AKAITSUKI – Purpose Of The Moon | Aristocrazia Webzine

AKAITSUKI – Purpose Of The Moon

Informazioni
Gruppo: Akaitsuki
Anno: 2011
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/akaitsukimusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Enter The Void
2. Why
3. Someday
4. Unspoken Dreams
5. Magic Spell
6. Passage
7. Mountain Spirit
8. Open Window (demo)
9. Fulfillment (demo)

DURATA: 42:44

Quando per descrivere un disco si usa il termine “shoegaze” io non comprendo davvero la gente dove voglia andare a parare, ormai qualsiasi cosa assuma forma post-rock/punk miscelata all’interno di un platter che evidenzi ma non si appropri di una natura black diviene una grandissima prova del genere, mi riferisco a roba in stile Lifelover, A Cold Body Radiation, Dopamine, i vari surrogati sonori prodotti dall’artista geniale (per chi me lo chiedo da tempo) Neige etc. etc…
La cosa mi fa rabbrividire e lo dico dal punto di vista di uno che si è appassionato al post/rock, ha amato e ama lo shoegaze, quello “vero” (My Bloody Valentine, Slowdive, Lush, The Jesus And The Mary Chain), così ho preferito evitare il ricordo di quel termine collegato a “Purpose Of The Moon”, album di debutto degli Akaitsuki, se non ricollegandolo all’identificazione primorde che si dava a tale parola.
E’ infatti un disco quasi del tutto spoglio (fortunatamente) dalle ingombranti quanto inutili derive black che sin troppo frequentemente vengono sfruttate per accaparrarsi le voglie degli ascoltatori adolescenti, è composto da canzoni sincere, genuine, alquanto intime e “popular” nel senso più alto che si possa donare a tale termine.
Sono gli incastri atmosferici a reggere le sorti di un lavoro che gira su ritmi slow, talmente delicati in certi frangenti da rimembrare in lontananza un “Jeroflies” degli Alice In Chains.
Vengono sapientemente utilizzate le melodie per innescare una catena emotiva ampia e viaggiante nell’opener strumentale “Enter The Void”, ruvida e incattivita in “Why”, diventano poi più intense e dolciastre prima in una rasserenante “Unbroken Dreams” per poi attingere al lato più melenso (ma non urticante) in “Passage” scandita dal piano.
Le due tracce sono inframezzate dalle note più scure e notturne di “Magic Spell” tese a evocare la magia della figura celeste su cui “Purpose Of The Moon” fa ruotare il proprio asse.
Il disco è capace di offrire riff splettratissimi e altri appena accennati, d’alzare il tono improvvisamente e quietarsi in un battito di ciglio, è questo ciò che rende la prestazione degli Akaitsuki intrigante, un conflitto, una dualità che in maniera incostante, improvvisa decide di impossessarsi delle canzoni portando un cambio inaspettato al tema guida.
E così si giunge a “Mountain Spirit” che con il suo massiccio orientamento post-rockeggiante ci conduce all’ascolto degli episodi “demo” “Open Window” e “Fulfillment” che palesano, come la poco prima chiamata in causa, possieda un sound direzionato verso tali lidi.
“Purpose Of The Moon” è un autoprodotto, ha i propri limiti iniziando da una produzione che maggiormente pulita avrebbe forse dato una definizione del suono migliore, personalmente la trovo però adeguata, quei sottili fruscìì che occasionalmente si percepiscono e quelle chitarre che si saturano creando quasi effetti noise perderebbero la naturalezza che scorre in una proposta “casereccia” ma ben elaborata.
Faccio un grosso in bocca al lupo a questi ragazzi e consiglio a chi cerca buona musica che non sia gioco-forza di stampo metallico di dare una possibilità agli Akaitsuki, potrebbe avere una bella sorpresa.