AEDERA OBSCURA – Aedera Obscura

AEDERA OBSCURA – Aedera Obscura

 
Gruppo: Aedera Obscura
Titolo:  Aedera Obscura
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Myspace  

 
TRACKLIST

  1. My Murmurous Mind
  2. Beyond The Sands Of Time
  3. The Tree And The Rope
  4. Hanging Your Heart
  5. The Greenish Horse
  6. A Sunless Sky
  7. Nyx
  8. Black Eve's Drama
  9. Arcana Coelestia
  10. Lost
DURATA: 43:01
 

È arrivato il momento di debuttare per i milanesi Aedera Obscura, li conoscevo da un bel po' grazie al demo del 2007 "The Tree And The Rope" e devo dire di essere contento di questo full length autointitolato e autoprodotto. L'artwork è molto semplice, raffigura soltanto il logo su uno sfondo nero e ciò non ha fatto che aumentare la mia curiosità.

Chi dice che il Black Metal italiano è inferiore al resto del mondo probabilmente non conosce le piccole realtà dell'underground come questa, soprattutto in ambito sinfonico il nostro paese è decisamente attivo; gli Aedera Obscura possono essere inseriti proprio in questa corrente, noterete fin da subito come le orchestrazioni di Eric Facchinetti riescano ad intrecciarsi con il riffing melodico e tipicamente Black di Marco Michelin e Nicola Giovannini, "The Tree And The Rope" ne è un esempio perfetto. Dietro al microfono Alessio Cremonesi si destreggia tra uno scream deciso ed un clean che qua e là fa la sua piacevole comparsa, come in "Beyond The Sands Of Time". La sezione ritmica è curata da Luca Valdameri al basso e Francesco Corsini alla batteria, entrambi offrono una performance più che buona dando spessore al sound. Il disco contiene molti episodi da ricordare, bella ad esempio la parte di piano e batteria a metà di "Hanging Your Heart", mi ha ricordato vagamente i Cradle Of Filth e ciò per me non è che un piacere; proprio a proposito delle tastiere vorrei sottolineare l'ottimo lavoro in tutta la durata del disco, sanno prendersi i loro spazi nella giusta misura e senza toglierne alle chitarre, in questo caso sarebbe stato davvero un peccato data la qualità e una certa personalità dei riff. Espedienti come il flauto nel finale di "Black Eve's Drama", gli arpeggi e le clean vocals della malinconica "A Sunless Sky" rendono il lavoro vario e molto gradevole, la band dimostra comunque di saper spaziare anche su canzoni più possenti come la successiva "Nyx", veramente un bel pezzo. Un'altra nota di merito è da dare sicuramente alla qualità del suono, il disco è autoprodotto ma il risultato è comunque più che buono.

Difetti evidenti non ce ne sono, margini di miglioramento ovviamente sì (è pur sempre il primo album) ma siamo già ad un ottimo livello; personalmente terrò d'occhio questa band, se apprezzate il Black più melodico vi consiglio di fare la stessa cosa, anche se ora sono poco famosi sono sicuro che in un futuro non troppo lontano verrà riconosciuto loro ciò che meritano.

Facebook Comments