ADRIFT FOR DAYS – Come Midnight…

 
Gruppo: Adrift For Days
Titolo:  Come Midnight…
Anno: 2012
Provenienza:  Australia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. I. A Premonition II. Void III. The Aftermath
  2. Gravity Well
  3. House Of Cards
  4. The Stonebreaker
  5. Back Of The Beyond
  6. Eyes That Look Down From Above
DURATA: 01:10:54
 

Gli australiani Adrift For Days li avevamo adocchiati e recensiti due anni fa, all'epoca avevano da poco rilasciato il debutto "The Lunar Maria", una fra le migliori uscite autoprodotte del 2010, e li ritroviamo adesso con "Come Midnight…", sarà cambiato qualcosa? Che direzione avranno intrapreso? Come in passato l'album è di portata mastodontica, sei brani per oltre settanta minuti di esteso e assuefante stoner-doom. L'unica eccezione è rappresentata dalla sola "The Stonebreaker" che scende notevolmente al di sotto della durata media con i suoi neanche quattro minuti tesi a propagare suoni distorti ed eterei, sognanti quanto opprimenti.

I nomi ai quali far riferimento sono fra i più disparati, dagli Om ai Down, dai Neurosis ai Cough, da Jimi Hendrix ai Melvins attingendo qua e là da Pink Floyd, Earth ed Electric Wizard, in pratica la sostanza allucinogena della quale è dotato questo nuovo lavoro è ancora più densa, corposa e instabile, aggettivo quest'ultimo da interpretare in maniera positiva.

È un disperdersi oceanico, un andare alla deriva infinito ciò che le tracce creano nel concatenarsi di riff e ritmiche capaci di sconvolgere la mente sia per la pressione alla quale viene sottoposta, sia per l'elevata quantità di stupefacenti scappatoie oniriche che le vengono messe a disposizione. Ora più che in altre circostanze il nome della band s'incarna a pieno titolo in ogni ricircolo atmosferico, in ogni movenza rumorosa che dipinge scenari estranianti, la componente drone, seppur non ossessiva, è caratteristica importante della dimensione notturna viva e frequentemente in contraddizione d'aspetto di "Come Midnight…".

Contraddizione, sì, è probabilmente il termine più indicato per rappresentare quello in cui si potrebbe cadere facendo ascoltare il disco in questione a due elementi differenti, è innegabile che le sue fasi apatiche contrastate dai mutamenti in crescendo di peso e profondità possano conquistare, affascinare e rilassare come portare dietro sè una scia massiccia d'angoscia, solitudine e inquietudine, è quindi una prova dai risvolti molteplici che si affanna talmente tanto nell'esaltare uno stato d'animo da riuscire inconsciamente a esprimersi prismaticamente in più modalità.

Un track by track sarebbe tempo perso, non per il numero esiguo di canzoni racchiuse bensì per la complessità e l'importanza d'impattare con un ascolto così impegnativo fruendone con costanza e in unica soluzione, l'unica modalità che ritengo realmente utile per avere un totale accesso alle varie chiavi di lettura e alle multiple sfaccettature di un "Come Midnight…" che è a tutti gli effetti un'opera d'arte.

A fine ascolto si ha la stessa sensazione di pieno allo stomaco lasciata da "The Lunar Maria", quella soddisfazione che un banchetto da gran serata di gala può far provare se corretto con scaglie di inebrianti stupefacenti naturali, una forma di libertà che corre sul filo del rasoio, pronta a essere messa in discussione sotto un cielo che alterna sprazzi di stellato a grigiori estemporanei, lo sciamanesimo doorsiano è a loro disposizione e ne fanno buon uso, ve ne accorgerete.

Strumentalmente il livello di composizione e di sviluppo degli episodi ha subito un innalzamento qualitativo al cospetto del già pregevole lavoro svolto nel capitolo antecedente, si percepiscono infatti coesione e immediatezza nell'affrontare i cambi ambientali e sonori, ciò permette di fiondarvisi dentro per scoprirne le peculiarità. Lo stesso discorso vale per la prestazione del cantato di Mick odiernamente più ricco ed elaborato. Si diletta a percorrere sentieri lastricati d'emozioni di decadi diverse partendo e non dimenticando mai la lezione dei grandi degli anni Settanta sino a virare in zone estreme, a voi capire da chi abbia potuto trarre spunto, ormai sono state pienamente assimilate.

Cos'è "Come Midnight…"? Un lungo e interminabile viaggio? E se fossero mille viaggi all'interno di uno solo? Tocca comprarlo, inserirlo nel lettore e macinarlo, forse dopo ore e ore, passaggio dopo passaggio vi renderete conto del perché gli Adrift For Days siano una band sensazionale e chissà come sarebbe poterne apprezzare un'esibizione dal vivo. Purtroppo l'Australia è tremendamente fuori portata e per adesso mi devo accontentare di premere di nuovo il tasto play, mi fate compagnia?

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