ADEIA – Hourglass

 
Gruppo: Adeia
Titolo:  Hourglass
Anno: 2013
Provenienza:  Olanda
Etichetta: Layered Reality Productions
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TRACKLIST

  1. Cordyceps
  2. Providence
  3. Hourglass
  4. Filling The Void
  5. Inheritance
DURATA: 44:06
 

Eccomi di nuovo alle prese con la disponibile etichetta olandese Layered Reality Productions, ancora con un album "proggheggiante": questa volta è il turno degli Adeia e del loro "Hourlgass", album del 2011 riproposto nel 2013 una volta passati sotto l'ala protettrice della succitata casa discografica. Fulcro della formazione, e dell'opera, è la brava violinista Laura ten Voorde: è lei la fondatrice della band, lei la più citata nei crediti e lei, con il suo strumento, la più presente nella musica degli Adeia.

C'è da dire subito una cosa: i ragazzi olandesi suonano bene, molto bene. La prestazione è davvero solida, con ogni componente che trova la giusta collocazione in brani ben scritti e articolati, aiutati da una produzione che riesce a valorizzare anche il violoncello di Franc Timmerman, che spesso si inserisce a sostenere le ritmiche del già citato violino e del bravo chitarrista Wabe Wieringa.

Il progressive metal degli Adeia racchiude in sé diverse influenze, qualcuna più "pesante" di altre, ma tutte ben frullate in un mix che riesce a trovare una forte e convincente personalità. Sin dal brano di apertura, "Cordyceps", possiamo scorgere alcuni echi del prog (rock) anni '70, soprattutto nel cantato; il violino, subito protagonista, si fa sempre più turbato fino a lasciar posto a una base ritmica di classico stampo progressive metal, mentre la voce comincia a diventare sempre più cupa fino a sfociare nel growl, facendo emergere la seconda, pesante, influenza della band. Forti, e numerosi, sono infatti i rimandi ad Åkerfeldt e i suoi Opeth, che pervadono un po' tutto il disco sia nelle parti più spinte che in quelle più rilassate. Alcuni momenti di "Cordyceps" ricordano anche gli Ayreon, vuoi per la presenza massiccia di archi, vuoi per alcune sezioni ritmiche. Sprizza invece "Blackwater Park" la seconda canzone, "Providence", che quando rallenta rammenta invece "Delivarance".

Il cantante Timmerman ci riporta con la sua voce agli anni '70 del progressive ancora una volta in "Hourglass", che alterna spazi quasi eterei a ritmiche doom e riff dal sapore power, che di tanto in tanto spezzano un brano a tratti gradevole, ma anche un po' prolisso. Forse il peggiore del lotto insieme a "Filling The Void", in cui la schitarrata death finale non riesce a colmare, parafrasando, il vuoto di una mancanza di ispirazione quasi opprimente: entrambe le tracce, oltremodo sottotono rispetto al resto della proposta, rischiano di affossare l'ottima prova di debutto degli olandesi. Ma a riscattare il tutto ci pensa la bella e conclusiva "Inheritance": un pezzo lungo, articolato, vario, che si propone quasi come summa dell'intero disco.

Quello degli Adeia è un lavoro ben curato, un album che, pur ricco di variazioni e commistioni, non perde mai il suo gusto per la melodia che rende il tutto estremamente godibile anche a chi non mastica pane e progressioni metalliche. Insomma: "Hourglass" è un buon disco, a patto di non essere però totalmente allergici al genere. In tal caso, girate bellamente alla larga.

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