AETERNAL SEPRIUM – Against Oblivion’s Shade

 
Gruppo: Aeternal Seprium
Titolo: Against Oblivion's Shade
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Nadir Music
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TRACKLIST

  1. The Man Among Two Worlds
  2. Vainglory
  3. Sailing Like The Gods Of The Sea
  4. Soliloquy Of The Sentenced
  5. In Sign Of Brenno
  6. Victimula's Stone
  7. Solstice Of Burning Souls
  8. L'Eresiarca
  9. The Oak And The Cross
  10. Under The Flag Of Seprium
DURATA: 55:33
 

Il Seprio è una zona della Lombardia che comprende attualmente parte della provincia di Varese e parte della provincia di Como ed è proprio da qui che provengono e che prendono il nome gli Aeternal Seprium. Il gruppo nasce nel 1999 con il nome di Black Shadows e ha alle spalle due demo, i quali hanno spianato la strada all'uscita del debutto "Against Oblivion's Shade".

Il disco si districa bene attraverso tutte le influenze di cui si compone, ma senza dubbio è la venatura epica ispirata a formazioni del calibro di Warlord, Omen e Manilla Road a fare da padrona. A tal proposito sono eloquenti pezzi come "The Man Among Two Worlds" (in cui è presente anche un efficace intermezzo cantato in italiano, a differenza del resto della canzone), "Sailing Like The Gods Of The Sea" e "Victimula's Stone", i quali sfoggiano momenti solisti particolarmente interessanti ed eleganti, degnamente accompagnati da robustissime e potenti fondamenta ritmiche e da una batteria fiera e sempre marziale al punto giusto. Ascoltando la voce di Stefano Silvestrini è peraltro facile che salti all'orecchio un'ulteriore ispirazione tutta italiana: i Domine. L'altro cardine attorno al quale si sviluppa l'album è senz'altro evidente in brani come "Soliloquy Of The Sentenced" e "Solstice Of Burning Souls", cadenzati e dall'atmosfera molto scura e battagliera, con una maggiore attitudine prettamente Heavy, la quale si ripete in "In Sign Of Brenno" in cui Judas Priest, NWOBHM e una certa venatura Running Wild si incrociano e si amalgamano fino a formare un quadro di influenze classiche assolutamente godereccio. Non mancano nemmeno altre variazioni sul tema, in quanto "Vainglory" e "The Oak And The Cross" (impreziosita anche da un orgasmico solo di basso) si avvalgono di qualche sferzata al profumo di Thrash e di alcune leggere spruzzate Prog.

Un capitolo a parte lo merita "L'Eresiarca", una composizione permeata da un'atmosfera fiera ma, allo stesso tempo, quasi implorante e completamente cantata in italico idioma: questa scelta sembra essere stata davvero ottima, sia per la maggiore espressività trasmessa che per la sensazione di una composizione ancora più fluida, forse proprio grazie al fatto di doversi preoccupare meno del lato lirico. Dal mio umile punto di vista credo quindi che i ragazzi farebbero bene a insistere maggiormente sull'uso della lingua natia, che a quanto sembra porta risultati ancora migliori.

In ogni caso "Against Oblivion's Shade" è un esordio con il botto, un disco che ogni appassionato dei gruppi sopracitati o, più semplicemente, delle sonorità classiche e/o epiche non dovrebbe farsi assolutamente sfuggire. Questa volta il talento l'abbiamo in casa, credo quindi sia doveroso più del solito supportare codesta ottima realtà nostrana che saprà sicuramente offrire soddisfazioni non da poco. Per dirla con le parole degli stessi Aeternal Seprium (anche se so di correre il rischio di sembrare lievemente altisonante): «E nei secoli monito… monito sarà!»

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