ADUMUS – Promo 2003

ADUMUS – Promo 2003

 
Gruppo: Adumus
Titolo: Promo 2003
Anno: 2003
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Kindred Legions
  2. The Forsaken
DURATA: 08:41
 

Ancora oggi, 2012 era vulgaris, è possibile ricevere per vie traverse materiale da gruppi di cui ignoravo l'esistenza in formati quasi desueti: il (mini) promo cd! Non per nulla realizzato nove anni fa… Molto del sentimento di scoperta e di sorpresa che esisteva attorno al rituale dell'ascolto di un disco ancora nei primi passi del fenomeno Internet e che ho vissuto in parte (sono nato nel 1986) si è oggi perso grazie alla possibilità di ascoltare anteprime, quando non dischi interi, prima dell'uscita in maniera più o meno legale. Non voglio fare il nostalgico, visti tutti i vantaggi in termini di possibilità di selezionare con cura i propri acquisti e scoprire con facilità nuove band, è innegabile però che parte della magia sia andata persa. Eppure ogni tanto la vecchia fiamma brucia ancora… e qui è più nera che mai!

A giudicare dal contenuto minimo e dalla pressoché nulla diffusione sul web presumo che questo "Promo 2003" sia stato utilizzato dagli Adumus per ottenere riscontri presso le etichette discografiche in previsione del primo album "To Heed The Call Of War", evidentemente con scarsi risultati però, dato che poi fu rilasciato tramite autoproduzione. Si tratta di due brani per quasi nove minuti totali, entrambi strutturati in maniera simile, con Vomit che pesta come un dannato e con buon gusto dietro le pelli, optando per tempi sempre veloci, pur con qualche variazione e uno stacco centrale che fa rifiatare, per quanto molto classico e già sentito. Il black metal dei ragazzi di Houston (con origini sudamericane) pesca a piene mani dalla tradizione per elementi e attitudine, mentre l'uso delle tastiere rimanda a una versione molto meno accentuata degli Spell Forest (qui le atmosfere non arrivano al livello di ritualità dei Brasiliani né le melodie si palesano chiaramente) o agli Adversam di "Animadverte", esse infatti tendono meno spesso rispetto ai gruppi citati a passare in primo piano come soliste, pur avendo un ruolo discretamente importante. Sia chiaro che questi due nomi sono esclusivamente dei punti di riferimento, non catalogateli come influenze del gruppo né come valori assoluti!

I suoni sono grezzi, sufficienti per notare la presenza del basso (specie nelle sezioni meno furiose), adatti comunque al tipo di proposta carica di veemenza, pur senza eccessi cacofonici di sorta. Volendo trovare un neo più evidente, sicuramente lo scream di Cerberus è un po' troppo monocorde e il bassista-cantante si accontenta di riproporre linee pressoché identiche.

I dieci minuti in questione permettono di inquadrare in maniera abbastanza precisa la band e di catalogarla come sincera adoratrice di sonorità vecchia scuola che il tempo non ha ancora occultato. Tanta furia senza compromessi, non inficiata da nessun fronzolo magniloquente o sinfonico Se i due nomi proposti come paragone vi gustano, allora potreste cominciare la ricerca di musica a firma Adumus; viceversa non perorerei la causa dei Texani verso gli amanti del black metal più intellettuale e ricercato. Come diceva un mio caro amico: questo è puro «spatascio» (termine intraducibile)!

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