ADRIFT FOR DAYS – The Lunar Maria

 
Gruppo: Adrift For Days
Titolo:  The Lunar Maria
Anno: 2010
Provenienza:  Australia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Bury All That's Chosen
  2. Waxing/Waning
  3. Messages Through Sleep
  4. The Leech
  5. Within These Walls
  6. Along The Moon River
  7. Waveform Collapse
DURATA: 01:10:48
 

C'è un'orda di band valide che si muove all'interno del territorio sempre più ricco dello stoner-doom, una folta schiera di realtà dalle spiccate qualità compositive e dalla grande capacità comunicativa, cosa può far godere un appassionato del filone più di questo? Semplice, il sapere che oltre quelle già a lui conosciute ne può aggiungere di volta in volta delle nuove. È così che girando in rete sono rimasto incantato dalle tracce degli australiani Adrift For Days.

Sono pachidermici, sono mastodontici, sono drogati sino all'osso, sono emotivamente saturi e incazzati quando devono, solo con una premessa simile suppongo si sia inteso che "The Luner Maria", il debutto, l'ho praticamente divorato.

Sette canzoni che hanno una varietà di soluzioni e combinazioni umorali particolarmente ampia, per chi mastica un minimo il genere non è difficile riconoscere i conosciutissimi Down di Anselmo incrociarsi con gruppi che onestamente reputo legittimamente superiori e fondamentali come Electric Wizard, Om e Melvins che a loro volta vanno a impattare con la violenza del post-metal più maturo di Neurosis e Shrinebuilder, il tutto speziato da reminiscenze drone di matrice Earth. Si può non ascoltare un disco simile? La risposta è indubbiamente no.

A tale delirio aggiungete una bella esibizione del solco groove nelle due canzoni lunghe "Bury All That's Chosen" e "The Leech" quasi a far intendere che se c'è da calcare la mano, basta chiedere e si viene accontentati. Certo il viaggio deve avere anche dei momenti da luna park, dove il trip è la chiave di lettura unica e allora questa viene servita su un piatto d'argento con lsd e funghetti assortiti a condire l'insalata allucinogena di "Messages Through Sleep".

Si è in pratica a metà del disco e già avrebbero potuto stendere un cavallo con la massiccia carica di stupefacenti immessa nel suono, al contrario però sembrano non esserne appagati tanto che con "Whitin These Walls" deviano leggermente il tiro oscurando le atmosfere e addensandole, il cielo d'estate aperto e sconfinato è divenuto improvvisamente un' enorme pezza nera. Molto più classica e raffinata si rivela essare l'esposizione dei ben diciotto minuti di "Along The Moon River", le venature blues la intarsiano ponendo su essa un velo di malinconia che attinge dallo stile settantiano di artisti come Hendrix per poi chiudere i battenti con una "Waveform Collapse" che spinge sfruttando il vento spaziale fornito dalla scariche nuovamente di matrice drone.

Giunti alla fine di "The Lunar Maria" si è satolli, un pranzo in cui ogni portata ha avuto il proprio ruolo e consistenza nel mettere insieme un banchetto "D.O.C.". È il tipo di albun che un patito non può e non deve far mancare nella propria collezione, quindi prendete nota e acquistate i ragazzi. Anche dal punto di vista grafico si presenta molto bene con il formato digipak sobrio le cui scelte di colori dipingono esattamente ciò che troverete all'interno. Evitando quindi di dilungarmi ulteriormente v'invito a mettere mano al portafogli dato che in questo caso il gioco vale la candela.

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