ABSENCE OF THE SACRED – Atrocities That Birthed Abominations

 
Gruppo: Absence Of The Sacred
Titolo:  Atrocities That Birthed Abominations
Anno: 2006
Provenienza:  Singapore / U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. I (Intro)
  2. The Malignant Strain
  3. My Vendetta
  4. Fallen Into Obscurity
  5. Our Glorious Dead
  6. Grifter
  7. Deadening The Dispirited
  8. Atrocities That Birthed Abominations
  9. IX (Outro)
DURATA: 33:52
 

"Atrocities That Birthed Abominations! è il primo capitolo della discografia degli Absence Of The Sacred, il mattone che ha messo giù le basi per il successivo e stupendo "Era Of The Apostate" e che vedrà presto venir alla luce un terzo lavoro dal titolo "Come Hither O Herald Of Death" sul finire del 2012.

La proposta è un thrash/death che si arricchisce di venature melodiche, tecnicamente ben eseguito e con un'ispirazione nel riffing ben evidente. Una band che in due uscite ha ben poco da farsi rimproverare data la qualità e la passione che vengono espresse nei brani da loro composti.

Il leader Mike Priest è ormai da anni nella scena e sa quello che vuole e come raggiungerlo e si nota come i pezzi abbiano un'identità precisa che andrà ancor più a delinearsi nel secondo album. Rimane il fatto che "My Vendetta", brano dal tratto sinistro e suadente, "Fallen Into Obscurity", accattivante e stimolante per l’headbanging e l'apparente calma di "Our Glorious Dead" siano una completa rappresentanza di quello che il gruppo e di come ciò venga posto all'attenzione dell'ascoltatore.

La scelta pacata dell'intro "I" e dell'outro "IX" segna l'inizio e la conclusione del viaggio musicale e la coerenza interna a un disco che non si concede cali invitano a non saltare neanche un secondo di ciò che le canzoni racchiudono .

Se il buongiorno si vede dal mattino Mike Priest e soci son riusciti a trascorrere ventiquattro ore ben soleggiate, offrendo un'uscita dinamica, valida e soprattutto personale. Chi avrà già avuto modo di conoscerli li rimetterà su, chi invece si volesse avvicinare alla band magari incuriosito, inizi da questo "Atrocities That Birthed Abominations", un capostipit che di sicuro non lascia l'amaro in bocca.

Facebook Comments