AGGRESSION – Viocracy | Aristocrazia Webzine

AGGRESSION – Viocracy

 
Gruppo: Aggression
Titolo:  Viocracy
Anno: 2012
Provenienza:  Spagna
Etichetta: Xtreem Music
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TRACKLIST

  1. False Flags
  2. Chemical Slavery
  3. Viocracy
  4. MK Ultra
  5. Get Mad
  6. Human Nature
  7. Awake Awareness
  8. Dehumanized
  9. Victims Of Bias
  10. YYZ [cover Rush]
DURATA: 39:33
 

Gli spagnoli Aggression li avevamo lasciati tre anni fa con il debutto "MoshPirit", disco che aveva già le carte in regola per fare entrare gli iberici nei cuori dei thrasher, li ritroviamo adesso più maturi e con una formazione praticamente rivoluzionata nella sezione ritmica. Sono andati via sia il batterista Sergio Garcia, al quale è subentrato Jose Rosendo, sia il bassista Sergio Soto sostituito da Carlos Leonardo e tutto ciò ha giovato alla nuova uscita intitolata "Viocracy".

Cos'hanno di diverso rispetto al passato? Iniziamo col dire cos'hanno mantenuto: l'attitudine, le influenze e la carica sprigionata dai pezzi sono rimaste quasi del tutto inalterate, la linfa vitale apportata però alle dinamiche espositive dei pezzi e una prestazione ancora più incisiva del duo di asce Oscar Reka e Pol Luengo, quest'ultimo abile nel destreggiarsi pure dietro il microfono sfruttando soluzioni melodiche e indiavolate, hanno permesso di ottenere quel quid che mancava completando il cerchio.

"Viocracy" è un disco ragionato, veloce, ma che non si limita a pestare andando dritto per dritto come con sin troppa frequenza c'hanno abituato le realtà odierne, condito da una tecnica affinata, con una produzione che lascia più spazio al lavoro di basso, adesso in evidenza, e una concentrazione maggiore nel focalizzare l'intento in una direzione precisa che fuoriesce dal solito schema del tupa-tupa. Sono meno lineari, si nota la presenza di tempi dispari già nell'apertura affidata nelle buone mani di "False Flags" pur essendo capaci di martellare e la traccia che da titolo al lavoro n'è la prova.

La forza di questi Aggression è proprio il sapersi mettere in discussione brano dopo brano, certo non tutti sono del livello della splendida "MK Ultra", canzone nella quale è apprezzabilissima la coesione strumentale, ma e impossibile non evidenziare il passo in avanti compiuto nell'impostazione della sezione ritmica, così come sono interessanti i risvolti della parte introduttiva di "Awake Awareness" che batte ancora su tale punto e i due strumentali "Victim Of Bias", episodio nel quale entrano in collisione spirito thrash e fraseggi da repertorio jazz/blues, e la cover dei Rush "YYZ", canzone contenuta nel capolavoro del 1981 "Moving Pictures", proposta in una ferrea versione heavy/thrash che le conferisce una dimensione metal alquanto gradevole e lontana dall'originale. È questo che vuol dire dare anima a una cover, farne una propria versione, non piacerà a tutti ma non si potrà comunque dire che sia solo una scopiazzatura.

Fra i piccoli difetti da annotare c'è la voglia di strafare che alle volte li travolge, sono troppo presi nell'arrangiare e nel tentare di offrire qualcosa di diverso da perdere leggermente il bandolo della matassa, la sensazione è percepibile in sparute occasioni, mentre dal punto di vista del gusto personale ad alcuni potrà venir complicato entrare in sintonia con il cantato di Pol. Il suo approccio è carico di personalità, non sempre perfetto, tuttavia adatto alle canzoni e forse il suo lato più fruibile a chi preferisce una voce più cruda potrebbe risultare un tantino di disturbo, una volta abituato l'orecchio potreste comunque superare anche questo ostacolo realmente basso.

"Viocracy" è il tassello che mi porta a sperare in un terzo album che rappresenti la definitiva consacrazione per una realtà, quella degli Aggression, che merita l'ascolto e a mio avviso anche l'acquisto, bravi.