ABYSMAL GROWLS OF DESPAIR – Between My Dead

 
Gruppo: Abysmal Growls Of Despair
Titolo: Between My Dead
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Satanath Records / More Hate Productions / Black Plague Records
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TRACKLIST

  1. Misanthropy
  2. The End Of Previous Life
  3. New Begining
  4. The Feast
  5. Wake Up
DURATA: 45:08
 

Il francese Hangsvart sembra non prendersi un attimo di pausa: i sei progetti attivi e la quindicina di uscite solo nel 2015 ne sono testimoni. Sarò onesto, quando vedo personaggi di questo tipo nutro sempre forti dubbi sulla qualità dei risultati; ogni caso va però esaminato a sè, pertanto ripuliamo la mente da ogni pregiudizio e diamo una possibilità a questo disco.

Quello ricreato da "Between My Dead" è un mondo buio e macabro, fatto di un Funeral Doom scarno ma dotato di atmosfere tetre; devo dire che a mio parere la copertina non rappresenta assolutamente il contenuto sonoro: probabilmente mi sfugge la corrispondenza tra immagine e suoni, tuttavia se avessi dovuto assegnare dei colori a questo lavoro avrei scelto il nero e il rosso. Al contrario, la scelta del nome del progetto è azzeccatissima: uno degli elementi che caratterizzano l'album è infatti il growl cavernoso e profondo, oserei definirlo anche putrido; ciò si riflette altresì sul resto della strumentazione, specialmente sui suoni marcissimi delle chitarre e del basso che sembrano trascinarsi a fatica e che spingono non troppo timidamente verso territori Drone. La batteria risulta invece quasi un elemento di contorno, sono principalmente i piatti a farsi sentire, scandendo lentamente i ritmi, mentre il resto sta pressoché in sottofondo; qua e là saltano comunque fuori ritmiche marziali che tentano di riempire il vuoto abissale in cui vengono imprigionate.

Come dicevo in apertura, quando trovo artisti che pubblicano uscite in continuazione mi chiedo sempre se abbiano una fonte di ispirazione inesauribile o se siano semplicemente una macchina da produzione di dischi dal contenuto quasi nullo; esistono però le vie di mezzo, ossia quelle realtà che realizzano prodotti che non definirei brutti o inutili, ma che semplicemente si pongono in un modo che non riesce a lasciare nessun segno. In questo caso parliamo di un musicista che evidentemente punta più sulle atmosfere che sulle proprie capacità compositive, tuttavia i limiti oltre i quali si scade nella banalità sono sempre presenti; certo, troviamo inserimenti di chitarre acustiche e un violino (volutamente?) stonato, eppure non sono riuscito a individuare un motivo per cui dovrei preferire "Between My Dead" a uno dei tanti album di stampo simile. Cliché come i campionamenti di gente che piange o del tintinnio di catene sono evitabili, le atmosfere sono quelle lugubri che giustamente ci si aspetta da un disco di questo tipo, ma non danno una personalità alle tracce.

Intendiamoci comunque, i tre quarti d'ora di musica scorrono senza troppi problemi e con ogni probabilità questo era realmente ciò che Hangsvart voleva realizzare, eppure la domanda che continua a ronzarmi per la testa è: cosa vuole comunicare di diverso rispetto ai suoi numerosi colleghi? Qual è il motivo per cui "Between My Dead" dovrebbe distinguersi dalla media? Non avendo trovato risposte a questi quesiti, difficilmente tornerò ad ascoltare questo disco, tuttavia consiglio agli appassionati del genere di provarlo, poiché la soggettività dei vostri gusti — specialmente in questo ambito — ha un peso decisamente alto.

Un'ultima, piccolissima nota: l'inglese dei titoli e dei testi non sembra proprio dei migliori e limita parecchio l'efficacia delle parole; non che questo pesi particolarmente, data l'impossibilità di interpretare il growl.

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