ADASTRA – Deadlock

 
Gruppo: Adastra
Titolo: Deadlock
Anno: 2015
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Only Live At Night
  2. The Day I Die
  3. Bring Me Back On Track
  4. Forever Yours
  5. Amnesia
  6. I'll Be There For You
  7. As I Close My Eyes
  8. Forgotten Heroes
  9. Reality-TV Whore
  10. Remember His Name
  11. Freeman
  12. Nuns Have No Fun (cover Mercyful Fate)
DURATA: 01:08:38
 

Gli Adastra avevano dimostrato di essere una formazione in palla con la pubblicazione del terzo album "Corroder Of Minds". Il loro heavy metal a volte rude e sporcato di thrash, altre votato alla melodia e alle aperture orecchiabili era stato in grado di smuovermi emotivamente e farsi ascoltare con piacere dall'inizio alla fine, pur non godendo di un carattere proprio. Da quell'uscita sono trascorsi tre anni e in questo lasso di tempo è stato composto e adesso rilasciato il quarto lavoro in studio intitolato "Deadlock".

Il quintetto di Helsinki è figlio di quel suono e di quel modo di suonare partorito negli anni Ottanta. Come scritto anche in passato, non vi è nessuna novità insita nel modo di comporre e proporre i brani: abbracciano infatti il mondo heavy, attingendo dalla matrice europea inglese e teutonica, trovando il modo di garantire alla scaletta un dovuto equilibrio, mettendo in risalto sia il lato più energico del genere in "Only Live At Night" e "Forever Yours", sia quello più dolciastro e malinconico in "The Day I Die" (in cui potrete riscontrare un paio di similitudini con gli ultimi Amorphis) e nella ballata "As I Close My Eyes", impreziosita dalla voce femminile di Wilma Vartjanen.

"Deadlock" gode di una buonissima prova strumentale. Le chitarre di Olli Anttila e Jari Hartman, sempre pronte a rifinire il pezzo o a ritagliarsi il proprio spazio solistico, incidono positivamente sull'incedere del brano in corso. Inoltre si fanno nuovamente apprezzare le prestazioni di Ville Siikamäki al microfono e di un comparto lirico che — evitando i più classici stilemi del metallo — si scaglia contro chi ha la memoria corta in "Forgotten Heroes" e affronta temi sociali giornalieri come il decadimento costante della proposta dei media in "Reality Whore", la cui prima strofa recita:

«The criteria has drastically changed
For someone to appear on national tv
Forget about talent, forget about knowledge
Becoming famous is all they crave».

L'album possiede probabilmente la pecca di tirarla un po' per le lunghe: tenendo conto pure della discreta cover dei Mercyful Fate di "Nuns Have No Fun", complessivamente si va ben oltre l'ora di durata e alla fine della fiera soffre dello stesso difetto del precedente, ossia ortodossia, voglia di suonare puramente heavy e quindi mancanza di geni propri. Detto ciò, non posso però assolutamente negare che quella consegnataci dai Finnici sia buona musica e — ripetendo quanto scritto in fondo alla recensione di "Corroder Of Minds" — invito coloro che adorano la scena metal tradizionale a prestar loro attenzione.

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