore dei casi a creare dei riffati prestanti e capaci di sfruttare note dolciastre e lievi accenni orientaleggianti inseriti in contesti spaccaossa, brani come “Iced Eyes” e ciò che le segue, “Fall Down”, non fanno eccezione, i ritmi di tanto in tanto assumono posizione più “on the attack” inframezzandosi con brevi tirate, mantengono per lo più andature cadenzate massicce su cui le chitarre sono libere di agire e imbastire le trame.
La sensazione di deja vù in alcuni casi è netta, gli Above The Altar hanno comunque delle buone cartucce da sparare, la più caratteristica del lotto, “The Price Of Unity”, racchiude in pratica tutte le peculiarità di questa branca death, ci sono melodia, discreti affondi, una prestazione vocale growl/scream ben incasellata e un assolo inserito nella immancabile fase “tranquilla” che fa il suo onesto lavoro in modo perfetto.
Non è un disco lezioso “A Still Born Heart”, se c’è da prendere a mattonate non ci pensa su due volte, “Runner Up” e “Bloody Heresy” non si fanno di certo pregare, per un attimo più ricercato e sviluppato in maniera leggermente diversificata “Acid Bath” possiede quell’apertura che si cerca così come l’ancor più catchy e conclusiva “Exstinguished”.
Un platter che non cambia la vita a nessuno, forse sono troppi i cliché compositivi usati, purtroppo di produzioni similari il metal è veramente pieno, gli Above The Altar possiedono una buona conoscenza dello stile, la mettono a proprio servizio e il risultato potrà sicuramente riscuotere pareri positivi fra gli abituali fruitori di questa tipologia di sound, “A Still Born Heart” li accontenterà, mancano però i ganci e una continuità d’intento che rendano la tracklist stabile, fra passaggi già sentiti e qualche calo per ora la prestazione si mantiene sì al di sopra di una più che degna sufficienza ma per le capacità espresse è limitante, possono fare notevolmente di più e auguro loro di riuscirci.