Agrypnie - Metamorphosis

AGRYPNIE – Metamorphosis

Gruppo:Agrypnie
Titolo:Metamorphosis
Anno:2021
Provenienza:Germania
Etichetta:AOP Records
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TRACKLIST

  1. Wir Ertrunkenen – Prolog
  2. Wir Ertrunkenen
  3. Verwüstung
  4. Am Ende Der Welt – Teil 1
  5. Skulptur Aus Eis
  6. Metamorphosis
  7. 3327
  8. Melatonin
  9. Untergang
  10. Am Ende Der Welt – Teil 2
  11. Wir Ertrunkenen – Epilog
DURATA:68:08

Il termine greco ἀγρυπνία, entrato in italiano tramite il tardo latino agrypnia, non è altro che un sinonimo colto di insonnia; adottarlo come nome per il proprio progetto crea diverse aspettative circa le sue intenzioni. Agrypnie non tradisce affatto il peso che si porta sulle spalle per via della sua onomastica e la sua ultima fatica, Metamorphosis, altro titolo decisamente evocativo, non è che l’ennesima riprova della capacità del gruppo teutonico di navigare questo legame viscerale tra sogno e realtà, sospinto dai venti del terrore più profondo.

Negli oltre quindici anni di attività, la creatura di Torsten — tra l’altro voce dei Nocte Obducta e collaboratore in sede live di Anomalie, Harakiri For The Sky e Heretoir — ha dimostrato di avere qualcosa da dire in ambito post-black metal. La strada è stata lunga e costellata di cambi di formazione, ma sei album e tre uscite minori dopo il progetto tedesco è arrivato a firmare con AOP, un punto di riferimento per gli appassionati di un certo tipo di metallo nero. Metamorphosis, quindi, non è solo un disco che segna un discreto passo in avanti nella carriera della band, ma allo stesso tempo rappresenta con estrema probabilità la prova migliore che i Nostri abbiano mai confezionato.

In primo luogo, Metamorphosis è un album sintetico. L’aggettivo, per chi ha un minimo di familiarità con Agrypnie, ha un valore ben preciso, per quanto inusuale: ci troviamo davanti a 68 minuti di musica, meno di quanto i tedeschi abbiano offerto negli ultimi dischi ma comunque più di quanto abbiano fatto con F51.4 (Supreme Chaos Records, 2006) ed Exit (Supreme Chaos Records, 2008). La scaletta è composta, anche qui, da oltre dieci brani, spalmando così il contenuto omogeneamente su più tracce, col risultato che è la sola “Skulptur Aus Eis” a superare i dieci minuti. A sottolineare la conoscenza di sé e dei propri punti forti, ritroviamo anche in questa metamorfica raccolta una intro e una outro collegate. In questo caso specifico, però, la suite “Wir Ertrunkenen” non funge solamente da traccia di benvenuto (“Prolog”) e di commiato (“Epilog”) ma ci offre subito anche un assaggio di quelle che sono le intenzioni vere e proprie di Agrypnie, con calibrata violenza e profonda decisione.

Non c’è una nota di troppo lungo tutto il disco, né una vera e propria traccia riempitiva in scaletta. Da capo a coda, Metamorphosis è coerente e coeso al punto tale che scorre che è un piacere per le casse e le cuffie, coi suoi blast, gli arpeggi distorti, il tremolo picking e le urla gutturali. Se “Wir Ertrunkenen” da un lato rivela le carte che Agrypnie si ritrova in mano a questo giro, è con “Skulptur Aus Eis” (su cui ritroviamo C.S.R. degli Schammasch), “3327”, “Melatonin” e le due parti di “Am Ende Der Welt” che il trio mette a segno i suoi colpi migliori. I toni dell’intera opera restano oscuri e viscerali tanto da rivelare in modo quasi lampante il motivo dietro la scelta del nome del progetto anche per i neofiti: l’oscurità è dietro l’angolo, la veglia costante e l’assenza di sonno annichiliscono le nostre capacità sensoriali e l’ascolto di Metamorphosis, coi suoi andirivieni e le alternanze misurate di sfuriate e di aperture atmosferiche in clean, marcia esattamente su questo.

Ciò detto, non credo si tratti di un disco privo di difetti o di pecche. All’ennesimo riascolto però appare chiaro che, vista e considerata la presenza di certe perle, la minor presa che brani come “Verwüstung” possono avere sull’ascoltatore non è dettata da una povertà compositiva o esecutiva interna, quanto piuttosto dalla loro immediata vicinanza con le summenzionate bombe. Metamorphosis è una vera mina e i fan del post-black lo ameranno, senza se e senza ma. Applausi per Torsten e per Agrypnie: l’approdo su AOP non poteva avvenire in maniera migliore.

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