AKEM MANAH – Demons Of The Sabbat

 
Gruppo: Akem Manah
Titolo: Demons Of The Sabbat
Anno: 2014
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Freak Metal Records
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TRACKLIST

  1. Dark Ritual
  2. Worship In Fire
  3. Reign Of Terror
  4. Possession Of Nun
  5. Hollow Graves
  6. Unholy Horror
  7. The Twisted Rites Of Satan's Bride
  8. Nightfall
  9. Demons Rise
DURATA: 55:50
 

Dead Nedry è uno di quei personaggi che Aristocrazia segue da tempo sia per ciò che riguarda le uscite degli Akem Manah ("The Devil Is In All Of You", "Horror In The Eyes" e "Night Of The Black Moon") e dei Cataclysm ("Death Become Us") recensite dal sottoscritto che per quanto concerne i Black Beings ("Anathematize") trattati in passato da Bosj. È un artista che pare non si prenda un minuto di pausa e nel 2014 giunge alla realizzazione del terzo album intitolato "Demons Of The Sabbat" con la prima delle realtà chiamate in causa, quello di cui sto scrivendo.

Il trio che ha modellato il nuovo parto è composto da Dead Nedry (voce, chitarra e tastiere), Chris Lollis (basso, ex di Lecherous Nocturne e Nile) e Ivan De Prume (batteria, ex Prong e White Zombie). Al disco partecipa poi come ospite Scott Von Heldt in qualità di chitarrista solista in "Reign Of Terror" e "Demons Rise" insieme ad Adam Richardson (Ramesses, 11 Paranoias ed ex di Pombagira e Lord Of Putrefaction, i pre Electric Wizard) con la sua voce in "Demons Rise".

In tutta onestà non sono rimasto sorpreso da quanto proposto e anzi sono stato particolarmente contento di ricevere conferme gradite, in un periodo in cui leggo spesso in rete critiche sulla mancanza d'innovazione e sulla presunta assenza di carattere e personalità verso moltissime band. Le sonorità, l'impatto intriso di oscurità e orrore, e la prestazione massiccia, priva di orpelli altamente fruibili ma ancor più carica di aria malsana e intenzioni malevole, racchiusa nelle tracce di questo lavoro erano ciò che mi aspettavo e mi auguravo venisse offerto dal gruppo .

Il suono degli Akem Manah è andato delineandosi nel corso degli anni, ora è sicuramente meno funereo e pachidermico degli inizi, si è irrobustito e ha aumentato il peso del proprio passo. Non c'è poi alcun dubbio sul fatto che compagini come Electric Wizard (omaggiati più volte in passato), Ramesses, Cathedral, Iron Man, la figura di Tom G. Warrior (sia dell'era Celtic Frost che alla guida dei più recenti Tryptikon) e quella "concettualità-credo" viscerale rivolta nei confronti delle divinità degli inferi e al modo in cui esse disseminano terrore siano state fatte proprie, assorbite e riversate in brani possenti e dall'atmosfera veramente ben ideata quali sono l'inquietante "Dark Ritual", gli striscianti quanto diabolici "The Twisted Tites Of Satan's Bride" e "Demons Rise", e il nero e litànico "Hollow Graves". In quest'ultimo spiccano l'incipit dai toni drone e l'ottimo supporto rituale garantito dai sintetizzatori, che si fonde con la vena psichedelica acida trapelante dalle soluzioni ossessive confezionate sia dalla sei corde che dalla batteria.

"Demons Of The Sabbat" è un monolite nero, un monolite che proprio in quanto tale mostra di possere un'omogeneità d'intento che potrebbe essere considerata un difetto da qualcuno in un paio di circostanze. Questa potrebbe infatti appesantire l'ascolto, conducendo sentori di monotonia; oppure al contrario potrebbe venire considerata un pregio da chiunque riconosca e apprezzi l'ormai rodata integrità dello statunitense nel portare avanti il progetto di album in album. Questa uscita fa risaltare una prova corale praticamente priva di sbavature e la solidità compositiva grazie alla quale si esprime, mentre con il suo fare estremo e incorruttibile ci ricorda ancora una volta che per gli Akem Manah il "prendere o lasciare" è d'obbligo, sono così, punto e basta.

Il male puro divulgato dalla formazione di Eugene è stato servito, non ponetevi troppe domande nel gustarlo, prendetelo così com'è e vedrete che — sia la prima razione capitatavi a tiro o l'ennesimo pasto musicale consumato in loro compagnia — ne rimarrete quanto meno soddisfatti.

 

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