AFTERHOURS – Folfiri O Folfox Tour 2016 (17/07/2016 @ Market Sound, Milano)

Evento: Afterhours – Folfiri o Folfox Tour
Data: 14/07/2016
Luogo: Market Sound, Milano
   
Gruppi:

  • Afterhours
 

Il Market Sound di Milano, a poco più di un anno dalla sua nascita, si sta imponendo come una delle realtà più interessanti in città, grazie a una location ampia e duttile, che permette l'organizzazione, oltre che di eventi musicali, di manifestazioni sportive, serate di vario genere e altro ancora. Per completare l'opera basta aggiungere una stagione concertistica di alto livello, adatta a tutti i gusti: si va da imperdibili serate elettroniche tutte da ballare con Deadmau5 e Chemical Brothers al metallo del trio composto da Slayer, Carcass e Behemoth (di cui vi ha parlato Bosj la settimana scorsa), da icone del rock quali Neil Young fino alla scena alternativa di casa nostra. Protagonisti della fresca serata del 14 luglio sono i nostrani Afterhours, reduci dalla pubblicazione dell'ottimo "Folfiri O Folfox", album nato in seguito a un lutto familiare che ha colpito il leader Manuel Agnelli.


BRUTAL ASSAULT 2013 - Parte IINonostante le nostre strade si siano incrociate decine di volte, l'interesse è sempre alto, gli Afterhours, dopo decine di anni sui palchi, sono grandi professionisti e riescono ogni volta a coinvolgere il proprio pubblico con spettacoli di grande spessore musicale. Del pubblico va fatta menzione anche in un altro senso: l'età media è decisamente alta e non si vedono smartphone per aria per tutta la durata del concerto, un balsamo per il cuore.

Come facilmente prevedibile, l'inizio è tutto dedicato all'album neonato: Manuel si ritaglia qualche secondo da solo sul palco in apertura con "Grande", a cui fanno seguito i tre brani a mio avviso meglio riusciti di "Folfiri O Folfox", ovvero "Ti Cambia Il Sapore", "Il Mio Popolo Si Fa" e "Non Voglio Ritrovare Il Tuo Nome". Bisogna quindi aspettare una ventina di minuti prima di assistere ai primi brani storici della band: l'immancabile "Ballata Per La Mia Piccola Iena", la sempre seducente "Varanasi Baby" (durante la quale il mio pensiero va a Bosj, che tanto ne avrebbe avuto bisogno, ma la cui catarsi è stata rimandata a causa dell'ormai irrimediabile immersione nel jet set cittadino) e una trascinante "La Vedova Bianca". "Padania", brano sempre speciale per chi in certe zone è nato e cresciuto, suggella una prima parte di show all'insegna delle atmosfere più soft della band milanese, ma non per questo mena apprezzata.


Dopo l'interlocutoria "Nè Pani Nè Pesci", arriva il primo pezzo da novanta, l'eterna "Male Di Miele": dopo quasi vent'anni, viene ancora accolta dal pubblico con un boato e cantata da tutti a squarciagola. La strumentale "Cetuximab" funge da intro alla struggente "L'Odore Della Giacca Di Mio Padre", interludio toccante prima delle mazzate de "Il Sangue Di Giuda", "Bunjee Jumping" (sempre immensa) e "La Sottile Linea Bianca". Chiudono il corpo principale del concerto "Costruire Per Distruggere" e le nuove "Tra I Non Viventi Vivremo Noi" e "Se Fossi Io Il Giudice".

Nessuno si muove, gli Afterhours hanno abituato il proprio pubblico a encore lunghe quanto il concerto stesso e anche stavolta non deludono: ci si tuffa indietro nel tempo con le sensazioni grunge di "La Verità Che Ricordavo", seguita dalla solare "Riprendere Berlino". Il doppio carpiato nel passato trova compiutezza in "Strategie", sempre attesa da tutti, ma inattesa nel corso di questa serata, un vero attentato alle corde vocali degli spettatori, che già fin qui non si erano risparmiati. Dai Nostri viene offerta una versione acustica di "Pop" e l'inno "Non È Per Sempre", prima che calino nuovamente le armi e tornino nel backstage a riprendere fiato.

Si scavalla oltre le due ore di concerto con il secondo encore: "Quello Che Non C'È" resta nella mia opinione la vetta compositiva raggiunta da Agnelli e "Bianca" è l'ultima occasione per dare aria alle ugole prima della tradizionalmente conclusiva "Bye Bye Bombay", sempre monolitica. Con la gola secca saluto per la ventesima volta una band che dopo tanti anni e tante formazioni resta una garanzia, da vedere e rivedere. Chiunque avesse voglia di cimentarsi con certe sonorità dovrebbe assistere a uno show dal vivo del sestetto, non esiste lezione migliore.

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