ABYSMAL DARKENING – No Light Behind | Aristocrazia Webzine

ABYSMAL DARKENING – No Light Behind

 
Gruppo: Abysmal Darkening
Titolo:  No Light Behind
Anno: 2011
Provenienza: Paesi Bassi
Etichetta: TotalRust
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Behold The Gods
  2. Dead Eyes
  3. A New Dawn
  4. Endless March Of The Dead
  5. Words Of Doom
  6. De Zomer Is Dood
  7. Marian [cover The Sisters Of Mercy]
DURATA: 41:28
 

Gli Abysmal Darkening sono un gruppo proveniente da Tilburg, nei Paesi Bassi. Formati nel 2003 da membri (ex e non) di band come Funeral Goat e Bunkur, immettono sulla scena l'anno seguente un demo omonimo per poi sparire fino ad oggi. Il debutto da poco uscito prende il nome di "No Light Behind" e viene prodotto dalla ottima etichetta israeliana TotalRust.

La struttura fondamentale della proposta è solidamente ancorata alla tradizione Doom, ma non c'è soltanto questo. Il disco prende il via con "Behold The Gods", composizione pachidermica che si avvale di un riffing avvolgente e tentacolare che viene però inaspettatamente intervallato a blast di batteria a dir poco spiazzanti. La sensazione è quella di una claustrofobia violenta e insana che ci precipita addosso, una sorta di devastante incrocio tra Cathedral e Darkthrone. Il vero perno dell'album è appunto questa dualità, non certo mai sentita, ma senza dubbio eseguita con risultati irriprovevoli. Pezzi come "Dead Eyes", "A New Dawn" e "Endless March Of The Dead" sono ricavati da uno stampo decisamente settanta-ottantiano ma l'ascoltatore viene sorpreso dai momenti vocali così vicini al celebre stile di Attila Csihar (davvero, certe volte è enorme l'impressione che da un istante all'altro debba spuntare fuori un gelido follow the freezing moon) e ancora più sorpreso dalle camaleontiche evoluzioni delle strutture; l'incedere fangoso e indolente si tramuta in crude deflagrazioni di ferocia, le quali vengono a volte annunciate da incursioni di chitarra che sembrano provenire da certe destabilizzanti creature Industrial Black.

Da sottolineare l'oscurissimo e angosciante effetto presente in "De Zomer Is Dood", un mood provocato dalla venatura apocalittica che si insinua nella mente tramite i deviati arpeggi di chitarra, il lugubre pulsare del basso e i disturbi di sottofondo che, uniti in questo episodio all'utilizzo dell'idioma nederlandese, amplificano enormemente la soffocante oscurità evocata. La chiusura dell'album è affidata a "Marian", cover dei The Sisters Of Mercy, un pezzo che già nella sua versione originaria non è di certo un concentrato di gioia luminosa. Gli Abysmal Darkening trasformano questo brano in una pesante, dolorosa e ossessiva manifestazione del carattere del disco intero.

Assolutamente perfetta è l'alternanza tra lo scream gutturale prima descritto e il growl profondo di Kev e menzione d'onore la merita il lavoro eseguito dietro le pelli da Ludas: è strabiliante la sua ottima capacità di muoversi in maniera così naturale attraverso ritmiche lentissime e altre veloci e tirate.

"No Light Behind" è un ritratto fumoso e annerito di un'anima tormentata, un'anima tenebrosa, un'anima che trova il suo diletto soltanto al di sotto del più oscuro dei cieli nella più tetra delle notti. C'è bisogno che aggiunga altro? Chi è sensibile e affine a queste caratteristiche rimarrà semplicemente affascinato da questo gioiellino.