ACID WITCH – Stoned

 
Gruppo: Acid Witch
Titolo: Stoned
Anno: 2010
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Hell's Headbangers Records
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TRACKLIST

  1. Satanic Faith
  2. Witchfynder Finder
  3. Trick Or Treat
  4. Thundering Hooves
  5. Live Forever
  6. Whispers In The Dark
  7. If Hell Exists
  8. Stoned To the Grave
  9. Metal Movie Marijuana Massacre Meltdown
  10. Sabbath Of The Undead
DURATA: 40:43
 

Penso avrete già notato che il sottoscritto non è conosciuto come un esperto di metal, in particolare di doom. Oggi mi cimento per la prima volta con una recensione dedicata a questo sottogenere. Il nome Acid Witch mi ricorda gli Anni Ottanta con la loro onda indimenticabile del nuovo metal inglese. Cristo che paroloni che spara il ticino1… parlo semplicemente del NWOBHM, evitiamo malintesi. Spostiamoci ora dalle mie fantasie inglesi verso le realtà nordamericane. Acid Witch è una formazione piuttosto giovane, nata nel 2007 e composta da musicisti esperti.

Il capo personale, che deve trattare un mazzo di candidature per un posto di lavoro, decide nel giro di qualche secondo se un dossier finirà nel mazzo di destra, destinato ai candidati possibili, o in quello di sinistra, l'inferno dello scarto. Nel metal non è diverso. Il metallaro medio è molto onesto e non perdona un disco malfatto, soprattutto se prodotto da un gruppo amato. Abbiamo ora chiarito perché la nostra musica fornisca tante perle e pure ispirazioni a musicisti di altri generi nobili o meno. Il lavoro degli Acid Witch mostra già i criteri necessari per non lasciarsi degradare sul mazzo di sinistra.

Il cd inizia con un'introduzione oscura che — ora mi ritorna in mente — ricorda lontanamente i Goblin. I pezzi colano poi come lava incandescente: lenta, impietosa e rovente. La lava sa dare all'Uomo un senso di calore, ma non di allegria e positività, come vi riescono le piste degli Acid Witch. La squadra ritmica sforna un riff pesante e contemporaneamente melodico dopo l'altro. Vedo già fra voi gente con la maglietta intestata «la melodia rende froci» tentare di alzarsi per abbandonare la sala. Conosco i miei polli. Le sedie sono perciò state pennellate con colla ultra-resistente. Se volete andarvene, dovrete lasciare lì i vostri pantaloni. Le melodie non sono sdolcinate, sono inserti gradevoli all'ascolto. Il doom di questi americani è impregnato di death grazie alla voce, di stoner grazie ai riff sfacciati e di psichedelia grazie a passaggi elegantemente decorati di tastiere in stile Anni Sessanta e Settanta, come in "Trick Or Treat".

Che dire? Questo cd non scoppia di originalità ma è ideale per alzare di giri una festa metal e credo che in concerto i pezzi divertano il doppio. Non ci resta ora che aprire una lattina di birra e brindare!

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