Agli albori degli Adversam con il loro demo di culto

ADVERSAM – The Black Diamond Gates

Gruppo:Adversam
Titolo:The Black Diamond Gates
Anno:1997
Ristampa:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Join This Order / Pagan Moon Organization
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. The Black Diamond Gates
  2. Prima Preghiera
  3. Spirito
  4. Lucifer – Crowned, Avenger And Conqueror
  5. Deafeat Of Manking [traccia bonus]
  6. Kamanlie [traccia bonus]
  7. Conqueror Worm [traccia bonus]
  8. You Ain’t Worth Anything [traccia bonus]
  9. Lucifer – Crowned, Avenger And Conqueror [traccia bonus]
DURATA:38:48

The Black Diamond Gates è il demo del 1997 (diffuso in 300 musicassette, su Pagan Moon) che permise alla black metal band piemontese Adversam di farsi conoscere e poi pubblicare l’album Animadverte su Scarlet Records, aprendo inoltre la data italiana degli Immortal di Blizzards Beasts al Babylonia di Ponderano, ritagliandosi così piccoli momenti di gloria underground intorno al 1999. Vi basti sapere che l’eco di quell’opera, glaciale e occulta, arrivò anche al sottoscritto alcuni anni dopo, grazie al passaparola di carta stampata o web (non ricordo di preciso), mentre le note di “Miasma Demou” risuonano ancora oggi nelle mie orecchie. Da quel momento però persi completamente di vista la band di Summun Algor ed Essyllt, e con me probabilmente in tantissimi, visto che il disco successivo uscì soltanto nel 2008 (Proclama), bissato poi nel 2015 (Insight), complici probabilmente anche i vari cambi di formazione. Il gruppo invece forse si lasciò sfuggire l’occasione di battere il ferro finché caldo e restare sulla bocca di molti, tuttavia questa ristampa a opera di Join This Order e Pagan Moon Organization è dimostrazione di perseveranza, passione e competenza anche a distanza di tanti anni.

Innanzitutto The Black Diamond Gates si presenta in uno snello digipak, arricchito da cinque tracce bonus. All’interno troviamo le informazioni essenziali sulle due registrazioni contenute (demo e live) e una foto del gruppo in azione sul palco. Per la copertina è stata scelta saggiamente una nuova immagine, più evocativa rispetto all’originale (piuttosto amatoriale) e con toni cupi che mi hanno riportato alla mente le sensazioni del progetto atmosferico Fear Of Eternity di Andrea Tilenni.

Le quattro tracce di cui è composto il demo stupiscono positivamente per compattezza, atmosfera, impeto e capacità di inserire tanti piccoli tasselli differenti che rendono poi interessante il complesso: quindici minuti taglienti, arcani e melodici, che beneficiano di una qualità sonora che rende distinguibili tutte le componenti. Fra la furia di Summun Algor (che abbiamo già incontrato nello speciale dedicato alla scena giapponese, nei Juno Bloodlust) dietro la batteria, lo screaming arcigno ed esasperato di Atratus (protagonista nei Tronus Abyss) e il gelo tipico del black metal nordico trovano spazio le tastiere di Essyllt, che avvolgono le note di un’aura misteriosa ed esoterica, un manto che lentamente ma costantemente ricopre tutto il paesaggio. I cambi di tempo sono supportati dalla versatilità delle pelli, che rendono sempre dinamico l’incedere, mentre il cantato pulito enfatico (anche in latino in “Prima Preghiera”) e la libertà di cui godono le chitarre (invero un po’ penalizzate in sede di mix) sono gli ulteriori ingredienti che aromatizzano il piatto già succulento e sorprendente, composto da una band nata appena due anni prima in una terra davvero fertile per il black metal più oscuro.

Nella seconda parte della scaletta si trovano invece alcuni estratti da un concerto tenuto dall’attuale sestetto nel 2018 presso il CG di Busto Arsizio. Gli Adversam pescano da tutti e tre i propri dischi e dopo un passaggio ai Downstreet Studios il risultato è composto da cinque tracce ruvide che vogliono soltanto colpire in piena faccia, senza preamboli (se non l’annuncio dei vari tiroli) o intermezzi parlati, con le reazioni del pubblico ridotte al minimo. L’ascolto del materiale bonus fa emergere come l’apporto della corrente black metal svedese di Marduk e Setherial (tanto per fare due nomi) sia diventata decisamente forte e centrale nel tempo, in modo da richiamare anche gli stessi Nefarium in cui ha militato proprio Summum Algor, con la sua furia iconoclasta priva di compromessi e ricca di riff al fulmicotone a essere la protagonista indiscussa sul palco.

Avere fra le mani la ristampa del primo demo degli Adversam è per me motivo di riconciliazione verso il mondo per svariate ragioni. Perché allora non tutte le ristampe vengono per nuocere. Perché la passione per il (black) metal può continuare ad ardere anche in età adulta. Perché la nostalgia per i cari e vecchi tempi prima o poi ritorna sempre a colpirci. Perché la qualità in musica non ha scadenza.

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