AFFRANTI – La Paura Più Grande

Gruppo:Affranti
Titolo:La Paura Più Grande
Anno:2017
Provenienza:Italia
Etichetta:Scatti Vorticosi Records / Shove Records / Equal Rights / Lanterna Pirata / Sonic Reducer / Klas Records / Minoranza Produzioni / Dreamingorilla Records / Insonnia Records / Strigide Records / Burning Bungalow / Smartz Records
Contatti:Sito web
TRACKLIST

  1. Insegnami
  2. La Terra Bruciata Dal Fuoco
  3. V
  4. Punto Di Fuga
  5. Sulla Scena Del Delitto
  6. Le Mie Parole
  7. Che Poi
DURATA:24:00

Nonostante gli Affranti siano un collettivo in attività già da una ventina d’anni, questa è la prima volta che li trattiamo qui su Aristocrazia Webzine. La Paura Più Grande è il loro ritorno, dopo circa sei anni dall’ultimo lavoro in studio, ed è stato pubblicato (collaborazione tra una caterva di etichette dell’underground italiano) quest’anno sia come CD (la versione in oggetto) che come split in vinile insieme ad Addicted dei Fuco.

Colpevolmente, non avevo seguito le gesta del progetto ligure in precedenza, ma posso dire che “Insegnami” mi ha fatto sentire subito a casa. Una casa malandata e piena di paranoie, come abitata da Massimo Volume, Fluxus e Raein allo stesso tempo; un tempo che nonostante la breve durata (l’intero lavoro dura ventiquattro minuti) lascia all’ascoltatore un’impronta veramente forte. L’effetto è senz’altro supportato dall’ottimo contributo sulla parte grafica dell’illustratore genovese Cristiano Baricelli (sua anche la copertina del disco dei Fuco), con i suoi personaggi irrequieti e i colori estremamente carnali.

L’ultima fatica degli Affranti è un’opera — come era lecito aspettarsi — molto corale, in cui le voci e gli stili si rincorrono, cercando spiegazioni a una rabbia (a tratti individuale o sociale) apparentemente insormontabile. La tradizione post-hardcore è tangibile anche nei momenti meno urlati e in generale vi troverete a riflettere o a fare terra bruciata intorno a voi insieme alle voci narranti. Segnalo in particolare il capolavoro “La Terra Bruciata Dal Fuoco”, che incarna perfettamente tutti questi aspetti.

La conclusione con “Che Poi” reintepreta infine il brano quasi omonimo del cantautore semidimenticato Mauro Pelosi (tratto dall’album La Stagione Per Morire del 1972), con risultati francamente eccellenti.

In sostanza, gli Affranti hanno colto nel segno, dando l’ennesima dimostrazione di quanto gli ambienti underground in Italia siano tutt’altro che morti. Per me sarà sicuramente un’ottima occasione per recuperare tutti i loro lavori precedenti.

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