AEONS OF ASHES – Shutdown

 
Gruppo: Aeons Of Ashes
Titolo: Shutdown
Anno: 2014
Provenienza: Austria
Etichetta: Noisehead Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Depravation
  3. Monocracy
  4. Punchfuck
  5. Into Oblivion
  6. Winter Is Coming
  7. As I Turn The Page
  8. Silence Will Fall
  9. File
  10. White Lies
  11. Remember My Name
DURATA: 42:28
 

Quando una band mi viene presentata con l'etichetta modern melodic death metal attaccata sopra, il primo pensiero che mi passa per la mente è questo: sarà mica metalcore con i coretti adolescenziali, settemilaseicento breakdown che fanno figo e a stento il retrogusto di death melodico? La risposta il più delle volta trova ahimè riscontro nella minaccia che tale definizione nasconde, mentre altre volte fortunosamente ci s'imbatte in lavori non epocali ma quantomeno passabili, che da quel mondo prendono ispirazione, sporcandosi non poco di groove core. Questo è il caso di "Shutdown", album d'esordio degli austriaci Aeons Of Ashes.

La formazione va a inserirsi all'interno di un panorama che ne ha viste di cotte e crude, un'area musicale fatta perlopiù di cloni e capaci mestieranti, dove per elevarsi dalla becera massa si deve essere in possesso di una capacità compositiva di prim'ordine. Purtroppo questa dote non fa parte del bagaglio del quintetto in questione che — pur esponendo un buon operato ritmico delle chitarre e pur offrendo pezzi gradevoli come "Monocracy", "Punchfuck", "Winter Is Coming", "Silence Will Fall" e "White Lies" — non riesce proprio a liberarsi dalla sensazione di pressante e massiccia derivazione da artisti blasonati quali Dark Tranquillity, In Flames, Lamb Of God e Devildriver. Questa viene assorbita ed elaborata in modo da non dispiacere l'ascoltatore, tuttavia è assente qualsiasi forma caratteriale propria dei ragazzi provenienti da St. Pölten; mancanza alla quale si aggiunge la prestazione dietro al microfono aggressiva ma piatta di Tim Sklenitzka.

Formalmente "Shutdown" è in possesso delle qualità ordinarie che potrebbero accontentare gli ultra-ossessionati fruitori del genere, il problema è che non va oltre quello. È una prova canonica, probabilmente utile per farsi le ossa e gettare le basi per ciò che verrà in futuro, augurando a noi e a loro che la seconda uscita discografica riesca a divincolarsi dalla pressione esercitata dai grandi nomi citati nel testo e metta in mostra un pizzico degli Aeons Of Ashes.

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