Abstract The Light - From Out Of The Void

ABSTRACT THE LIGHT – From Out Of The Void

Gruppo:Abstract The Light
Titolo:From Out Of The Void
Anno:2016
Ristampa:2018
Provenienza:Australia
Etichetta:Talheim Records
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TRACKLIST

  1. Black Conjuration
  2. Gateways To Sulphur Chrysalis
  3. Doomed: From Birth To Burial
  4. Stoneonarock
DURATA:38:29

L’Australia è un po’ da sempre, nell’immaginario comune, un posto strano, coi suoi ornitorinchi, coccodrilli, ragni dalle dimensioni improponibili, aeroporti più sicuri di Alcatraz e Crocodile Dundee vari. Dal punto di vista musicale poi il continente ha sempre dato prova di essere altrettanto unico, presentandosi come patria tanto di band come Mournful Congregation e Cauldron Black Ram quanto di tutte le uniche e irripetibili incarnazioni di Dis Pater, passando chiaramente per quegli scoppiati dei Portal. Definire un disco australiano fuori dagli schemi, quindi, può non sembrare tanto inverosimile; e da questo punto di vista il debutto degli Abstract The Light, From Out Of The Void, non fa eccezione. Pesantemente.

Formato da membri dei sopracitati Mournful Congregation, Cauldron Black Ram e da altri musicisti non meno esperti, questo strano quartetto del sud del continente australe ha fatto il suo debutto in totale autonomia nel 2016, pubblicando come trio — ma con l’aiuto di Mark Broster al basso e con la partecipazione di Mel Bulian (voce degli In The Burial ed ex-Embryonic Soul) in un breve ma illuminante passaggio della seconda “Gateways To Sulphur Chrysalis” — From Out Of The Void, una raccolta di quattro tracce egualmente belle, dense e follemente caotiche. Una definizione al limite del nonsense, mi rendo conto, ma ingabbiare la proposta degli Abstract The Light vorrebbe dire fare un torto di dimensioni spropositate alla band.

Andando per analogie, potremmo tentare di localizzare l’approccio al black metal della band in una terza dimensione, parallela e tangente all’infinito sia con quella dei Borknagar che con quella degli A Forest Of Stars; eppure si tratta di uno stile sempre personale, dal primo all’ultimo secondo. From Out The Void si presenta fin da subito interessato alla componente atmosferica, dedicando moltissimo spazio alla costruzione di sezioni grosse e muscolari, dalle quali però sa allontanarsi al momento giusto con svolte tanto al limite del death (come in “Black Conjuration”, nella quale Ben Sheehan tira fuori anche un pulito molto southern spaventosamente simile a quello del cantante dei Volbeat) quanto vicine al filone pagan-folk del genere (“Gateways To Sulphur Chrysalis”, con le sue chitarre acustiche e gli occasionali piripiri di flauto molto à la Selvans). Non si tratta di visioni sconnesse né di allucinazioni orrorifiche dei sempre troppo vicini Portal: il viaggione proposto dagli Abstract The Light è una sorta di trip all’interno del e attraverso il sé che tenta di raggiungere una idealistica unione tra l’uno e il tutto, l’essere umano e l’universo, la vita e la morte.

Personalmente, sono molto contento che mi sia capitata tra le mani questa ristampa: se non fosse stato per Talheim Records, molto probabilmente avrei continuato a ignorare l’esistenza degli Abstract The Light per chissà quanto altro tempo. Conscio della bellezza di questo loro primo EP, invece, ora mi sono creato delle aspettative per il primo album del quartetto di Adelaide, Magna Sapientia Quaerere: To The Depths Of Thy Soul…, in uscita quest’anno tramite la stessa etichetta austriaca. Nell’attesa, però, ascoltare From Out The Light è qualcosa che suggerisco a chiunque fosse alla ricerca di alternative ai soliti nomi su queste coordinate.

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