Acedia Mundi - Selfhatred.Addiction

ACEDIA MUNDI – Selfhatred.Addiction

Gruppo:Acedia Mundi
Titolo:Selfhatred.Addiction
Anno:2020
Provenienza:Francia
Etichetta:Musiko Eye
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TRACKLIST

  1. Nemo Me Impune Lacessit (I Will Kill You)
  2. 666 (Hohelied Der Wiedererweckung) [cover Katharsis]
  3. Dic(k)hter
  4. I Wanna Be Your Dog [cover The Stooges]
DURATA:19:08

Tra le scene europee più fiorenti nell’ambito del metal estremo, quella francese ha sempre nuove band molto interessanti da proporre sull’affollato panorama internazionale. Il nuovo EP degli Acedia Mundi, formazione parigina, ha subito attirato la mia attenzione. Il combo capitolino si era già fatto notare per un ottimo album d’esordio, Speculum Humanae Salvationis, risalente a tre anni fa e capace di riscuotere discreti consensi. Nel frattempo i Nostri sono cresciuti, anche per via delle esperienze dei componenti in altre band: il chitarrista T. ad esempio è impegnato negli Epectase (usciti con un bellissimo disco lo scorso anno) e negli Etxegiña, band fondata dal bassista degli Acedia Mundi W., a sua volta ex componente degli Atavisma — tra le migliori band death metal francesi degli ultimi anni, secondo chi vi scrive. Insomma, parliamo certamente di una line-up ancor giovane ma che sa il fatto suo e che ha la giusta esperienza per proporre del materiale solido.

Con Selfhatred.Addiction si capisce immediatamente che la band ha voglia di mostrare di essere ulteriormente maturata, con quattro tracce — di cui due cover — che vanno ad anticipare le idee che saranno contenute nel prossimo album (in uscita probabilmente nel 2021). L’idea generale proposta in questo lavoro è quella di un black metal dissonante in grado però di andare oltre i suoi classici stilemi e la solita influenza dei Deathspell Omega (pur presente). La presenza costante del basso e certe trame jazzistiche, particolarmente udibili nell’opener “Nemo Me Impune Lacessit (I Will Kill You)”, richiamano infatti più band come i Thantifaxath o gli Imperial Triumphant di qualche anno fa (quelli di Abyssal Gods per intenderci). Gli Acedia Mundi, peraltro, dimostrano di possedere non solo abilità compositiva, ma anche interessanti gusti personali, come evidenziato dalle cover dei Katharsis (piuttosto fedele all’originale) e — sorpresa! — degli Stooges di Iggy Pop (“I Wanna Be Your Dog”). Proprio questa è un’interpretazione particolarmente riuscita, che dimostra come l’attitudine di certo black metal sappia sposarsi bene anche con generi e sonorità più popolari.

Selfhatred.Addiction dura poco meno di venti minuti, però è abbastanza per farsi un’idea sul grado di maturità degli Acedia Mundi, band dalle capacità sopra la media e assolutamente pronta per il suo secondo album. Le idee ci sono, la qualità anche, l’eterogeneità pure. Aspettiamo al varco la prossima prova del combo transalpino dunque, di cui questo EP può essere considerato un succulento antipasto.

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