AETERNUS – Heathen

Gruppo: Aeternus
Titolo: Heathen
Anno: 2018
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Dark Essence Records
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TRACKLIST

  1. Hedning
  2. The Sword Of Retribution
  3. Conjuring Of The Gentiles
  4. The Significance Of Iblis
  5. How Opaque The Disguise Of The Adversary
  6. Boudica
  7. ‘Illa Mayyit
DURATA: 35:44

Signori, riecco a voi gli Aeternus che tornano a essere gli Aeternus. La band norvegese era rientrata in scena con il tristissimo …And The Seventh His Soul Detesteth nel 2013, un album di una piattezza e scontatezza difficilmente giustificabili. Oggi la ritroviamo con l’ottavo disco in carriera intitolato Heathen, che ne segna i venticinque anni di attività, risollevando le sorti di una storia iniziata nel 1993.

Ares — accompagnato per l’occasione dal batterista Phobos (Gravdal e turnista live per realtà come GalarGorgoroth e Sulphur) e dal bassista Frode Kilvik (Gravdal, Kraków, Malignant Eternal ed ex Viðr) — pare abbia fatto una decisa retromarcia, puntando su sonorità e atmosfere in grado di far emergere nuovamente anche parte della vena black metal che alimentava i primi lavori.

Il disco è composto da una serie di pezzi death-black non eccelsi ma in grado di affascinare, pur senza toccare le vette qualitative dei capitoli iniziali, per intenderci dall’EP Dark Sorcery (1995) a …And So The Night Became (1998). Il merito va alle buone partiture acustiche, alle raffinate melodie, alle intrusioni solistiche ben incastonate nelle tracce e alle dissonanze disseminate qua e là (“Hedning”, “The Sword Of Retribution”, “Boudica” e “‘Illa Mayyit”).

Al contempo alcune pecche sono ravvisabili chiaramente. In primis l’impostazione ritmica avrebbe giovato di un dinamismo maggiore e di sezioni pestate più decise, aspetto riscontrabile specialmente nella zona mediana della scaletta. In seconda battuta, la ripetizione delle formule compositive sul lungo corso fa emergere una certa uniformità.

Lo sguardo compositivo che si volge al passato, il misticismo e il senso di gelo, componenti favorite dall’ottimo lavoro di Herbrand Larsen (ex Enslaved e Audrey Hourne) presso i Conclave & Earshot studios di Bergen, insieme al riemergere della personalità degli Aeternus, sono fattori sufficienti affinché Heathen oltrepassi agilmente la bassa e negativa asticella delle mie aspettative. Di conseguenza posso affermare con piacere: bentornati!

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