ABSVRDIST – Illusory | Aristocrazia Webzine

ABSVRDIST – Illusory

 
Gruppo: Absvrdist
Titolo:  Illusory
Anno: 2012
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Repulsive
  2. Exposure
  3. Funny Games
  4. Mindless
  5. Logical Conclusion
  6. First World Problems
  7. Amongst Humans
  8. Illusory
  9. Delusion
  10. Needful Things
  11. Vacant
  12. Weakness
  13. Shidiot
  14. Brood
  15. Abstract Absurdities
DURATA: 26:20
 

Il crust e le sue variazioni sembrano defunte da parecchio tempo. Ogni tanto s’incontra comunque una formazione capace di offrirci delle canzoni che paiono un poco più fresche del solito. San Antonio, la più vecchia città texana, deve il suo nome al famoso santo padovano e davvero non è la mecca della musica estrema. Sorprende ancor più dunque che proprio da lì ci giunga un lavoretto come "Illusory" che è un punto di ritrovo per crust, metal, hardcore, math e grind.

MF e LC, questi sono gli acronimi dei membri, massacrano tutto con pezzi pieni di causticità, violenza, caos, rigidezza e complessità, quest’ultima degna dei Rorschach. Sì, il mondo è davvero piccolo e pare che sia facile riassumerlo, sintetizzarlo in un solo disco; se poi quest’ultimo non solo ne rispecchia le molteplici sfaccettature, ma anche l’inutilità della razza umana, allora è d’obbligo per ognuno meditare sulla propria esistenza. Seguendo attentamente le corte piste composte e suonate da questi ragazzi statunitensi, scoprirete senza difficoltà influenze da ogni angolo del panorama musicale; queste sono state sapientemente e intelligentemente annodate fra loro per fluire in un lavoro che rende il tappeto zeppo di trame complicate a prima vista ma piacevoli al tatto, seppur solo dopo averle esaminate con maggiore attenzione. Non importa se la chitarra ti martelli le cervella con scale crude e grevi, se si mostri dal lato acustico oppure se la voce corrosiva ti levighi i meandri cerebrali; Absvrdist pare essere un esperimento atto a mettere alla prova le tue capacità d’ascoltatore con una complessità che comunque sembra scorrere via in modo leggerissimo ma scomodo all’amante della normalità.

Sì, non si può dire molto di più a proposito di questo dischetto veramente riuscito e pieno di sorprese trascinanti. Spero davvero che questi signori mantengano la loro linea, riempiendoci di gaudio anche in futuro con note intelligentemente forgiate fra loro.