Discesa nell'Ade e Resurrezione: "Down" degli Ærgewinn

ÆRGEWINN – Down

Gruppo:Ærgewinn
Titolo:Down
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Tombgazer
  2. Much Older
  3. The Dreaded
  4. Down
DURATA:17:38

Ærgewinn (che in antico inglese sta a significare antica ostilità) riporta sotto la flebile luce della scena underground nostrana un volto già noto. Infatti la persona che sta dietro questo progetto altro non è che il cantante dei Grodek, gruppo abruzzese che con il loro ultimo EP, Downfall Of Time, ha saputo far parlare di sé. Down è il secondo EP della one man band, che condivide la medesima aura emotiva dei Grodek, impregnata di doom, riffoni e melanconia, ma la indirizza su un sentiero diverso e ben più diretto, che può essere chiamato Via del Boss HM-2.

Grazie al sapiente uso di un riffing marcio e ingombrante, caro alla scuola death metal svedese, Down regala 17 minuti di putrescenza e decadimento, mostrandosi perfettamente funzionale nella sua classicità. Accompagnato da arpeggi gelidi come ghiaccio e riff densi di atmosfere tombali, l’ascoltatore si ritrova proiettato in un paesaggio nebbioso e freddo, all’interno del quale, come denti che sbucano dalla terra, lapidi e alberi lo circondano e osservano. L’ep sorprende per l’azzeccata atmosfera e per la varietà di espedienti compositivi, pur muovendosi all’interno di stilemi oramai canonici e in esso perfettamente incarnati, merito del sentore doom molto presente e di certi punti quasi goticheggianti (come nella conclusiva “Down”, per la quale è stato realizzato anche un videoclip). In sole quattro canzoni si sposta difatti con leggerezza tra riffing schiacciasassi alla Entombed (“Much Older”) e assoli e riverberi che si intrecciano in una fitta nebbia di sonorità doom, in puro stile Katatonia.

A eccezione del contributo della chitarra di Lord Of War (ex-Athanor) in “Tombgazer”, tutti i brani e i vari arrangiamenti sono realizzati, messi insieme e calibrati da un’unica mente, il che mette in ottima luce la fertilità che giace dietro Ærgewinn. Vista inoltre la prolificità del progetto, che ha sfornato ben due EP nel giro di un anno, sono quasi certo che entro poco tempo ne risentiremo parlare e saremo di nuovo trasportati in angusti reami sotterranei, accompagnati da ambigue entità e da inedite litanie, sospese tra purgatorio e inferi.

«Down below where sun does not exist
Forever in darkness we celebrate rebirth
»
(da “Down”)

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